mercoledì 22 maggio 2019
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FACCIAMO CHIAREZZA

Il sindaco quale ufficiale di governo è lo Stato: con compiti anche in materia di pubblica sicurezza

Attualità | 6 Maggio 2019

 

Scrive il sindaco di Napoli sulla sua pagina fb che “L’agguato di venerdì pomeriggio, come l’omicidio di qualche settimana fa davanti la scuola nel quartiere San Giovanni, sono storie della nostra città, spaccati della nostra vita quotidiana che sappiamo esistenti, ma sono oggi fortemente contrastati dalla Napoli che ha preso il predominio. La città dell’energia umana contagiosa, la città della rinascita culturale senza precedenti, la città della democrazia partecipativa e dei beni comuni, la Napoli dei record turistici e dello sviluppo sostenibile, devono sconfiggere ora, definitivamente, questa barbarie. È questa l’ora per dare i colpi ferali e di sconfiggere questi nemici della città. Napoli e i napoletani onesti, la stragrande maggioranza, stanno dando e facendo il massimo. In Italia e nel Mondo si parla sempre di più della rinascita di Napoli e del miracolo compiuto in modo autonomo dai napoletani e dal laboratorio politico partenopeo. I numeri dei reati commessi a Napoli non descrivono un’emergenza, addirittura una netta diminuzione rispetto a tante città italiane ed europee. Ma quando si spara davanti ad una scuola di periferia o dinanzi ad un bar in una piazza zeppa di gente in pieno giorno, la città e il Sindaco hanno il diritto/dovere di interrogare lo Stato, del quale ho anche fatto parte da magistrato. La domanda ricorrente che mi rivolgono i cittadini da mesi e mesi è la sicurezza, funzione di competenza dello Stato. Segnale, quindi, inequivocabile che la città e le istituzioni locali, per il resto, rispondono su altri fronti quando chiamate. Lo Stato nelle sue funzioni risponde meno, ma andiamo con ordine. In termini di risorse economiche per la città di Napoli lo Stato sinora è stato distante, finanche ostile. Questo significa anche poche risorse per servizi strategici per realizzare quelle reti sociali necessarie per togliere terreno fertile al crimine. Sul fronte sicurezza, il Ministro dell’Interno Salvini ha reso sinora il Paese più insicuro e più violento. Aumentano i reati a sfondo razziale; crescono le violenze su bambini e donne; si rafforza l’odio sociale e il sentimento del rancore; si consolida il pericolo del terrorismo internazionale per le politiche di odio nei confronti dei popoli di fede mussulmana; aumentano corruzioni e collusioni, con indagini anche verso esponenti dello stesso Governo; si diffonde l’uso delle armi, anche con l’utilizzo indiscriminato della legittima difesa, il tutto condito dal bullismo istituzionale plasticamente rappresentato dal Ministro Salvini con il mitra in mano. Un ministro muscolare con i deboli e molto molle con i forti. Un Ministro quasi mai presente al Viminale perché sempre impegnato in campagna elettorale, tra un comizio e l’altro, anche mentre si diffondeva la notizia della bimba napoletana in rianimazione, non esitava a farsi immortalare da un selfie con tanto di sua dichiarazione. Del resto nelle sue immagini e frasi che posta sui social il Ministro in genere o mangia o spara cazzate. Sig. Ministro, a proposito di sicurezza, attendiamo ancora le centinaia di donne e uomini delle forze di polizia che si era impegnato in autunno scorso a destinare alla città di Napoli. Magari faccia meno comizi e invii le centinaia di donne e uomini delle forze di polizia che la circondano quando si muove nei territori italiani a garantire la sicurezza degli abitanti del nostro Paese. Intendo poi esprimere la mia gratitudine alle donne e agli uomini delle forze di polizia e della magistratura che a Napoli operano in condizioni certamente complicate e complesse, con elevata professionalità. Gli ultimi arresti della Polizia di Stato e dei Carabinieri, con riferimento all’omicidio avvenuto dinanzi la scuola, dimostrano elevata capacità investigativa. In una città in cui la giunta comunale che ho l’onore e l’onere di guidare ha rotto i rapporti tra camorra e politica e scardinato il sistema collusivo, in una città in cui il popolo napoletano ha messo in atto un vera e propria rivoluzione culturale, necessaria per sconfiggere le mafie, mi auguro che le forze di polizia e la magistratura considerino assolutamente prioritario, nella molteplicità di settori in cui operare, il contrasto al crimine che mette in pericolo la sicurezza della nostra comunità. Mi auguro che siano rafforzate le risorse umane destinate al controllo del territorio ed all’espletamento delle necessarie attività investigative. Mi auguro che i tempi con cui l’autorità giudiziaria verifichi le rispondenze investigative della polizia giudiziaria siano i più rapidi possibili. Mi auguro che se pericolosi criminali sono stati individuati con indizi gravi, precisi e concordanti vengano messi in condizione di non reiterare i reati nei tempi i più rapidi possibili. Mi auguro che i processi siano giusti e rapidi e che non si sommino a dismisura le sentenze finite in prescrizione. Mi auguro che si ponga fine alla vergogna di Stato delle oltre diecimila sentenze passate in giudicato con migliaia e migliaia di delinquenti condannati che sono liberi di continuare a commettere crimini. Ad un Sindaco ogni giorno viene chiesto di tutto, giustamente, da centinaia di suoi concittadini. Spesso mi chiedono conto anche degli omicidi su cui purtroppo non posso più indagare, come un tempo. Oggi il Sindaco di Napoli, dopo otto anni di lavoro senza un attimo di sosta, dopo i risultati eccellenti che la città tutta sta raggiungendo con il suo popolo, interpretando la richiesta assordante dei suoi concittadini, ha il diritto/dovere di chiedere allo Stato di fare di più in quella che forse è l’unica vera funzione che ancora gli spetta in via esclusiva: prevenire il crimine e reprimerlo. In questo modo ci aiutate anche a distruggere il modello drogato, per alcuni vergognosamente vincente, degli eroi (di merda) di Gomorra. Una droga mediatico-comunicativo-artificiale che rischia di corrodere cervello, anima e cuore di centinaia di giovanissimi. Non fate l’errore di sottovalutare questo simbolismo affascinante del male. La nostra parte l’abbiamo fatta e la continueremo a fare, giorno e notte. Napoli sta scalando vette di luce impensabili sinora. Chiediamo allo Stato di toglierci il buio della zavorra criminale in modo che il suono della cultura vinca definitivamente sul rumore delle pistole”. 

Noi però siamo convinti – correggeteci se ci sbagliamo – che da sindaco, Luigi de Magistris – e non solo da magistrato – rappresenti ugualmente lo Stato e la Costituzione. Anche perché il Comune ha numerose competenze in materia di “disciplina” dei territori. Che qui vogliamo ricordare ai nostri lettori affinché si muovano con maggior precisione quando affermano che il Comune non ha competenze in materia di lotta all’illegalità.  Vogliamo ricordare ai lettori che la “macchina” comunale, anzi, è proprio il mezzo attraverso il quale lo Stato opera a stretto contatto con la popolazione e il Comune è l’ente che dovrebbe svolgere un ruolo cardine nella gestione del benessere, quale emanazione a sua volta dello Stato.

 

Qualora si voglia delineare una nozione generale delle competenze di Sindaco e  Comune occorrerà fare riferimento all’articolo 3 comma 2 del Testo Unico degli Enti Locali (Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, detto T.U.E.L.) il quale chiaramente enuncia che: “Il Comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne propone lo sviluppo”. Già da questa definizione emerge quale ruolo fondamentale assuma, all’interno dell’ordinamento istituzionale, proprio l’ente comunale. Il che, soprattutto a chi ambisce a soluzioni altre dalla militarizzazione, non può passare inosservato. Perché il tema ovviamente non è e non può essere solo quello della sicurezza.

