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ESEMPI PER IL 2021

Dalle uve di Aglianico alla crema di bellezza: la startup sostenibile di due imprenditrici irpine

Imprese | 31 Dicembre 2020

Io sono Còre: la giovinezza,
l’innocenza, la leggerezza…

Omero (VII-VI sec. a. C.)

Nella mitologia classica la figlia più famosa di Demetra era la bella Persefone, chiamata anche Core, che significa fanciulla. La giovinetta è nel fiore della sua femminilità, ma possiede anche la matura consapevolezza della donna e della madre. Infatti, stando ai Misteri Eleusini la Dea rappresenta la reincarnazione della madre Demetra, come se si fosse sdoppiata per ottenere la giovinezza eterna.

Secondo gli Inni Omerici, il mito di Core spiega il ciclo ancestrale delle stagioni: la sua stessa rinascita rappresenta il simbolo divino delle piante e del ciclo della vita. Come dai semi, una generazione nasce dall’altra e come dalla morte delle stagioni più fredde, nascono poi le più calde.

Còre è archetipo della rigenerazione. Ed è questo l’effetto delle creme che hanno come principio attivo l’Aglianico, vitigno di origine greca. Còre Green Irpinia è il nome della startup innovativa creata da Santina Martino e Arianna Zambrano, due giovanissime e brillanti imprenditrici – di Solofra – che hanno fatto nascere il loro progetto proprio durante i mesi del lockdown.

Santina è laureata in ingegneria biomedica, mentre Arianna ha studiato Beni Culturali, in comune hanno una sconfinata passione per la loro terra e per i suoi frutti: «Il nostro è un territorio lussureggiante, di eccezionale valore vinicolo. Occupa la parte centrale dell’Appennino Campano. Abitato nel VII sec. a.C. dai Greci – ci racconta Arianna – che avevano ereditato dagli antenati Elleni il culto di Dioniso, è la patria del vitis ellenico da cui l’Aglianico prende il nome. Questo legame con la storia può essere declinato nella contemporaneità e diventare uno strumento per la promozione dell’Irpinia».

Una coppia perfetta, ambiziosa e determinata che ha realizzato con grande impegno una linea di prodotti cosmetici dagli scarti della lavorazione dell’uva: «I sottoprodotti di origine viti-vinicola vengono generati in grandi quantità e la maggior parte vede pochi utilizzi alternativi al compostaggio – spiega Santina – che risulta economicamente svantaggioso e ad impatto ambientale negativo, essendo gli scarti vegetali altamente inquinanti. Abbiamo studiato e approfondito, trovando un mondo vastissimo e acquisendo una consapevolezza sempre maggiore rispetto alla trasformazione delle vinacce attraverso nuovi approcci biotecnologici e chimici, riducendo lo smaltimento e valorizzando la filiera vinicola in termini di sostenibilità, una questione che ci sta molto a cuore».

Sono partite da un’idea molto semplice e ora stanno costruendo intorno al loro progetto una rete di supporto: «Vogliamo offrire un’opportunità alle aziende vinicole del nostro territorio per trasformare un costo in un vantaggio. Recuperare le loro vinacce per creare cosmetici di alta qualità ed efficacia, prodotti esclusivi che si avvalgono delle più avanzate ricerche dermatologiche, formulate con rigore e scientificità, testate e sottoposte ai più rigorosi controlli, innovative nella formulazione, potenziata con un principio attivo tutto italiano, l’estratto di uva rossa Aglianico, vitigno di antica tradizione, il più nobile e importante della Campania. Siamo in contatto con diverse cantine, abbiamo condiviso il percorso e insieme andiamo a chiudere la catena produttiva in un modo eco-sostenibile e anche utile».

Il lancio di Còre Green Irpinia è affidato ai primi due prodotti di questa linea, una crema viso anti-età e una crema viso idratazione intensa che ovviamente contengono estratti di uve Aglianico: «I polifenoli garantiscono un elevato potere antiossidante e assicurano un trattamento super energetico, alla base delle composizioni ci sono sempre burro di Karitè, olio di Argan e acido ialuronico che hanno un valore protettivo, idratante e nutriente, rendono la pelle più forte e tonica. Sono arricchiti dai polifenoli, il nostro prezioso ingrediente capace di esaltare il potere di tutti gli altri, di riequilibrare un sistema biologico che si trova sotto stress. Per questo ci è sembrato eccezionale per la pelle, poi conferisce alle creme un particolare colore violaceo che è assolutamente naturale e un profumo di pesca che ricorda proprio il sentore dell’Aglianico versato in un calice».

E al loro fianco hanno voluto solo il meglio: «Per la produzione abbiamo deciso di affidarci al laboratorio Poliphenolia, si trova in Piemonte e lavora proprio sulla cosmesi a base di estratti da bucce e semi di uva che provengono dai vitigni del territorio, hanno una grande esperienza nella ricerca, ci siamo ritrovate nei loro metodi. Mentre il logo della startup e la comunicazione visiva del brand sono stati affidati alle mani e alla creatività dell’architetto Clelia Cipolletta, per noi una guida più che una designer, ci ha aiutate ad esprimere in pochi tratti tutto il valore del progetto».

L’ancestrale percorso enoico dell’Irpinia continua all’insegna della smart economy, guardando allo scarto come ad un’opportunità che può aprire nuovi orizzonti: «Quando abbiamo cominciato a ragionare su questa impresa eravamo in un momento particolarmente buio, tutto il Paese era bloccato a causa dell’emergenza Covid e non sembravano esserci grandi speranze. Però passo dopo passo ci siamo avvicinate al nostro sogno e ad una realtà che ci era sempre apparsa sconosciuta, abbiamo capito che avremmo potuto realizzarlo e lentamente ha preso forma. Tutto è cominciato ad aprile, oggi ci ritroviamo a toccare con mano i nostri prodotti ed è entusiasmante, perché ci sembrava così astratto all’inizio da non pensare che ce l’avremmo fatta. Uno degli obiettivi è stato raggiunto».

Nonostante il contesto di una provincia che appare spesso immobile e restia alle nuove opportunità, Santina e Arianna si sono fatte largo, riuscendo a fare impresa: «Abbiamo coraggio e ci facciamo forza a vicenda, perciò siamo pronte a portare avanti la nostra startup. Sono online i profili social ufficiali, ci stiamo organizzando per le spedizioni e a breve sarà pronto anche il sito di Còre Green Irpinia. Il futuro ci sembra luminoso, speriamo che il nostro prodotto piaccia ad un pubblico ampio, che si crei un interesse sempre maggiore in Irpinia e oltre. Siamo al lavoro per creare un packaging sempre più sostenibile, in materiale riciclato e senza l’uso di plastica. E in più vorremmo arrivare ad ampliare l’offerta con nuovi cosmetici, incrementando la relazione con i vignaioli, fino a creare una piccola economia circolare. Sostenibilità, innovazione, riuso e riciclo, è questa la nostra filosofia, il nostro modo di guardare alla Verde Irpinia».

Un articolo di Maria Fioretti pubblicato il 31 Dicembre 2020 e modificato l'ultima volta il 31 Dicembre 2020

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