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EMERGENZA SCUOLA

Al Liceo Cuoco di Napoli mancano i banchi: studenti in ginocchio scrivono sulle sedie

Istruzione, scuola, università | 2 Ottobre 2020

Poco prima del rientro a scuola in Campania, abbiamo parlato della condizione delle scuole pubbliche. Abbiamo denunciato la mancanza di docenti, personale e banchi, il tutto dovuto ai pochi fondi pubblici elemosinati alla scuola. I risultati di anni di trascuratezza non hanno tardato a farsi vedere, soprattutto durante un’emergenza delle dimensioni di una pandemia globale. Al Liceo Vincenzo Cuoco – Tommaso Campanella di Napoli, ad esempio, da una settimana gli studenti di diverse classi sono costretti a seguire le lezioni senza banchi.

Addio ai compagni di banco. Nel regolamento anti-covid per gli istituti scolastici, una delle prime indicazioni di prevenzione è l’uso di banchi singoli per garantire un distanziamento di un metro tra ogni alunno. Andrebbe tutto bene se non mancasse la stessa base – letteralmente – su cui studiare, i banchi. La Campania, infatti, è stata la regione che tra tutte ha ordinato più banchi, ben 300mila. Di questi, però, ne è arrivata solo una parte. Perciò, al rientro a scuola migliaia di alunni della nostra regione non hanno avuto il “lusso” di poter studiare su un banco.

Una scuola in ginocchio

Le classi a cui mancano i banchi non sono mica poche: se ne contano circa 7 nella Sede Centrale dell’Istituto. I più fortunati tra queste hanno delle sedie in più, che gli permettono di poggiare libri e quaderni davanti a loro. Sul lungo andare, però, star piegati su una sedia comporta a problemi alla schiena e dolori. Gli stessi dolori che prova alle gambe chi si è inginocchiato per poter prendere appunti.

A noi rappresentanti di istituto, il dirigente scolastico promette i banchi entro Lunedì 5, ma c’è l’inghippo che rivela il vero responsabile di questa condizione pietosa. I banchi che verranno predisposti la prossima settimana saranno prelevati dall’altra sede del Liceo sita in Via Stella, dove se ne trovano in più. Invece i banchi promessi dal Ministero dell’Istruzione devono ancora esser consegnati. Voci dicono che quelli arriveranno a fine Ottobre. Ma restano voci. Nel frattempo, gli studenti che possono si “arrangiano”…

…ma arrangiarsi non basta. Il MIUR ha avuto più di cinque mesi per organizzare il rientro a scuola, ma a causa della disorganizzazione e dei pochi fondi, le scuole sono arrivate impreparate al primo giorno di scuola e stanno chiudendo una dopo l’altra per casi sospetti o positivi. Poi l’autonomia scolastica ha dato il colpo di grazia, lasciando soli i singoli istituti. No, noi studenti non dobbiamo “arrangiarci”. Perché tra quelle sedie sparpagliate studiano anche i ragazzi che saranno futuri infermieri, medici, dottori, che un giorno potrebbero salvarci la vita da una pandemia che ha fatto più di un milione di morti nel mondo. Inginocchiato su quelle sedie c’è il nostro futuro. E che sia in ginocchio, è una triste metafora. Ritrovarsi senza un banco è demoralizzante e irrispettoso per noi studenti, ed è difficile per gli insegnanti che non possono svolgere una lezione completa. E allora, se il Ministro dell’Istruzione era a conoscenza di queste problematiche, perché ci ha mandato al macello? Noi studenti non resteremo a guardare. I nostri diritti vanno rispettati, perché sono i diritti per il futuro di tutti.

Ciro Giso

Un articolo di Ciro Giso pubblicato il 2 Ottobre 2020 e modificato l'ultima volta il 2 Ottobre 2020

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