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Le terme di Via Terracina a Napoli: visite gratis l’11 e 12 luglio

Beni Culturali | 4 Luglio 2020

L’11 e il 12 luglio sarà possibile visitare gratuitamente il complesso termale di Via Terracina a Fuorigrotta. In ottemperanza alle norme vigenti e ai protocolli di sicurezza dettati dall’emergenza covid-19, si potrà prenotare la propria visita, fino ad esaurimento posti, compilando l’apposito modulo presente sul sito internet dei volontari del GAN (Gruppo Archeologico Napoletano) che gestiscono il complesso.

In completa sicurezza, rispettando il distanziamento sociale, quindici visitatori per turno saranno accompagnati dai volontari della GAN alla scoperta delle terme di Via Terracina, venute alla luce nel 1939 nel corso dei lavori di costruzione della vicina Mostra d’Oltremare.

Dal 1971 il GAN si occupa della tutela, della ricerca e della valorizzazione dei beni culturali, al fine di avvicinare la collettività alla conoscenza delle testimonianze del passato e alla valorizzazione di quei siti di interesse storico-artistico poco noti. Oltre alla ricerca, grande importanza è attribuita alla didattica, con la periodica organizzazione di visite guidate per scuole – che spesso hanno anche collaborato con il GAN nella realizzazione di diversi progetti – cittadini e turisti.

Nel 1974 i volontari hanno iniziato la loro attività di manutenzione del sito di Via Terracina, seguita nel 1991 da aperture periodiche. Da circa un anno e mezzo è stata stipulata una convenzione con la Soprintendenza di Napoli, che ha affidato la manutenzione delle terme al GAN. È prevista un’apertura fissa al mese, solitamente il secondo weekend del mese, ma è possibile contattare l’associazione per organizzare altre aperture per scolaresche e gruppi.

Nel mese di settembre il sito è aperto il sabato pomeriggio e la domenica mattina; da ottobre le aperture saranno solo mattutine, sempre di sabato e di domenica.

La storia delle terme

Il complesso di Via Terracina è uno dei beni archeologici cittadini di maggiore interesse. Si presenta in buono stato di conservazione e permette di apprezzare le tecniche costruttive utilizzate dagli antichi romani e di riconoscere con facilità gli ambienti costituenti le strutture termali.

Costruite intorno al II secolo d.C. e ampliate successivamente, le terme fuorigrottesi venivano alimentate dall’acquedotto del Serino, uno dei più complessi sistemi idrici di approvvigionamento della città di Napoli, lungo circa 96 km e in grado di coprire un’ampia area compresa tra Avellino e Miseno (Pozzuoli).

Come tutti gli altri complessi termali, anche quello di Via Terracina prevedeva ambienti destinati alle acque termali (calde e fredde), altri utilizzati per massaggi e altri ancora adibiti a palestre. Vanno ricordati, poi, gli ambienti di servizio utilizzati per la manutenzione della struttura e gli spogliatoi. Per gli antichi romani, le terme erano a tutti gli effetti un luogo di incontro e di discussione, pur in atmosfere decisamente rilassanti. Erano tra gli spazi cittadini più frequentati dall’alta società romana e in alcuni casi, purtroppo non in questo, erano presenti anche biblioteche e sale destinante a conferenze e letture pubbliche.

Il percorso di visita

Iniziando la visita dall’asse stradale di età romana, che partiva dalla Via Neapolis, i visitatori vengono poi accompagnati dai volontari del GAN nell’usuale percorso che i romani conducevano recandosi alle terme.

Attraverso il corridoio – a cui lati si trovano due ambienti forse identificabili, per la loro dimensione e struttura, con le tabernae (luoghi destinati ad attività commerciali, aperti su spazi più ampi) – si arriva alla latrina, locale dallo sviluppo rettangolare con un emiciclo, sul lato lungo, utilizzato per lo scolo di acqua che, rifornita dalla vicina cisterna, serviva probabilmente per bagnare le spugne utilizzate per la pulizia personale. Purtroppo le pitture murali e la decorazione pavimentale di questa zona non si sono conservate in maniera ottimale, rendendone difficile una più puntuale analisi.

Dopo aver sostato in questi spazi preliminari, i romani iniziavano il loro percorso di benessere: dal vestibolo – dove si conserva un mosaico a tessere bianche e nere raffigurante al centro una nereide sulla coda di un tritone e varie decorazioni – si passava alla palestra, che qui a Fuorigrotta non è stata ancora individuata, probabilmente celata dalla costruzione di Via Terracina.

Dopo la palestra si decideva che percorso da fare: solitamente si partiva dagli ambienti caldi arrivando sino al caldarium, la stanza destinata al bagno più caldo; si passava poi, attraverso un corridoio, al frigidarium, la stanza delle acque fredde. Nel figidarium di Via Terracina si sono conservati mosaici pavimentali in nero e bianco raffiguranti un corteo di animali fantastici cavalcati o seguiti da figure antropomorfe; mentre agli angoli sono presenti immagini di delfini.

Tra gli uni e gli altri ambienti erano collocate aree di disimpegno, utilizzate per la manutenzione delle zone calde. Il crollo del pavimento in alcune di queste ha portato alla luce l’intelligentissima modalità di propagazione del calore attuata dai romani: attraverso l’hypocaustum, il calore emanato dai forni posizionati ai lati delle stanze, e celati da mura perimetrali, veniva diffuso mediante il pavimento agli ambienti caldi.

Il percorso di visita si conclude così come inizia, con il vestibolo, la cui decorazione è molto vicina a quella precedentemente descritta.

Informazioni utili

Per evitare l’assembramento dei gruppi, il percorso seguirà un andamento circolare. Trovandoci in spazi aperti, ma ristretti, la mascherina non è obbligatoria, ma va portata con sé; mentre è assolutamente indispensabile rispettare le distanze di sicurezza.

Quando: le visite dell’11 e del 12 luglio saranno le ultime prima della pausa estiva. I turni di sabato sono alle 16.30 e alle 18.00 (quest’ultimo già sold out); quelli di domenica sono alle 10.00 e alle 11.30.

Dove: Complesso termale di Via Terracina, 236 (raggiungibile in macchina o con mezzi pubblici, come indicato sul sito del GAN).

Costo: la visita è gratuita, offerta dai volontari del GAN (gruppo archeologico napoletano).

Info e prenotazioni: [email protected], www.ganapoletano.it.

Martina Di Domenico

Si ringrazia per le fotografie Marco Giglio, presidente del Gruppo Napoletano Archeologico.

Un articolo di Martina Di Domenico pubblicato il 4 Luglio 2020 e modificato l'ultima volta il 4 Luglio 2020
#GAN   #Terme  

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