fbpx
domenica 25 ottobre 2020
Logo Identità Insorgenti

EMERGENZA SCUOLA

La voce degli studenti alla vigilia della riapertura: dubbi, incertezze e paure

Istruzione, scuola, università | 22 Settembre 2020
ULTIMO AGGIORNAMENTO: 23 SETTEMBRE ORE 12.00

Quest’anno, a causa della pandemia di covid-19, più di 8 milioni di studenti hanno abbandonato i banchi di scuola.  Ora, dopo più di 6 mesi, gli istituti riaprono – in date diverse – agli alunni di tutto il paese. Ma non senza difficoltà, a causa delle precarie condizioni dell’istruzione pubblica. Vi racconto com’è difficile essere studenti, soprattutto dopo la quarantena.

Per l’intera durata di un quadrimestre, noi ragazzi abbiamo seguito a distanza le lezioni. L’anno scolastico 2019/20 si è chiuso tra computer e telefoni, ma non senza problemi. Infatti la didattica a distanza ha rivelato la profonda frattura economica nella scuola italiana e il divario digitale tra le famiglie degli studenti: secondo un report di Cittadinanzattiva, solo nel Meridione il 20% dei ragazzi non possiede pc o tablet, e perciò non ha avuto modo di seguire le lezioni. In tutta Italia, 1,6 milioni di studenti sono stati così esclusi dalla DaD, la didattica a distanza. Altrettante criticità nella scuola in presenza, che riapre tra dubbi, incertezza e paura. La scuola riparte, dunque, ma i problemi restano.

Aperture in ritardo per mancanza di fondi

La questione su quando e come riaprire le scuole è stata al centro del dibattito in Estate. Gran parte delle regioni italiane hanno segnato la data di inizio delle lezioni al 14 Settembre. In maggioranza gli istituti di Nord e Centro, di controtendenza rispetto alla mappa dei contagi che abbiamo visto negli scorsi mesi. Maggiore prudenza al Sud, invece, dove la gran parte delle scuole riapre il 24 Settembre. Ma in Campania ci sono alcune eccezioni: Castellammare di Stabia e Torre del Greco, infatti, cominceranno il 1° Ottobre. In un’ordinanza emessa due giorni prima dell’apertura ufficiale, invece, il Comune di Napoli ha posticipato l’apertura delle scuole sedi di seggi elettorali a Lunedì 28 Ottobre, per garantire la sanificazione degli spazi.

 

Ma non c’è solo prudenza a monte di queste aperture in ritardo: in tutta Italia mancano fondi all’istruzione, e il Sud resta il più colpito. Lo ha reso noto chiaramente il governatore della regione Campania Vincenzo De Luca: «Abbiamo rinviato di 10 giorni per ragioni molto semplici. Perché non avevamo nessuna certezza per la fornitura dei banchi singoli, per la fornitura delle mascherine, per il numero dei docenti disponibili, per il numero dei supplenti, per il numero degli insegnanti di sostegno, per le aule disponibili per gli alunni». D’altra parte il governo, col decreto rilancio, ha stabilito un “Fondo per l’emergenza epidemiologica da Covid-19” di 1 miliardo e mezzo per la scuola pubblica. Potrà sembrare molto, ma è poco se rapportato ai continui tagli miliardari che hanno sfasciato l’istruzione pubblica per decenni. E un miliardo non può rattoppare nulla.

Nel mentre il ministero dell’istruzione, poco prima dell’avvio del nuovo anno scolastico, ha rilasciato un protocollo di sicurezza con istruzioni su come fronteggiare il rientro. Banchi monoposto, mascherine e sensi di marcia nei corridoi, orari di ingresso e uscita differenziati, rotazioni tra le classi e referenti anti-covid in caso di allarme contagiati. Ma l’applicazione di queste misure è lasciata in balia dell’autonomia scolastica, con meno di un mese di preavviso per organizzarsi. Sulle famiglie, invece, è scaricato il compito di controllare la temperatura degli studenti prima di arrivare nell’istituto scolastico. Nonostante lo sforzo delle scuole per organizzare un rientro in sicurezza efficace, dal governo i soldi promessi non arrivano e dove arrivano, non bastano. Perciò noi studenti, assieme ai professori e gli stessi dirigenti scolastici, brancoliamo nel buio.

Il ministero dell’istruzione mette gli studenti in ginocchio, letteralmente

Uno dei tasselli fondamentali della scuola sono i banchi. Per quest’anno oltre ad essere a norma di sicurezza in caso di incidenti, c’è bisogno che siano monoposto, per garantire il distanziamento tra alunni una volta entrati in classe. Dimentichiamo inutili banchi con rotelle: a noi bastano quelli normali e al più presto, affinchè ci garantiscano sicurezza sanitaria senza rimandare più un giorno di lezione. Ma anche questi mancano. Sono infatti più di 2 milioni i banchi ancora da consegnare, di questi, 300mila solo per la Campania. E non si sa ancora che fine faranno quelli inutilizzati. A questo si aggiunge la mancanza di aule: in Italia, secondo i dati del MIUR, gli studenti che restano senza una classe sono più di 50mila. Di questi, più di 22mila solo in Campania, dove mancano circa 5mila aule adatte. Frutto di anni e anni di trascuratezza dell’edilizia scolastica.

