fbpx
venerdì 10 luglio 2020
Logo Identità Insorgenti

DIARIO DI UN VOLONTARIO

Storie di dignità e di sfruttamento alla Pignasecca

Diritti e sociale | 1 Aprile 2020

Una giornata intensa e impegnativa ieri allo Sgarrupato, il centro sociale della Pignasecca che sta aiutando i più fragili, fra consegne di oltre cinquanta spese solidali e molti acquisti di scorte da distribuire.

Ma fa male scoprire che, tra le varie richieste di intervento pervenute vi sia chi voglia approfittare della possibilità per sfruttare la buona fede e la generosità dei benefattori e dei volontari per accumulare senza essere in condizioni di indigenza. Nulla di più vergognoso!

Soprattutto a fronte di realtà tristi e segnati di quelle che fa piacere aiutare, e ti fa capire che il tuo posto, in quel preciso momento, era proprio quello di essere lì, a offrire un sorriso e una speranza a chi ha paura finanche di pensare al domani. Consegnare a queste ultime realtà una spesa offre davvero il senso che il nostro servizio non è inutile, anzi, fa piacere sentirsi stanchi al termine di una giornata di andirivieni tra vie e traverse, trasportando bustoni di generi di prima necessità a chi davvero ne ha bisogno.

Ma poi, ci si trova davanti a situazioni dove le difficoltà economiche sfociano nell’indigenza vera, quelle che vanno oltre un supporto, e richiederebbero interventi più forti.

Una richiesta in particolare, che non è arrivata direttamente a noi, ma è stata segnalata da una volontaria che se l’è trovata su una chat delle mamme, una come tante. Una richiesta particolare, di quelle che capisci essere autentiche perché autentica è la dignità con cui è stata rivolta agli altri genitori on line: un prestito (!) di dieci euro per un po’ di spesa. E che vuoi aggiungere? Ho recuperato una busta della spesa, ho caricato la volontaria sullo scooter e dopo dieci minuti eravamo all’indirizzo della famiglia, in pieno centro storico. E ciò che ci siamo trovati davanti era uno scenario triste come pochi: più che un vicolo, un budello a scalinata, e al civico segnalato, la realtà di un camerone con una intera famiglia, con scarso igiene e ancor meno da mettere in tavola.

Davanti a certe scene, devi scegliere se scoppiare in lacrime distruggendo quella parvenza di dignità che ancora quella mamma cercava di mantenere soprattutto per non sprofondare nella vergogna davanti alle due figliolette, o rificcarti le lecrime in fondo al cuore, e nascosti dalla mascherina, chiedere se può servire altro.

La risposta gliela leggi negli occhi, soprattutto quelli delle bambine, non occorre aggiungere altro. E mentre saluti e ti volgi in fretta per tornare allo scooter prima che le lacrime se ne freghino dei propositi e scelgano di scorrere copiose. E allora, ripensi a quei disgraziati che si sono impossessati abusivamente di prodotti urgenti che sarebbero dovuti arrivare a famiglie davvero in stato di bisogno, e ce ne sono più di quanto si voglia pensare, e la rabbia ti divora al punto che vorresti tornare da quei farabutti, sputare loro in faccia, subissarli di improperi e farti restituire il maltolto …

Ma si fa esperienza di tutto, anche di quelle anime luride che, se oggi sono riuscite ad approfittare per accaparrarsi una partita di cibo immeritata (una addirittura aspettava il garzone della salumeria con ben due buste piene di spesa fatta, senza dire di case dove non mancava nulla) non occorre maledire e augurare il peggio, perché se esiste un Occhio divino e un karma, tutto tornerà anche questa offesa alla vera carità. Intanto, sono segnalati, e di certo non avranno più alcun aiuto da noi.

Tornare a casa dopo queste esperienze fa sentire più stanchi e con l’anima più greve che se ci si fosse trascinati lo scooter sulle spalle. Poi vieni accolto da un comitato di benvenuto dolce come quello che mi hanno regalato i miei mici preziosi: un’accoglienza speciale che ha rappresentato un toccasana fondamentale, che può aiutarmi a riflettere, a piangere tutte le mie lacrime più profonde, a prendere fiato e pensare che domani troveremo nuove realtà vere e comprovate a cui far giungere il nostro aiuto, per ricevere la loro benedizione, balsamo benefico per curare certe ferite dell’anima di un volontario.

Sergio Valentino

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 1 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 1 Aprile 2020

Articoli correlati

Battaglie | 9 Luglio 2020

LA PROTESTA

Sciopero dei lavoratori del porto di Napoli: “Negati diritti fondamentali”

Diritti e sociale | 6 Luglio 2020

SOLIDARIETA’

Disabilità visivie: la Fondazione Rodinò finanzia le attività estive per i bambini di Napoli

Diritti e sociale | 28 Giugno 2020

IL FLASH MOB

In migliaia al Napoli Pride di Piazza Plebiscito

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi