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CON LA TESTA ALTROVE

Il Napoli cade 2-1 ad Empoli: Azzurri inferiori nel risultato, nella testa e nelle gambe

Sport | 3 Aprile 2019

Dopo il roboante successo sul campo della Roma di domenica pomeriggio, il Napoli cade 2-1 ad Empoli nel terzo anticipo del turno infrasettimanale primaverile della Serie A.

Al di là del passivo finale, che costa agli Azzurri la quinta sconfitta del loro questo campionato, la squadra di Carlo Ancelotti è apparsa nettamente inferiore agli avversari sia sul profilo della proposta di gioco – lenta e spesso sterile – sia dal punto di vista dell’applicazione emotiva all’incontro.

L’Empoli, terz’ultima in classifica, ha letteralmente sovrastato il Napoli con la forza d’animo e la fame di punti tipica di una compagine in piena lotta per la salvezza. Di contro, la superiore cifra tecnica dei partenopei basta, da sola, per restituire al mittente qualsiasi alibi sulle scarse motivazioni che, da alcune settimane e da qui a fine maggio, accompagnano e accompagneranno il nostro percorso in campionato.

Gli Azzurri sono stati semplicemente insufficienti e inferiori, oltre che incapaci di imporre il proprio ritmo e di indirizzare l’inerzia di una gara persa senza alcuna possibilità di appello.

Male Ounas e Younes, impalpabili dal primo minuto dopo gli incoraggianti sprazzi di gara mostrati all’Olimpico. Buona la prestazione di Luperto, schierato dal primo minuto al centro della difesa al fianco di Koulibaly, quest’ultimo espressosi di molto al di sotto delle sue ben note capacità.

Imperiosa la prestazione di Meret, incisivo e decisivo tra i pali come solo i campioni sanno esserlo. Anche se hai appena 22 anni.

Discreto il contributo di Zielinski, autore del gol del momentaneo pari tra le reti toscane segnate da Farias – grazie ad una complice deviazione proprio del centrocampista polacco – e da Di Lorenzo.

Si torna in campo domenica sera, al San Paolo, contro il Genoa di Cesare Prandelli. Si tratta dell’ultimo test per gli Azzurri prima della trasferta di giovedì in Europa League, a Londra, contro l’Arsenal.

La testa è impropriamente il muscolo più importante del corpo umano: tiriamolo a lucido e lavoriamoci su per la resa dei conti, prossima e imminente.

Antonio Guarino

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 3 Aprile 2019 e modificato l'ultima volta il 3 Aprile 2019

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