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Diritti negati ad un bambino autistico nell’assordante silenzio istituzionale

Battaglie | 27 Febbraio 2021

Ci troviamo a dover raccontare l’ennesima storia di inefficienza a carico di soggetti fragili.

Assegno di cura per gravi condizioni

La mamma di un bambino con diagnosi di spettro autistico, Annalisa Vetrano, presidente della sede campana dell’associazione Autismo in movimento, ci comunica che, per far fronte alle ingenti spese per le cure mediche del piccolo, le è stato riconosciuto un assegno di cura. Una piccola boccata d’ossigeno per le famiglie che si trovano quotidianamente a dover affrontare situazioni già di per sé molto pesanti e che richiedono un grosso  dispendio anche economico.

La lunga battaglia legale

Per ottenere il riconoscimento del diritto all’assegno di cura, Annalisa era stata già costretta a diffidare l’ambito territoriale Na 23, a seguito di una battaglia lunga ed estenuante. Solo dopo una lunga ed estenuante battaglia era stato finalmente erogato il pagamento del primo bimestre. Successivamente, e senza una ragione, l’ambito ha sospeso i pagamenti.

Richieste di spiegazioni ignorate

Ad oggi, dopo mesi di attesa, il secondo bimestre non è stato erogato. Contattato da Annalisa, l’ambito ha risposto che allo stato attuale il bambino non risulta neanche tra i beneficiari dell’assegno, cosa palesemente falsa e assurda, essendoci non solo dei verbali regolarmente notificati ma anche il pagamento del primo bimestre dell’assegno.

Il silenzio istituzionale

Annalisa ha allora cercato di contattare il sindaco di Nola, ben sapendo che seppure non ci fossero responsabilità dirette, attraverso il coinvolgimento del primo cittadin,  avrebbe potuto dare voce a questa battaglia di civiltà. Inutile dire che al sindaco non è stata neanche passata la telefonata da parte di chi, dall’altro capo del telefono, ha laconicamente risposto: “e il sindaco che deve fare?”.

Situazione insostenibile

Per la famiglia del piccolo Francesco è chiaramente una situazione insostenibile, costretta a dover pagare tanti soldi di tasca propria per le cure di cui ha assolutamente bisogno il bambino. E abbiamo voluto dare voce all’ennesima storia, che ci dovrebbe far vergognare tutti, soprattutto chi si rende responsabile di queste azioni di incompetenza e disumanità che vanno a colpire sempre chi, invece, dovrebbe essere tutelato e accudito come si conviene ad un paese che si definisca civile.

Annalisa, in una situazione paradossale e insostenibile, è stata dunque costretta a dare mandato ai suoi avvocati per intentare l’ennesima diffida all’indirizzo dell’ambito territoriale, ma in questa triste vicenda – ahinoi – non ci sono vincitori.

Drusiana Vetrano
Un articolo di Drusiana Vetrano pubblicato il 27 Febbraio 2021 e modificato l'ultima volta il 27 Febbraio 2021

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