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ESPERIENZE SOLIDALI

La macchina spontanea del bene ai tempi del Coronavirus

Attualità | 11 Marzo 2020

La rete di solidarietà si muove alla stessa velocità dell’emergenza. Si dipana a macchia d’olio, come il rosso di cui, nei decreti del governo e nostro malgrado, sì è rapidamente tinta l’Italia.

La diffusione del Covid-19 rischia di imprigionarci nelle nostre legittime paure, ci costringe a diffidare dei nostri amici e vicini, a mantenere una distanza di sicurezza che appare incolmabile.

Le interminabili file all’esterno dei supermercati, le corse in farmacia per fare scorta di mascherine e gel disinfettanti, le serrande dei negozi abbassate raccontano, più di ogni altra cosa, un comune stato d’animo.

Ma se, da un lato, la desolazione rischia di prendere il sopravvento e finisce per essere assai più contagiosa del virus, dall’altro è esploso un dilagante desiderio di solidarietà, teso a recuperare quel senso di comunità che, nell’importante necessità di restare confinati nelle nostre abitazioni, rischia facilmente di andare perduto.

Numerose sono, infatti, le iniziative di associazioni e cittadini che, in vari modi e nel rispetto delle norme che tutti abbiamo il dovere di rispettare, hanno inventato nuove esperienze per “stare accanto” ed essere un valido sostegno in questo particolare momento.

Farmaci e alimenti a domicilio: “Acalate ‘o Panaro”

Da Ottaviano, grazie ai ragazzi della parrocchia San Gennaro in san Gennarello, arriva l’iniziativa “Acalate ‘o Panaro“.

Un servizio di consegna a domicilio e gratuito di alimenti e farmaci, per andare incontro alle esigenze delle persone più anziane o in condizione di salute non ottimali, soggetti particolarmente a rischio in questo periodo.

Non busseremo alle vostre porte, non dovete aprire“, si legge nel manifesto dell’iniziativa, “Teniamo il virus fuori, la distanza può aiutarci. Per questo, abbassate il paniere“.

La necessità di restare distanti, dunque, non ostacola il bisogno di restare “più vicini che mai”.
Una buona pratica che si è subito trasformata in modello da imitare. La parrocchia San Francesco de Paola di Scafati, San Michele Arcangelo di Somma Vesuviana e tantissime altre comunità hanno, infatti, scelto di seguire l’esempio.

La mia banda suona il web

Le misure speciali contro la diffusione del Corona Virus non ferma il progetto della Scabec che, con la Fondazione Fare Chiesa e Città, organizza e promuove questo progetto della Regione Campania e della Curia di Napoli.
Il progetto si occupa di accompagnare in un percorso di crescita culturale, anche attraverso la musica, i ragazzi tra gli otto e i quindi anni di quartieri della periferia, dove fenomeni di evasione scolastica e di microcriminalità sono molto diffusi.

Circa trecento ragazzi, infatti, sono stati selezionati per la loro predisposizione alla musica e un’attitudine agli strumenti di banda. La Regione Campania ha donato a ciascuno di essi uno strumento musicale che, con l’aiuto di maestri, educatori e parroci hanno iniziato un percorso di apprendimento, finalizzato alla realizzazione di concerti ed eventi sul territorio.

In tempo di emergenze, il progetto non si arresta: i ragazzi saranno seguiti a distanza sia dai loro maestri di musica che dai tutor. Potranno esercitarsi su un brano, realizzare video della propria performance e chiedere nella chat consigli e indicazioni.

E proprio come previsto dal progetto, quando tutti saranno pronti, ogni singola esibizione verrà ripresa e montata con le altre. Così, radunati nella piazza virtuale, potremo assistere all’esibizione della Banda più grande del web!

La fame non va in quarantena

L’espressione “La fame non va in quarantena” è diffusa dalla Caritas Diocesana di Aversa. In seguito all’indicazione del governo di restare a casa, il primo pensiero è stato per coloro che non hanno una dimora fissa o vivono nell’indigenza.

Costretti, dunque, ad adeguarsi alle misure urgenti emanate dal decreto legge per contrastare l’emergenza Corona virus, la Caritas ha completamente rimodulato il proprio servizio. L’obiettivo è quello di allontanare il rischio di dover chiudere i battenti fino al termine dell’emergenza.

