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EMERGENZA COVID

L’Abruzzo sfida Roma: noi zona arancione. Il governo chiede un passo indietro

Regioni | 7 Dicembre 2020

E’ scontro tra il governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio (FdI), e il governo. Oggetto del contendere è l’ordinanza firmata proprio dal governatore che, da oggi, declassa la regione da rossa ad arancione. Si parla, ovviamente, della classificazione relativa alla pandemia da covid-19. Il presidente ha anticipato le decisioni nazionali che prevedevano un ritorno a misure meno restrittive a partire da mercoledì 9 dicembre, ovvero dopo la festività dell’Immacolata; una richiesta invocata dalle associazioni di categoria dei commercianti che temevano un ulteriore calo delle vendite nel primo fine settimana di dicembre dedicato agli acquisti natalizi.

L’incontro/scontro con il governo e la firma dell’ordinanza

Prima di arrivare alla firma dell’ordinanza, sottoscritta anche dall’assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, e dal direttore del Dipartimento della sanità, Claudio D’Amario, Marsilio si è a lungo confrontato con il governo nazionale chiedendo un anticipo della declassificazione regionale a fronte di un indice di contagio nella media delle regioni in fascia gialla. Al rifiuto romano, il presidente ha deciso di procedere sfidando Roma. Sei pagine di ordinanza fitte di richiami a norme, decreti e controlli ma la parte più interessante è quella dove viene citato il report del periodo 30 novembre – 6 dicembre che conferma il calo dei casi di contagio covid-19 che già risulta con la verifica precedente del 23-29 novembre. Sulla vicenda Marsilio ha ascoltato anche i quattro prefetti delle relative province abruzzesi “In merito alla insorgenza di eventuali problematiche di ordine pubblico correlate al permanere della regione Abruzzo nell’attuale collocazione”.

L’ordinanza è articolata in tre punti. Il primo dice che la regione passa nella zona arancione come previsto dall’articolo 2 dell’ultimo decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri del del dicembre scorso; il secondo che gli effetti del provvedimento, per le scuole secondarie di primo grado, avranno effetto da mercoledì 9 dicembre e, il terzo, che l’ordinanza è immediatamente esecutiva disponendo la sua trasmissione al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro della salute Roberto Speranza, ai prefetti, ai sindaci e alla protezione civile regionale.

La risposta dei ministri Boccia e Speranza

Il Governo ha risposto prima con il ministro degli affari regionali Francesco Boccia che, al momento della divulgazione dell’ordinanza, ospite di Barbara D’Urso, ha invitato il presidente abruzzese Marco Marsilio a fare retromarcia e, oggi, con una nota ufficiale a firma Boccia e Roberto Speranza (ministro della salute), nella quale invitano Marsilio a ritirare l’atto ricordando “le gravi responsabilità che potrebbero derivare dalle misure da lei introdotte riguardo alla salute dei cittadini. Ci riserviamo, in mancanza, di intraprendere ogni iniziativa, anche giudiziaria, per garantire l’applicazione uniforme delle misure e salvaguardare, in particolare, il bene primario della salute delle persone”.

Toni intimidatori del Governo non accettabili

La risposta del governatore è arrivata durante la conferenza stampa trasmessa in diretta sul canale facebook della Regione Abruzzo nel corso della quale Marsilio non solo ha confermato quanto contenuto nell’ordinanza ma ha anche dichiarato che “Considero eccessivo se non risibile il tono intimidatorio e la minaccia di responsabilità penale rispetto ai contagi che deriverebbero da questo evento”.

Roma si rivolgerà alla magistratura

Resta da vedere come intende muoversi il governo. Resta aperta la strada dell’impugnazione dell’ordinanza davanti i giudici del Tar, il tribunale amministrativo regionale che sarebbe chiamato a decidere almeno sulla sospensiva in attesa del merito oppure potrebbe scegliere la via della tutela cautela con un decreto, questa volta del presidente del tribunale amministrativo, “inaudita altera parte” ovvero con la sola notifica alla regione che il governo ha deciso di impugnare l’atto. Due strade entrambe in salita visti i tempi stretti, la festività dell’Immacolata a poche ore e l’arrivo del giorno 9 in cui sarebbero comunque cessate le misure della zona rossa. Quella appena vista sembra essere una partita a scacchi tra potere centrale e potere regionale oltre che uno scontro tra governo a trazione Pd-Cinque Stelle e Abruzzo a guida centrodestra.

Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 7 Dicembre 2020 e modificato l'ultima volta il 7 Dicembre 2020

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