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Delrio prova ad autoassolversi: ma “La cura del ferro” parla chiaro

News | 14 Luglio 2016

NAPOLI, 14 LUGLIO – Forse abbiamo perso fin troppo tempo a scrivere questo articolo; probabilmente perché ancora scossi dall’immane tragedia occorsa lo scorso martedì in Puglia, sulla tratta ferroviaria a nord di Bari. Tuttavia, era nostro dovere rispondere all’inevitabile e attesissimo autoassolvimento del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio (mister al sud non investiamo nell’infrastruttura ferroviaria perché ci sono le rocce) intervenuto durante la seduta di ieri al Parlamento italiano:

“In queste ore vedo che gira in maniera molto strumentale e sbagliata il fatto che la legge di Stabilità approvata da questo parlamento avrebbe stanziato quattro miliardi e sei tutti al nord. Non è così, il contratto di programma 2015 stanzia 9 miliardi di euro: quattro miliardi e mezzo sono destinati a tecnologie per la sicurezza, messa al primo posto sull’intera rete nazionale; e una parte di questi quattro miliardi e mezzo sono destinati alle reti a carattere regionale (?).”

Una disanima, quella di Delrio, seguita da scoscianti applausi da parte del Parlamento italiano, tuttavia ci troviamo dinanzi ad affermazioni di circostanza e fin troppo vaghe. La realtà è ben diversa, e su 8.971 miliardi sbloccati con la Legge di Stabilità 2015 soltanto 474 milioni (19 volte meno) verranno utilizzati per “potenziare” la rete ferroviaria del sud.

Riportare l’elenco di alcune delle Grandi Opere programmate è un lavoro frustrante ma altrettanto doveroso: 1,5 miliardi saranno destinati all’alta velocità Verona-Brescia; 1,5 miliardi alla tratta a Verona-Vicenza; 869 milioni per la Brennero; 600 milioni per il valico dei Giovi. Oltre a migliorare la capacità delle linee (quantità e qualità dei treni), il provvedimento riguarderà anche alcune migliorie nelle seguenti stazioni ferroviarie: Roma riceverà 172 milioni di euro, Firenze 70 milioni, Milano 45 milioni, Torino e Bologna 30 milioni.

485 milioni sono destinati ai miglioramenti tecnologici: in particolare sulla direttrice Torino-Padova, sulla linea Bologna-Padova e nel nodo ferroviario di Napoli; 487 milioni per l’upgrading infrastrutturale e tecnologico di grandi corridoi ferroviari viaggiatori: Firenze-Roma, Genova-Ventimiglia, Milano-Bologna e Roma-Napoli; 264 milioni per potenziare il trasporto merci su ferro (interventi sulle gallerie per consentire il transito di treni merci alti allo spigolo fino a 4 metri, e altri interventi infrastrutturali per consentire il passaggio di treni merci lunghi fino a 750 metri).

Intervento, quest’ultimo, destinato solo alle linee di confine con Svizzera e Austria, fino all’Emilia, laddove si concentra il vero traffico intermodale del paese (al sud, ahinoi, i container provenienti dall’Europa non passerebbero dalle gallerie).

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Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 14 Luglio 2016 e modificato l'ultima volta il 14 Luglio 2016

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