Anche in questo caso, un grande riconoscimento deve essere destinato a tutti i volontari. Per garantire il servizio mensa si sono organizzati su turnazioni e avviato un servizio di asporto dei pasti.
Stesse attenzioni sono garantite anche per la casa d’accoglienza e per il centro per madri con minori vittime di violenza.

Il rischio” – ci fanno sapere dalla Caritas – “è che in questo particolare momento ci si dimentichi dei dimenticati. Non possiamo permettere che ciò accada“.

Lo streaming mostra i muscoli

“Per oggi procuratevi secchio, bottiglie, due o tre volumi di enciclopedie o libro grandi”. Lo strano avviso viene condiviso dalla Pro-Fighting Napoli Club. Costretta, come molte attività commerciali, ad interdire l’accesso al pubblico, i soci del club napoletano scelgono di non abbandonare i propri clienti.

Così, di necessità virtù, gli allenamenti si trasferiscono sul web e le sessioni di lavoro generalmente vissute in palestra diventano – grazie alle dirette social – a domicilio.

L’iniziativa, del tutto gratuita, è stata voluta dai soci del club di via D’Isernia a Chiaia: Andrea Paesano, Luca Donadio e Ivan Milone. “Con la chiusura della struttura, abbiamo inteso offrire un servizio ai nostri abituali clienti”, fanno sapere i tre.

I nostri canali social sono aperti a tutti coloro che vogliono allenarsi da casa eseguendo gli esercizi davanti alla telecamera. L’orario è quello nel quale generalmente registriamo il maggior numero di presenze in palestra (ore 18), ma l’allenamento resterà sui nostri profili per chi volesse farlo la sera o il mattino”.

La sessione di lavoro è per tutti: “Non servono attrezzature da palestra, ma semplici prodotti che si trovano in ogni casa: bottiglie d’acqua, un paio di sedie da usare come appoggio…”.

Visite incredibili, restando sul divano di casa

A volte basta davvero molto poco per rendersi utili. Si può, come ben ha pensato il Cantiere Giovani di Frattamaggiore, condividere e far conoscere interessanti piattaforme che arricchiscono il web.

Così, diventa realtà l’idea di organizzare un tour nei più importanti musei del mondo, restando comodamente seduti sul divano di casa propria.

Il Cantiere ne ha scelti dieci, dai Musei Vaticani al Louvre, passando per il Dalì Theatre Museum, l’esperienza casalinga può davvero trasformarsi in occasione di crescita culturale. Potere di internet.

Alla ricerca del tempo perduto

Non siamo affatto abituati ad avere tutto questo tempo a disposizione e le idee per provare ad occuparlo di certo non mancano.

Potere del web, dicevamo, e dei social network che, in questo particolare periodo, si sono trasformati in palcoscenico di iniziative, anch’esse, in qualche modo, fortemente solidali.
Tantissime sono le Challenge messe in piedi per trasformare il tempo perduto in occasione di riflessione e dibattito.

Segnaliamo, per esempio, l’iniziativa dell’Azione Cattolica di Scafati che ha contagiato gli utenti di Instagram con la condivisione di messaggi di speranza. “Andrà tutto bene #col sorriso”, si legge nelle foto messe in rete da giovanissimi ed adulti.

Oppure, qualche chilometro di distanza, l’associazione di Carditello sceglie di occupare gli utenti con la challenge “33 (days) songs to say hope”.

E non mancano suggerimenti di libri da leggere o discussioni su film e serie tv consigliate, poesie, immagini, messaggi di speranza e, siamo certi, decine di altre iniziative delle quali non siamo ancora a conoscenza.

Perché, è vero, l’esperienza che questo Paese sta attraversano è assai dolorosa, ma evitare di considerare gli altri un pericolo o, addirittura, avversari nella lotta alla sopravvivenza e riconoscere che, nel nostro piccolo, possiamo essere di aiuto a qualcuno rappresenta la vera rivoluzione in questa storia. E, in tutta onestà, fa bene anche a noi poter raccontare questo meraviglioso e intramontabile bisogno di solidarietà.

Rocco Pezzullo

Un articolo di Rocco Pezzullo pubblicato il 11 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 12 Marzo 2020

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