mercoledì 17 luglio 2019
Logo Identità Insorgenti

EREDI

Elena De Curtis, nipote di Totò: “Amo la Napoli di mio nonno. Vorrei che si realizzasse il museo per lui”

Elena Anticoli De Curtis
Cinema, NapoliCapitale, Storia | 17 Dicembre 2018

Con Elena Anticoli De Curtis, nipote di Totò, ci incontriamo in una delle sue tante visite a Napoli. E’ domenica mattina e decidiamo di vederci alla Caffettiera di Piazza De Martiri. La mattinata e friccicarella e anche noi, che ci ritroviamo a chiacchierare, davanti a un bel caffè, di memoria e storia. E, soprattutto, di quel grande “mito vivo” che per Partenope è Antonio De Curtis.

Da qualche tempo la 49enne Elena, ha preso il posto della mamma Liliana, che ha oggi 85 anni. In passato è stata lei, sua madre, unica figlia di Totò, a rappresentare il più grande comico di Napoli nel mondo e a preservarne la memoria. Poi Liliana, donna combattiva e legatissima alla figura paterna, ha lasciato il testimone alla più giovane dei suoi figli (ne ha avuti altri due dal primo matrimonio, Antonello e Diana, morta nel 2011).

E’ stata Elena, infatti, a rappresentare la famiglia de Curtis l’anno scorso, quando Napoli ha celebrato i 50 anni dalla scomparsa di Totò. Ed è lei l’autrice per Colonnese editore dell’ultimo libro sul grande nonno, “Antonio de Curtis, il principe poeta”. “E’ stato impegnativo ma esaltante raccogliere il testimone di mamma – racconta subito lei, sorseggiando il suo caffè doppio – perché io Napoli la conoscevo come idea, perché faceva parte del mio dna. Ma ho vissuto 18 anni in Sud Africa e poi altri tre a Montecarlo e a Napoli sono arrivata più tardi, anche se era ovunque intorno a me, anche in cucina, perché abbiamo sempre messo a tavola la cucina tipica napoletana (Liliana ha gestito numerosi ristoranti, in Sud Africa come a Montecarlo, ndr). E perché mio nonno, nella memoria, nelle carte, nelle foto alle pareti, nei racconti di mamma e di nonna, nel mio quotidiano, era sempre intorno a noi (la nonna era Diana Bandini Lucchesini Rogliani, unica moglie di Totò)”.

Un’eredità doppia

Elena ha sulle spalle questa doppia eredità, quella del nonno e della mamma, ma la vive con semplicità, disinvoltura e soprattutto rispetto: “Rispetto, si, è la parola giusta. E’ questo che da Totò ho ereditato, questo modo di guardare il mondo e le persone, sempre a fianco degli ultimi, con sincerità e umiltà. Perché lui veniva da una famiglia povera e si era rimboccato le maniche, lavorando e subendo anche cacciate dai teatri, agli albori della sua carriera…. poi sicuramente un’altra cosa che mi appartiene è l’energia…. ho iniziato un paio di anni fa a studiare l’archivio di famiglia, ho scoperto le sue emozioni, ho letto le sue poesie e le ho recuperate… lui aveva un cuore nobile che batteva in quel corpo di marionetta: che lo aveva reso sì famosissimo come “Totò”, ma che aveva anche soffocato per tutta la vita l’uomo-Antonio De Curtis. Nelle sue poesie non ci sono le battute e le movenze che lo hanno reso celebre, ma c’è il mondo visto da dietro quella maschera. C’è la vita difficile degli esordi (e non solo), il successo, gli amori, le delusioni, la nostalgia. C’è Napoli, con la sua “lingua-madre”, che non è però l’abusato “paese del sole”, ma in un certo senso è il mondo. Le sue poesie, infatti nascono per parlare al cuore”.

E infatti nel primo libro di Elena (scritto con Virginia Falconetti) le poesie sono il fulcro, con anche alcuni inediti ritrovati tra le “carte originali”.

La poesia “Il pezzente”

Da questa chiacchierata emerge, come prima cosa, insomma, l’umanità di Totò, emerge il suo privato, che si scova nelle sue poesie soprattutto. “La mia preferita è “Il pezzente” che ho incluso nel libro. Che racconta di come anche stando senza soldi e chiedendo l’elemosina c’è chi mantiene l’onestà e la dignità. E invece come film, per un concetto analogo, il mio preferito è “La banda degli onesti”, che rivedrei mille volte”.

Il Totò privato di Oriana Fallaci

E’ difficile parlare con Elena e non pensare che hai di fronte uno sguardo e una mobilità facciale che in qualche modo è quella nota e amata da tutti i napoletani. La somiglianza c’è, è innegabile: “Ma per me non è un peso, è una gioia come è stata una gioia attraversare tante volte il quartiere dove è nato, la Sanità. La fa parte veramente delle mura: non c’è un posto che non ricordi che Totò è nato lì. Eppure al di là delle celebrazioni, dispiace che non ci sia uno spazio permanente a lui dedicato”. Già il museo… ne parleremo più avanti. Intanto Elena ci tiene a ricordare il Totò privato, quello che non si era arreso di fronte ai primi insuccessi, quello determinato e intimo. “Lo raccontò bene Oriana Fallaci, l’unica intervista dove mio nonno si aprì completamente”. E’ la famosa intervista dove Totò spiegava che  lui davvero divideva il mondo in uomini e caporali. “E più vado avanti, più scopro che di caporali ce ne son tanti, di uomini ce ne sono pochissimi”. L’intervista dove confessava: “Io amo esser solo. Ho bisogno di essere solo: per contemplare, per pensare. A volte mi danno noia perfino le persone che amo. Sì, è difficile viver con me. A me non piace andare nei night, non mi è mai piaciuto. Io, quando vedo quel divertimento falso non posso fare a meno di pensare che dietro a ciascuna di quelle persone v’è un dramma: il pianista magari ha le scarpe rotte, l’industriale ha le cambiali che scadono, l’entraineuse ha il figlio ammalato… Sono un misantropo, la base della mia vita è la casa. La casa, per me, è una fortezza, quasi una persona. Quando vi entro la saluto sempre come una persona: “Buonasera, casa”.

