fbpx
venerdì 7 agosto 2020
Logo Identità Insorgenti

“DIFENDO LA CITTA'”

Olimpico, Mantice assolto. Vittoria dell’avvocato Coppola (e di Napoli)

Giustizia, NapoliCapitale, Sport | 24 Marzo 2016

mantice e genny

Massimiliano Mantice, storico leader ultrà del Napoli, accusato di aver ritardato l’inizio della tragica partita Napoli-Fiorentina del 3 maggio 2014, quando Ciro Esposito fu colpito a morte da Daniele De Santis a pochi metri dall’Olimpico,  è stato assolto questa mattina a Roma: secondo i giudici capitolini il ritardo non fu provocato dalla sua presenza sulla rete di recinzione della curva dello stadio capitolino. La Procura di Roma aveva chiesto un anno e 8 mesi.

Era difeso dall’avvocato Emilio Coppola che interpellato telefonicamente ci racconta la sua soddisfazione per aver fatto trionfare la giustizia nelle aule di Roma, dove si è svolto il processo con rito normale a Mantice. Gennaro De Tommaso, difeso da un altro legale, con rito abbreviato, nei mesi scorsi, era stato invece condannato a due anni di reclusione.

“La partita di calcio napoli -fiorentina iniziò con un ritardo non dovuto alle condotte dell’imputato” hanno sentenziato i giudici per quanto riguarda, invece Mantice.

“In aula c’è stato un clima singolare, con il pm che ha addirittura tirato in ballo i fischi all’inno, che non erano materia del processo, nel tentativo – fallito – di dimostrare il clima di insubordinazione dei tifosi del Napoli quella sera – racconta Coppola – Abbiamo ricordato che a pochi km da lì si consumava una tragedia, un omicidio, da parte di un aggressore vigliacco ai danni di Ciro Esposito, con una gestione fallimentare dell’ordine pubblico e inoltre anche la Digos di Napoli ha confermato che il ritardo non è stato dovuto certo a Massimo, che è stato inerme. Abbiamo ricordato, infine, che su quelle stesse transenne, a parte i tifosi viola quella stessa sera, si era arrampicata anche la Polverini un paio di settimane prima”.

Alla fine i giudici hanno comminato a Mantice solo una multa, assolvendolo dall’accusa di aver provocato ritardo in quel drammatico giorno. “Abbiamo difeso Napoli adeguatamente” conclude Coppola.

Già: perché per chi ha seguito quelle vicende fin dall’inizio si è trattato di una vittoria non solo della giustizia, ma proprio della città.

Lucilla Parlato

 

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 24 Marzo 2016 e modificato l'ultima volta il 24 Marzo 2016

Articoli correlati

Diritti e sociale | 21 Giugno 2020

ANNIVERSARI

45 anni fa moriva Iolanda Palladino, bruciata viva a Via Foria da un gruppo fascista

Giustizia | 8 Maggio 2020

IL DOCUMENTO

Avvocati di Napoli in stato d’agitazione: “Lockdown infinito”

Giustizia | 4 Aprile 2020

BONUS E POLEMICHE

Una riflessione (seria) sugli avvocati e il loro ruolo nel Paese

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi