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DUELLO IMPARI

Contro la “banalizzazione”, la rivoluzione gentile di De Luca da Vespa

Politica | 22 Aprile 2020

“Volare come una farfalla, pungere come un’ape” (Muhammad Ali). Tutti si aspettavano lo show del terrone. La pittoresca vajassata, la chiassosa sceneggiata del guappo che imbraccia il mandolino e intona “Scetateve uagliuni ‘e malavita” con le lacrime agli occhi. Lo scontro del secolo. La rivincita di Golia su Davide. Bruce Willis che afferra la katana, torna in cantina, fa una strage e libera Marsellus Wallace. E invece no: Vincenzo De Luca stavolta ha giocato di fioretto. Il pubblico bramava montanti e diretti e lui ha schierato le truppe dell’eleganza. Un assetto apparentemente svogliato e remissivo. Una bomba innescata di cui l’avversario non vede la miccia.

Fontana aveva lo sguardo spaurito di un bambinetto che bussa a casa dello sterminatore e trema al pensiero di vederlo apparire col coltello fra i denti. Vespa voleva il Masaniello; è arrivato lo statista. Voleva lo straccione; invece lo vede comparire in smoking: “Prego, si accomodi. Gradisce un White Lady”?

Sponsor e pennivendoli di regime aspettavano la chiassata del terrone. E lui, invece, si è messo a svolazzare come una farfalla: imprendibile, etereo, in una melina carica di tensione. E alla fine ha punto: “(…) a una certa età sono diventato insofferente alle banalizzazioni”. Ovvero: “Potrei distruggervi in pochi secondi, ma sarebbe utile solo al vostro becero immaginario. No. Piuttosto, vi insegno l’eleganza. Vi sto di fronte, esattamente come non vi aspettereste mai che un uomo del sud possa essere: cortese, lucido, preciso come un bisturi e freddo come Ivan Lendl. Sorprendervi è il nostro nuovo meraviglioso gioco”.

Il knock out è stato silenzioso. Morbido e sublime. Tutta una partita in pieno controllo. Fredda gestione della scacchiera. Lucidi, pragmatici e senza sbavature. E poi… Un minuto prima della fine… La testata di Koulibaly. Perentoria. Precisa. Colpiti, affondati. Una staffilata che li ha smascherati nel loro miserabile terrore da accattoni: attenzione, avete bisogno del sud. Senza il sud, il 70% della vostra produzione perde il suo principale cliente. Senza di noi, i colonizzatori semplicemente si spengono per inedia e si spogliano della loro arroganza.

Questa epidemia fa cadere maschere e capovolge rapporti di forza e di potere. Il sud ha l’occasione unica di riacquistare una dignità calpestata da troppi anni. Dobbiamo levarci i paccheri dalla faccia. Ma in modo nuovo. A testa alta, ma con eleganza, lucidità. Candore. Volando come una farfalla, pungendo come un’ape.

Maurizio Amodio

Un articolo di Maurizio Amodio pubblicato il 22 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 22 Aprile 2020

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