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EMERGENZA SCUOLA

Scioperano gli studenti del Liceo Cuoco: “Crescono i contagi e Asl non interviene”

Istruzione, scuola, università | 13 Ottobre 2020

‏Questa mattina gli studenti del Vincenzo Cuoco hanno annunciato un nuovo sciopero. È passato giusto il tempo di un weekend dall’ultima protesta degli studenti del liceo più antico di Napoli. Ogni settimana, però, sembra sorgere un nuovo problema. La settimana scorsa, la ASL non ha chiesto la sanificazione completa della Sede Centrale in seguito a 2 contagi confermati, causando non poche preoccupazioni tra chi vive la scuola. Stavolta la situazione è peggiorata. Il numero dei contagiati sale a 6, ma dalla ASL di Napoli nessuna notizia. Infatti come afferma il preside in Consiglio di Istituto, il dipartimento di prevenzione non risponde. E cosa faranno nel frattempo le classi in quarantena? Nulla. Perché – nel 2020 – manca una connessione internet nel Liceo, quindi i professori non possono garantire la didattica a distanza. Un duro colpo al diritto allo studio. Una mancanza di rispetto verso studenti, professori e collaboratori scolastici, che si vedono messi da parte dalle istituzioni.

La voce degli studenti

Da Rappresentanti della scuola, assieme al Comitato Studentesco abbiamo rilasciato un comunicato che comincia così: “Come studenti del Vincenzo Cuoco, abbiamo già scioperato lo scorso Venerdì 9 contro la mancata sanificazione totale della Sede Centrale da parte dell’ASL, nonostante 2 casi di infetti al covid-19. Dopo più di due giorni, ormai ogni virus depositato sulle superfici dev’essere morto… ma non muore la nostra lotta per una scuola sicura! Perciò lo sciopero degli studenti prosegue, dalle classi della sede Centrale fino a quelle del Froebeliano, e non ci fermeremo finché i nostri diritti non saranno rispettati.”

“Ieri c’è stato un Consiglio di Istituto “Straordinario” che non ha risolto nulla.” spiega il comunicato, e continua: “È stato perfino detto che noi studenti “chiediamo l’impossibile”, quando in realtà reclamiamo i nostri diritti… e nel frattempo i casi sono aumentati: ora sono 6 gli infetti tra Sede Centrale e Succursale. Nonostante ciò, le direttive della ASL Napoli sono poche o del tutto mancanti. Il preside ci ha confermato in Consiglio di Istituto che non riceve risposta dai referenti della ASL cittadina, nonostante le varie chiamate ed e-mail. Alla ASL Napoli non lanciamo un appello, non “chiediamo”: noi vogliamo essere ascoltati! – incalza il comunicato – È inaccettabile che in un momento così difficile un’istituzione tanto necessaria si riveli incapace.”

Dov’è finito il diritto allo studio?

Il comunicato fa luce sulla condizione degli studenti che si trovano in quarantena: “Nel frattempo, gli alunni delle classi in quarantena che chiaramente non possono entrare a scuola, non possono nemmeno seguire la Didattica a Distanza. Infatti nell’istituto non c’è una connessione che permette ai professori di collegarsi con gli studenti. Per ben 6 classi, quindi, il diritto allo studio non è rispettato.” E non è cosa da poco. Parliamo di una mancanza degli articoli 33 e 34 della Costituzione Italiana, che difendono proprio il diritto all’apprendimento dei ragazzi. Continua poi la dichiarazione: “Non ne possiamo più, siamo stanchi di tutto questo! Se non è possibile garantire la sicurezza per la didattica in presenza, chiediamo che sia attivata per tutti gli studenti la DaD, oltre a sussidi per chi non ha mezzi per seguire le lezioni online” chiarisce il comunicato.

“Al contrario di come ci è stato detto, queste richieste non sono “impossibili”. Sono semplicemente la normalità, perché tale deve essere il diritto allo studio in sicurezza. E se ormai anche la normalità è un sogno, allora esigiamo l’impossibile.” Si conclude così il comunicato che ora, noi studenti in lotta, speriamo possa far chiarezza sulla nostra condizione durante una pandemia. Non siamo carne da macello per un teatrino che non mantiene, e soprattutto non possiamo accettare che ASL e MIUR continuino la loro carriera di incompetenza in un momento così delicato. Lo grideremo sempre più forte: vogliamo essere ascoltati, pretendiamo i nostri diritti.

Ciro Giso

Un articolo di Ciro Giso pubblicato il 13 Ottobre 2020 e modificato l'ultima volta il 13 Ottobre 2020

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