fbpx
sabato 30 maggio 2020
Logo Identità Insorgenti

Expo, conferma anche dai dati ufficiali: è un flop

Rubriche, Senza categoria | 2 Giugno 2015

EXPUH2015

Ad Expo si danno, alla lettera, i numeri: in una nota ufficiale del 31 Maggio si parla di 2,7 milioni di visitatori e 11 milioni di biglietti venduti. Numeri sbugiardati dai noi già giorni fa e smentiti anche da un’inchiesta comparsa sull’Espresso.

Il periodico cita infatti una fonte riservata della società che gestisce i tornelli degli accessi e i relativi dati: ebbene in una una settimana di monitoraggio, da sabato 23 maggio a venerdì 29, ci sono stati 408.793 visitatori, ovvero in media 60 mila al giorno. Troppo poco, ed il perché è presto detto: occorre vendere la fantasmagorica cifra di 24 milioni di biglietti soltanto per raggiungere il pareggio di bilancio con le spese e gli investimenti fatti per aprire la fiera, il che diviso per i 184 giorni di apertura fa qualcosa come 130mila visitatori al giorno di media.

La cifra riportata da L’Espresso pertanto non arriva neanche ad un terzo della media di visitatori che sarebbe necessario raggiungere, ma se anche fossero vere le cifre ufficiali sta di fatto che 2.7 milioni in 31 giorni fa 87mila al giorno: anche a prender per quest’ultime, dunque, siamo molto al di sotto della soglia minima richiesta. Il perché di tali cifre è semplice da capire, dato che grazie ad uno studio commissionato da Expo 2015 SpA a CERTeT – Università Bocconi per valutare l’impatto di Expo sul PIL, siamo in grado di dirvi, almeno stando alle cifre ufficiali, quanto si è dovuto spendere per questo insulso baraccone: 1,7 miliardi di  investimenti infrastrutturali “diretti”, ovvero per la realizzazione di padiglioni fieristici, opere di urbanizzazione e infrastrutture tecnologiche, più di 12 miliardi per le opere connesse, ossia gli interventi sulla rete metropolitana, stradale, ferroviaria, ed infine circa 1 miliardo come costi complessivi di gestione dell’evento.

A questo aggiungete che, causa flop, i biglietti serali dopo le 19 vengono venduti a 5 euro invece dei 39 del prezzo pieno, quindi bisognerebbe venderne 8 volte di più per incassare la stessa cifra, sommate il fatto che, come da noi già denunciato, gli 11 milioni di biglietti già venduti di cui parla Sala sono un puro vaneggiamento, trattandosi di pacchetti parcheggiati presso operatori turistici e grandi distributori, ma non ancora acquistati da visitatori reali, ed il disastro è servito.

In conclusione fa specie la dichiarazione del commissario Giuseppe Sala a commento dei risultati “ufficiali” del primo mese, quando afferma che “quella italiana è un’Expo sicura e gentile, è l’Expo delle famiglie, dai bambini fino ai nonni“: vorremmo dirgli di andare a chiedere cosa ne pensano dell’Expo i bambini della Costa D’Avorio, dove sono stati riscontrati 378mila casi di sfruttamenti del lavoro minorile da parte delle multinazionali occidentali, tra cui anche la Nestlé che sponsorizza la sua fiera.

Lorenzo Piccolo

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 2 Giugno 2015 e modificato l'ultima volta il 3 Giugno 2015

Articoli correlati

EXPUH! | 6 Luglio 2016

Expo, 11 arresti per appalti truccati. Coinvolta la Dominus Scarl, società con sede legale a Milano

Agroalimentare | 21 Agosto 2015

E no caro Cannavacciuolo: l’Expo “goloso come un babà” è un’offesa al babà

EXPUH! | 13 Luglio 2015

Il Pd usa i padiglioni di Expo per l’assemblea nazionale. E candida Sala a sindaco di Milano

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi