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DENUNCE INUTILI

Museo del Tesoro di San Gennaro: la Lega interroga il ministro Franceschini fingendo interesse per la nostra identità

Identità | 17 Giugno 2020

Che Paolo Iorio, stimatissimo direttore del Museo del Tesoro di San Gennaro e del Museo Filangieri, debba alzare la voce per far sì che l’ingresso del tesoro abbia un minimo di decoro è un fatto. Nei giorni scorsi il bellissimo spazio – che vi invitiamo a visitare, soprattutto se non lo avete mai fatto – che contiene la più importante collezione di argenti dell’800 e la mirabolante Mitra (un gioiello anche di tecnica e inventiva, al di là della sua preziosità, letteralmente abbagliante per bellezza e fattura) ha riaperto le sue porte dopo il lockdown.

Sul Mattino il 10 giugno era stato lanciato l’allarme: purtroppo in queste settimane è diventato dimora di senzatetto, per i quali non si sono pensate soluzioni alternative, nella piena resa dei vigili urbani che si sono dichiarati impotenti.

Iorio si sa, è un’uomo liberal, cerca soluzioni ragionevoli: sul decoro di via Duomo, insieme all’avvocato Riccardo Imperiali, responsabile legale della Deputazione del tesoro di San Gennaro, si batte da sempre. Così pochi giorni prima della riapertura, con le telecamere di Sky e Rai in arrivo, ha battuto i pugni sul tavolo a modo suo: inviando una lettera alle istituzioni in cui segnalava la situazione all’Assessorato al Welfare, nonché al comando dei vigili urbani e all’Asia:  “O mi date una mano o, come apro, richiudo”.

Poche ore prima della riapertura la strada risultava vuota e ripulita. Lo è ancora oggi – come dimostra l’immagine scattata alle 18 di oggi dal nostro Sergio Valentino – cinque giorni dopo la riapertura. Bene, situazione risolta, almeno al momento. Se non fosse che, nel patetico tentativo della Lega Nord di fingere di interessarsi ai simboli dell’identità napoletana –  già fallito con gli artigiani di San Gregorio Armeno e i piazzaioli, fatta eccezione per qualche singolo soggetto – ieri è stata depositata al Senato dal senatore del Carroccio Claudio Barbaro, un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini in cui si legge che:

con la riapertura, dopo mesi di lockdown, sabato 13 giugno 2020 del museo del Tesoro di san Gennaro, si riaffaccia il tema del decoro urbano e del degrado nel centro di Napoli;

il museo è un progetto finanziato da aziende private, da fondi europei e dalle istituzioni locali, completato sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e realizzato anche attraverso l’impegno della deputazione della reale cappella del tesoro, istituzione fondata nel 1601;

l’area museale consta di oltre 700 metri quadrati, ed espone opere, collezioni d’arte, statue, busti, tessuti pregiati, ori, argenti, pietre preziosi e dipinti per un valore enorme, che rendono tale museo uno dei più significativi del Paese, e si stima che il tesoro di san Gennaro si stima essere il più prezioso del mondo, anche più di quello della Corona d’Inghilterra;

l’ingresso del museo, come noto, è situato accanto al duomo e alla cappella del Tesoro, nel cuore del centro storico della città di Napoli, ed è meta di visitatori da tutto il mondo. Resta, quindi, assurda ed inconcepibile, a giudizio dell’interrogante, la presenza massiva ed impattante di giacigli e letti di fortuna, ricovero di senzatetto e clochard, che causano intralcio all’ingresso e impediscono il passaggio dei visitatori, comportando oltretutto la presenza di rifiuti e degrado nel colonnato e negli spazi adiacenti;

il comandante della Polizia municipale di Napoli ha pubblicamente evidenziato che il problema dei clochard riguarda anche altri luoghi storici e che inesorabilmente la città non riesce a fronteggiare questa situazione, che non rende giustizia allo sconfinato patrimonio artistico, architettonico e culturale di Napoli. In particolare, anche il direttore dello stesso museo ha più volte denunciato alle preposte autorità la gravissima situazione, che senza dubbio comporta insostenibili disagi per il museo, come per tutta l’area monumentale, compresi residenti e commercianti. Nessuna attività culturale, ricettiva e turistica può esprimere il suo potenziale in un contesto di sporcizia, spazzatura, masserizie e deiezioni, e ciò comporta naturalmente un patimento insostenibile ed ingiusto;

la gravità della circostanza si riverbera nell’insicurezza per la tenuta economica del sito, visto che il museo ha registrato perdite notevoli a causa dell’emergenza sanitaria, subendo un calo di presenze pari a 25.000 visitatori in meno e che, per di più, secondo le linee guida ministeriali, dovrà ridurre la capienza contestuale delle presenze, oltretutto dovendo provvedere in proprio a garantire che chi vi accede indossi le mascherine e osservi le distanze, abbia a disposizione distributori di disinfettanti, oltre all’obbligo delle prenotazioni e della costante sanificazione degli spazi,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda intervenire al fine di restituire il necessario decoro all’area adiacente all’ingresso del museo del Tesoro di san Gennaro, che altrimenti rischia l’assoluta dissipazione e dissoluzione, risultando impraticabile per visitatori e turisti accedervi in ordine e sicurezza”.

Peccato che, anche se in extremis, la situazione oggi non sia quella descritta dal leghista appassionato di San Gennaro (a cui non crede nessuno!). E, almeno in questi giorni, il degrado non ci sta: bastava informarsi, insomma, prima di copiare un articolo di una settimana fa.

Certo è che sono lontani i tempi in cui gli uomini del Carroccio sfottevano i napoletani su San Gennaro su Telepadania, facendo infuriare i partenopei per tanto scarso rispetto verso una figura venerata anche dai laici.

Adesso invece i leghisti chiedono il miracolo di essere presi in considerazione: peccato che, senza capire nulla nè conoscere, fanno ridere quando scrivono di temere addirittura la “dissipazione e dissoluzione” del Museo del Tesoro di san Gennaro.

Volevamo rassicurare la Lega in Campania: il Museo del Tesoro di San Gennaro è vivo e vegeto. E se pur fosse nei guai, come dimostrato dai napoletani in più occasioni anche recenti, non è a voi che si rivolgerebbe per chiedere aiuto. Certo, le istituzioni campane non sono attente: ma quanto a chiedere aiuto al Carroccio che crede nella superiorità del nord, ce ne passa.

Un suggerimento, dunque, ai leghisti, anche last minute: state lontani dalla nostra identità.

Per quanto siate bravi a fingere: non vi appartiene e non vi apparterrà mai.

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 17 Giugno 2020 e modificato l'ultima volta il 17 Giugno 2020

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