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Una passeggiata sul Vesuvio e lungo il miglio d’Oro

Beni Culturali, Cultura, Turismo | 11 agosto 2018

Il Vesuvio è certamente il vulcano più celebre del mondo protagonista di una delle eruzioni documentate più spettacolari e distruttive  finora conosciute.

Oggi ce ne andiamo a fare un giro fin sopra il cratere, partendo da quota 1000 m, dove parcheggiano i bus e arrivando a quota 1200 a piedi. Man mano che si sale il paesaggio si fa quasi lunare e certamente sentirete un brivido lungo la schiena quando arrivati in cima guardare dentro il vulcano.
Ma se non avete le scarpe da trekking o semplicemente non vi vadi camminare fin lì non rinunciate ad una passeggiata sul Miglio D’Oro per godere del fresco dei giardini di Villa Campolieto magari dopo essere stati agli scavi.

Sembra che gli antichi non fossero consci della natura vulcanica del Vesuvio, prima di Diodoro Siculo e soprattutto di Strabone che lo visitó  nel 19  e che ne intuiscono la natura vulcanica.
Poco sappiamo anche della forma del vulcano che attualmente si presenta come un monte gemino ma che in antichità era formato con moltissima probabilità, da un unico monte come sembrano dimostrare alcuni affreschi ritrovati negli scavi di Pompei.

Quella del 79 d.c non è l’unica eruzione dell’antichità:  altre eruzioni ci furonono nel 202, nel 472 e nel 512, quest’ultima sembra sia stata talmente tanto devastante da spingere Teodorico a condonare le imposte ai cittadini.
Secoli dopo fu ancora molto distruttivo fu nel 1631 quando morirono circa 3000 persone. L’ultima eruzione nel 1944 anticipata dal crollo quasi totale del conetto eruttivo con conseguente costruzione del condotto.
Da allora il vulcano é silente e sulle sue pendici una espansione in controllata ha, semmai fosse possibile, reso potenzialmente più distruttivo il vulcano.
Nonostante l’istituzione nel 1972 della Riserva Naturale Tirone- Alto Vesuvio e nel 1991 del Parco Nazionale del Vesuvio. Parco che lo scorso anno in estate ha subito notevoli danni a causa di molti incendi di natura dolosa che hanno mandato il fumo molti ettari di vegetazione.
Il complesso monte Somma/  Vesuvio presenta sui due versanti diversi tipi di vegetazione: quello Vesuviano prossimo al mare ha vegetazione tipicamente mediterranea con la famosa ginestra cantata da Leopardi a farla da padrona.
Il versante del monte Somma ha invece vegetazione di tipo boschivo con castagni, lecci, querce.

Il miglio d’oro, lungo circa due km collega Resina a Torre del Greco, è pieno  delle bellissime dimore che da sempre le famiglie nobili venivano a costruire qui per godere degli splendidi paesaggi e dei generosi terreni vulcanici. Dopo il 1738, quando Carlo di Borbone volle la costruzione della villa reale di Portici, il fenomeno si intensifica e i migliori architetti del tempo lavorano a veri e propri capolavori. Tra le tante: villa Aprile costruita per i Diario Sforza nella prima metà del XVIII sec. conserva ancora oggi che è stata trasformata in un hotel, degli splendidi giardini.
Poco più avantise si procede da Resina verso Torre del Greco si trova Villa Campolieto iniziata nel 1755 da Mario Goffredo per i Sangro di Casacalenda viene terminata da Carlo e Luigi Vanvitelli. Affreschi del Cestaro e di Fischetti affrescano le pareti. Notevole  la terrazza Belvedere  da cui ancora si gode una vista spettacolare sui giardini e gli orti che digradano fino al mare. Infine qualche portone più avanti Villa la Favorita  costruita da Ferdinando Fuga per il.principe di Jaci e poi entrata nei possedimenti reali alla morte di questi.

Infine aggiungiamo alla fine del Miglio d’Oro entrando a Torre del Greco che alcuni vogliono costruita su due villaggi quello di sola e di Camastra presa lenti al VI secolo qui Federico II fondo la tourist VIII ovvero l’ottava torre di violetta contro i pirati Saraceni che doveva servire al controllo della strada tra Napoli e Castellammare di Stabia .
Altri ricercano l’origine del toponimo nella presenza di una villa di Augusto menzionata anche da Seneca. Scoperta nel 1700 fu distrutta nel 1843 con la costruzione della ferrovia.
Torre del greco è anche il luogo dove per un pò visse il poeta Giacomo Leopardi e dove scrisse “La Ginestra”.
L’edificio nobiliare che lo ospitò prende ora proprio il nome di Villa delle Finestre.
Ripercorrendo a ritroso il miglio d’Oro verso Portici fermatevi alla  Reggia, che oggi ospita la facoltà di Agraria dell’università Federico II.

Simona Sieno

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