L’unico modo per aggirare questo problema – in attesa dei banchi – è la rotazione delle classi. Il che fa perdere giorni preziosi agli studenti che quindi si ritroveranno a dover studiare un programma in poco tempo. Ciò ha un peso anche sulla psicologia di noi ragazzi: nella scuola italiana – la peggiore in Europa secondo lo studio di Scuolacovid19, un progetto del Politecnico di Milano – noi studenti siamo abituati a stress e ansia, che non aiutano con l’impegno nello studio e mettono a rischio una buona rendita scolastica. A pesare ancora di più sono le immagini che arrivano dalle scuole che già hanno aperto. Ad esempio a Genova, nell’Istituto Comprensivo Castelletto, nei primi giorni i bambini hanno seguito la lezione in ginocchio, con i quaderni sulle sedie. Solo dopo i banchi sono arrivati, in tempo per i tempi delle aziende ma in ritardo per gli studenti.

Carenza di docenti e personale, la scuola resta chiusa per gli studenti disabili

All’appello, quest’anno mancano ancora decine di migliaia di docenti. A questo si aggiungono 20mila unità di personale ata da incaricare, 60mila referenti anti-covid da assegnare e più di 2mila direttori dei servizi generali e amministrativi. I professori che già hanno un ruolo negli istituti, invece, lavorano gratis: in molti licei di Napoli, ad esempio, i professori hanno lamentato di svolgere corsi di recupero per gli studenti senza retribuzione per le ore di lavoro in più. E aumenta il precariato: ad una stima di Orizzontescuola saranno circa 200mila i docenti precari quest’anno. Dato ancora più preoccupante è la mancanza di docenti di sostegno. Secondo un dossier di Tuttoscuola si parla di più di 100mila supplenti di sostegno ancora mancanti. E sono 158mila (sul totale di 285mila previsti in quest’anno) gli studenti che senza di loro non potranno seguire le lezioni, e che quindi resteranno a casa. Gli “esclusi” che la nostra società non vuole accettare, messi alla soglia di una scuola per niente inclusiva.

“Abbiamo fatto richiesta di sostegno per mio figlio, che dovrebbe frequentare l’ultimo anno di materne ed è portatore di handicap”, a parlare è una delle tante mamme di studenti con disabilità del nostro territorio, che vivono sulla propria pelle questa criticità e ha deciso di restare anonima: “La scuola paritaria che frequentava ci comunicò a fine giugno che loro non avrebbero potuto garantire il sostegno in quanto, a loro dire, lo Stato non glielo avrebbe rimborsato e se volevamo un’insegnante di sostegno per nostro figlio avremmo dovuto pagarla di tasca nostra. Quindi abbiamo cercato di farlo inserire nella scuola pubblica facendo domanda in un paio di scuole che non soltanto non hanno richiesto il sostegno perché a loro dire fuori tempo massimo, ma non hanno neanche accettato l’iscrizione del bambino. Per cui quest’anno mio figlio si trova estromesso dall’istruzione scolastica e rischia di non frequentare”. In quella che è a tutti gli effetti un’emergenza scolastica, aumentano le ingiustizie che escludono i più deboli.

Gli studenti bocciano il governo, anche quest’anno

“Lo studente paura non ne ha” è stato uno dei tanti slogan che il movimento studentesco ha gridato in piazza negli ultimi anni. Ora è più attuale che mai perché per studenti, professori e collaboratori scolastici il rischio di contagio è concreto, vista la disorganizzazione e la scelleratezza di certe misure di “prevenzione” indicate dal ministero. Ma non ci stiamo, e assieme all’anno scolastico cominciano le date di mobilitazione e sciopero. Il 24 e il 25 Settembre è stato dichiarato il blocco dell’intero settore scolastico, mentre a Napoli l’appuntamento per tutti gli studenti è Venerdì 25 a Piazza Matteotti alle 16, alle porte della Città metropolitana. Sabato 26 è la volta di Roma, dove si svolgerà la manifestazione nazionale indetta dal movimento “Priorità alla scuola”, a cui fanno capo organizzazioni e sindacati di studenti, docenti e collaboratori scolastici.

Queste le prime date di lotta del primo Autunno in era covid, in attesa di Ottobre. Nel frattempo, nelle scuole che già hanno aperto arrivano notizie di focolai, come in Sicilia e Reggio Emilia. Ma l’alternativa ad una scuola in crisi non è la didattica a distanza, che divide gli studenti e favorisce l’abbandono scolastico. Bensì più fondi per la scuola e per gli studenti, affinchè sia garantito il diritto allo studio per tutti. È questa la principale richiesta dei ragazzi che scenderanno in piazza per i propri diritti. In Campania mancano pochi giorni al suono della campanella e ancora si parla del ritorno a scuola come un “banco di prova”. Ma la ministra Azzolina non capisce che la nostra vita non sarà parte di questo esperimento, e non saremo cavie di un laboratorio che cade a pezzi.

Ciro Giso

 

Un articolo di Ciro Giso pubblicato il 22 Settembre 2020 e modificato l'ultima volta il 24 Settembre 2020

Articoli correlati

Istruzione, scuola, università | 22 Ottobre 2020

IL PRESIDIO PERMANENTE

Da domani a Santa Lucia il mondo dell’istruzione: “La Dad non è scuola”

Istruzione, scuola, università | 19 Ottobre 2020

LA SENTENZA

Scuole Campane, il Tar respinge il ricorso contro De Luca. Ma non finisce qui

Istruzione, scuola, università | 19 Ottobre 2020

SCUOLE CAMPANE

I presidi contro l’Azzolina: “Difendiamo i nostri studenti e aspettiamo risposte serie dal ministro”

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi