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ECONOMIA CIRCOLARE

A Caserta un campo di calcio realizzato con pneumatici esausti

Ambiente, Attualità | 24 Luglio 2019

Due campi, di calcio e calcetto, realizzati interamente con pneumatici fuori uso. Il miracolo è avvenuto a Caserta, nel quartiere Vanvitelli, che adesso potrà vantare anche la presenza di un impianto sportivo diventato simbolo di un’economia circolare possibile.

I campi sono il risultato del “Protocollo contro l’abbandono dei PFU nella Terra dei fuochi” siglato nel 2013 da ministero dell’Ambiente, Prefetture e Comuni di Napoli e Caserta ed Ecopneus, il consorzio per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale dei Pneumatici Fuori Uso. Un accordo molto importante che ha già permesso di togliere dalle strade di oltre 40 Comuni del territorio oltre ventiduemila tonnellate di copertoni esausti.

La prima luce su Terra dei Fuochi

Forse in pochi lo ricorderanno, ma la battaglia contro la cosiddetta “Terra dei Fuochi” è nata proprio dall’attenzione rivolta agli incendi degli pneumatici nella provincia tra Napoli e Caserta.

In particolare nel periodo estivo, i cittadini assistevano  a decine di incendi diffusi appiccati alle pile di pneumatici abbandonati e agli scarti industriali.

In quegli anni non si era ancora coscienti dell’esteso fenomeno che ha poi caratterizzato, e continua a determinare, le lotte ambientaliste in queste terre. Sarebbero arrivate molti anni dopo, infatti, le dichiarazioni del pentito Schiavone e le indagini degli inquirenti sui rifiuti tossici sotterrati nelle campagne campane.

Tuttavia, il problema dell’inquinamento, già allora, appariva assai vasto e complesso, ma il fumo nero degli incendi erano solo la punta di un iceberg di cui, oggi, conosciamo la reale entità.

Emblematica, in quegli anni, fu la rivolta di uno sconosciuto Padre Maurizio Patriciello il quale, insieme ad alcuni attivisti e cittadini, scelse di protestare dinanzi al Comune di Caivano (Na) con indosso proprio uno pneumatico.

La storia, poi, la conosciamo tutti ed oggi i numeri degli pneumatici raccolti e riutilizzati grazie al protocollo d’intesa citato, riesce a strappare più di un sorriso.

Dopo anni di lotte e proteste, dopo centinaia di morti di tumore, si comincia a concretizzare una via d’uscita. Molto ancora c’è da fare (anche perché gli incendi non si sono certo fermati), ma raccogliere i rifiuti e sapere già come smaltirli, prima che venga appiccato il fuoco, appare quale ottima strategia di intervento.

Costa: “Questa è l’economia circolare che ci piace”

Il ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, Sergio Costa, ha presenziato all’inaugurazione dell’impianto realizzato da Ecopneus: “Qui a Caserta” – ha affermato il ministro – “abbiamo probabilmente il primo campo regolamentare di calcio in erba sintetica realizzato grazie agli pneumatici fuori uso, che se non raccolti, li avremmo trovati in fiamme per strada. Questa è l’economia circolare che ci piace”.

Costa ha anche annunciato che, con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in particolare con il direttore Curcio, sarà avviato nei prossimi mesi un piano straordinario di pulizia dei territori che rientrano nei 90 comuni della Terra dei fuochi, “per levare la miccia da terra”.

Non è certo una proposta strutturale capace di contrastare questa problematica, ma secondo il ministro è questo un modo per prendere tempo, per fare in modo che questa estate possa trascorrere nell’assenza dei roghi e lavorare ad un piano strutturato per risolvere la piaga che caratterizza questa particolare area della Campania.

Rocco Pezzullo

Un articolo di Rocco Pezzullo pubblicato il 24 Luglio 2019 e modificato l'ultima volta il 24 Luglio 2019

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