Quella casa alla Sanità

A proposito di case, quella che gli diede i natali alla Sanità non emoziona Elena come può emozionare chi di noi passa sotto quel primo piano spoglio e abbandonato. “Si là nacque, in una casa in affitto…ed è giustissimo che alla Sanità lo si ricordi e anche che si cerchi di recuperare quella casa… ma poi ha avuto tante altre case. Per me il luogo di nonno, quello a cui lui era davvero legato, era la sua tomba al cimitero di Santa Maria del Pianto. La comprò con i primi guadagni e preparò tutto, anche il bassorilievo sulla lapide – la scritta, la data di nascita – che oggi copre le sue spoglie. Ancora adesso, è il luogo che più mi commuove, mi capita di incontrare napoletani che affidano a lui le proprie preghiere, che ci dialogano. Per alcuni Totò è un entità oltre che un mito. E’ una cosa molto bella…”.

Il museo Totò

Inevitabilmente il discorso cade sui progetti futuri,  su come rendere possibile  ancha alle future generazioni la conoscenza di Totò. I più giovani comunque lo conoscono, le faccio notare. A differenza di Eduardo, che qualche ragazzo a Napoli – in una vox populi televisiva – ha confuso con un parente di Maria de Filippi. Ricordiamo a Elena che anche per questo Tommaso De Filippo – nipote di Eduardo e figlio di Luca – ha voluto la grande mostra in corso a Castel dell’Ovo che, a nostro avviso, dovrebbe essere permanente. Come dovrebbe esserlo un museo dell’attore, in una città come Napoli. Chiedo a Elena a che punto è l’annosa vicenda del Museo dedicato a suo nonno, che dovrebbe aprire – da anni – a Palazzo dello Spagnuolo. Era il 94 quando il padre di chi scrive e Liliana De Curtis si batterono per smuovere le acque, ma inutilmente. “A me piacerebbe che mamma vedesse la prima pietra del museo, almeno… ma in questo momento mi par di capire che Comune e Regione – che devono necessariamente interagire – non dialoghino molto e che ci siano altre priorità. Ma sicuramente nei prossimi mesi voglio approfondire la situazione. Sicuramente mi impegnerò per realizzarlo, anche se c’è bisogno di altre competenze per gestire un museo… vediamo. Certo è che la memoria si salva se si salvano la storia e l’identità. E questo vale anche per Totò con le generazioni future”.

Il sogno del cartoon su Totò

Chiacchieriamo dunque di grandi napoletani, spesso dimenticati, durante il nostro caffè. Il discorso cade su Martone e sul suo prossimo film, dedicato a Eduardo Scarpetta, che sarà intepretato da Toni Servillo. All’inizio della conversazione ho detto a Elena che il suo compito è più difficile, differete da quello degli altri “eredi” intervistati fin qui (i Gemito e lo stesso Scarpetta). Nel suo caso il suo antenato è ancora vivo nel cuore di tutta la città, popolarissimo, conosciuto e riconosciuto da tutti. Eppure, oltre al Museo, in che modo ricordare la sua vita? Perché se ci riesce facile immaginare Servillo nei panni di Scarpetta, ci risulta impossibile immaginare chiunque vestire quelli di Totò. Perché pensiamo che Totò sia unico, irripetibile… “E lo credo anche io – ci dice Elena – però io ho un sogno, ed è quello di fare un cartoon sulla sua storia. Magari proprio qui a Napoli, dove è stata realizzata Gatta Cenerentola… solo così credo si possa raccontare la vita e la vicenda artistica di mio nonno. E sarebbe bello anche per i bambini avvicinarsi così a Totò”.

Ci salutiamo mentre Francesco Paolo Busco, che ci accompagna in questo viaggio tra gli eredi dei nostri grandi, scatta le ultime foto. Sorridiamo, dopo aver riletto la storica intervista, pensando all’esplosione di gioia di Totò quando la Fallaci gli disse che in un libro sulla storia linguistica del paese lui veniva citato come esempio di efficacia grazie a espressioni come “fa d’uopo”, “quisquiglie”, “pinzillacchere”, già allora entrate nell’uso comune. E ci dispiace tanto che Totò non abbia visto quello che ha visto e vissuto in questi ultimi anni sua nipote Elena. Ossia che Totò è Dna di Napoli. E che è vivo per sempre.

Lucilla Parlato

 

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 17 Dicembre 2018 e modificato l'ultima volta il 17 Dicembre 2018

Articoli correlati

Cinema | 8 Luglio 2019

LA STORIA

Quando il fascismo vietò di riprendere scugnizzi e posteggiatori nei film

Cinema | 3 Luglio 2019

IL FILM

Il Maradona del premio Oscar Kapadia nelle sale a settembre

Cinema | 13 Giugno 2019

IL DOCU

Aspettando la 30a Summer Universiade Napoli 2019: al via le riprese del film di Patierno

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi