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ECCELLENZE CAMPANE

Al Caracol di Bacoli la stella Michelin a un anno e mezzo dall’apertura: ecco la ricetta per vincere

Agroalimentare | 2 Dicembre 2018

Una nuova stella splende nella baia di Bacoli quella di Caracol, ristorante gourmet dello chef Angelo Carrannante che la settimana scorsa è stato premiato con una stella Michelin, il più ambito riconoscimento nel settore dell’eccellenza culinaria.

Caracol è un idea dirompente perché alla qualità assoluta del cibo, abbina una location straordinaria e uno staff giovanissimo, dinamico, e davvero preparato.

Abbiamo parlato con Ciro Sannino geniale sommelier e direttore del Caracol che ci ha raccontato il percorso per raggiungere “la Stella” in solo un anno e mezzo dall’apertura.

La conquista della stella Michelin a meno di due anni dall’apertura

“Caracol (che in spagnolo significa lumaca) nasce alla fine del 2016 dall’idea di due imprenditori del settore: Alfredo Gisonno e Roberto Laringe, entrambi flegrei e convinti che questa terra potesse sostenere e capire una ristorazione fatta di qualità e cultura – ci spiega Ciro Sannino – Il ristorante occupa uno stupefacente angolo di paradiso con una terrazza a picco sul mare flegreo, che offre davvero uno spettacolo unico.

La stella Michelin è stato un riconoscimento desiderato, e sicuramente frutto del costante impegno, ma al contempo inaspettato poiché eravamo consapevoli che in sole due stagioni sarebbe stata impresa ardua raggiungere un traguardo del genere.

A Parma abbiamo vissuto scene quasi da film, emozioni fortissime.

Forse proprio all’auditorium Paganini, quasi all’improvviso,  abbiamo preso coscienza di ciò che in soli 18 mesi di apertura siamo riusciti a realizzare”.

Lo sviluppo delle eccellenze del settore “food” in Campania può fare da traino anche al turismo

In una regione che ha bisogno di sviluppo sano e consapevole  il settore food e le sue eccellenze rivestono un’importanza cruciale. E Sannino oltre ad esserne cosciente, ne è convinto: “Credo che l’intera penisola possa sostenere la sua economia grazie allo sviluppo di questo settore, nello specifico mi riferisco sia alla produzione della materia prima  che a tutti i servizi legati al food & beverage. Anche perché questo settore può fare da traino a quello del turismo di qualità”.

Il discorso prende una eco maggiore in Campania, regione tra le più stellate d’Italia, dunque con una concentrazione qualitativa davvero notevole.

“Michelin a parte – conferma Sannino – credo che la ristorazione del nostro territorio si stia muovendo in una direzione sempre più vocata all’ eccellenza tanto da affascinare anche coloro che sono lontani da questo mondo. Si assiste così alla creazione di un valore aggiunto che è quello culturale, della riscoperta dell’identità culinaria, del rispetto della stagionalità e della territorialità dei prodotti”.

La ricetta per la stella Michelin

La ricetta per la stella Michelin per Sannino, è stata una combinazione di cose: sguardo alla tradizione, tecniche moderne e cura del cliente.  “Con lo Chef Angelo Carannante  ci siamo prefissati da subito di fare bene e di far star bene. Crediamo entrambi in una cucina moderna ma che tiene ben presente la tradizione campana. La stessa filosofia è espressa in sala, dove ci si muove seguendo le più moderne tecniche del servizio. Dalla mice en place all’ utilizzo delle attrezzature, alla gestione di un’importante cantina dei vini, l’ unico obiettivo è coccolare i nostri ospiti.
Una ricetta basata, dunque,  sulla qualità assoluta dei prodotti e dei servizi”.

Candele alla genovese con crudo di tonno, piatto simbolo

Un piatto simbolo di Caracol sono le candele spezzate alla genovese con crudo di tonno, limone, cacao e sugo di arrosto. “Tornando all’eterno sguardo sulla tradizione, uno dei nostri piatti must sono appunto, le candele alla genovese di tonno, limone, cacao amaro e fondo d’arrosto alle quali abbino il “Per ‘e Palumm 2016 di Agnanum” prodotto dalla cantina di Raffaele Moccia.
Un Piedirosso dei Campi Flegrei quindi, straordinario vitigno napoletano dalla difficile coltivazione e vinificazione ma con prerogative molto interessanti” chiude Sannino, proponendoci infine uno degli abbinamenti eccellenti del Caracol, nuova stella di Bacoli.

Simona Sieno

Simona Sieno

Simona Sieno 38 anni, laureata in conservazione dei beni culturali con una tesi sperimentale in archeometria, numerosi corsi di perfezionamento come addetto al rilievo topografico e alle prospezioni geofisiche che le sono serviti per fare l’accompagnatore e la guida turistica e quasi niente altro nel campo dei beni culturali e dell’archeologia. In realtà anche quasi 10 anni di campagne di scavo ovunque in Italia, ma quasi tutte per la gloria! Per 5 anni responsabile dell’ufficio stampa di una piccola azienda napoletana di formazione è approdata da poco all’insegnamento.
Dal 2013, vicepresidente di una cooperativa che si occupa di commercio equo e solidale è convinta che l’acquisto sia una scelta politica che non ci lasciano liberi di fare perché potrebbe davvero innescare una rivoluzione. Indegna “Insorgente”!

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