In particolare, secondo quanto stabilito dall’art. 13, comma 1 T.U.E.L., al Comune spettano “…tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione ed il territorio comunale, precipuamente nei settori organici dei servizi alla persona e alla comunità, dell’assetto ed utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico, salvo quanto non sia espressamente attribuito ad altri soggetti dalla legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze”.

Il Sindaco, in quanto rappresentante del Governo sul territorio,  insomma, svolge in prima persona le funzioni che caratterizzano la sua natura di pubblico ufficiale e di rappresentante dello Stato centrale sul territorio (gestione dei servizi elettorali, dello stato civile, dell’anagrafe, della leva militare e delle ricerche statistiche).

Ma il primo cittadino è competente ANCHE in materia di sicurezza pubblica: svolge funzioni di polizia giudiziaria, vigila sull’ordine pubblico, adotta ordinanze contingibili ed urgenti in caso di pericolo per l’incolumità dei cittadini, può ordinare la modifica degli orari degli uffici e regolare l’attività dei servizi pubblici. E tutto proprio in quanto ufficiale di governo, in quanto organo istituzionale dello Stato.

A questo proposito citiamo, testuale, l’articolo 54 della legge. Che al link trovate integrale:

“1. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, sovrintende:

a) all’emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalla legge e dai regolamenti in materia di ordine e sicurezza pubblica;
b) allo svolgimento delle funzioni affidategli dalla legge in materia di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria;
c) alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto.

2. Il sindaco, nell’esercizio delle funzioni di cui al comma 1, concorre ad assicurare anche la cooperazione della polizia locale con le Forze di polizia statali, nell’ambito delle direttive di coordinamento impartite dal Ministro dell’interno – Autorità nazionale di pubblica sicurezza.

3. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, sovrintende, altresì , alla tenuta dei registri di stato civile e di popolazione e agli adempimenti demandatigli dalle leggi in materia elettorale, di leva militare e di statistica.

4. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato provvedimenti [, anche] contingibili e urgenti nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana. I provvedimenti di cui al presente comma sono preventivamente comunicati al prefetto anche ai fini della predisposizione degli strumenti ritenuti necessari alla loro attuazione.
(comma dichiarato costituzionalmente illegittimo da Corte costituzionale, con sentenza n. 115 del 2011, nella parte in cui comprende la locuzione «, anche» prima delle parole «contingibili e urgenti»)

4-bis. I provvedimenti adottati ai sensi del comma 4 concernenti l’incolumità pubblica sono diretti a tutelare l’integrità fisica della popolazione, quelli concernenti la sicurezza urbana sono diretti a prevenire e contrastare l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, la tratta di persone, l’accattonaggio con impiego di minori e disabili, ovvero riguardano fenomeni di abusivismo, quale l’illecita occupazione di spazi pubblici, o di violenza, anche legati all’abuso di alcool o all’uso di sostanze stupefacenti.
(comma così modificato dall’art. 8, comma 1, lettera b), legge n. 48 del 2017)

5. Qualora i provvedimenti adottati dai sindaci ai sensi dei commi 1 e 4 comportino conseguenze sull’ordinata convivenza delle popolazioni dei comuni contigui o limitrofi, il prefetto indice un’apposita conferenza alla quale prendono parte i sindaci interessati, il presidente della provincia e, qualora ritenuto opportuno, soggetti pubblici e privati dell’ambito territoriale interessato dall’intervento.

5-bis. Il Sindaco segnala alle competenti autorità, giudiziaria o di pubblica sicurezza, la condizione irregolare dello straniero o del cittadino appartenente ad uno Stato membro dell’Unione europea, per la eventuale adozione di provvedimenti di espulsione o di allontanamento dal territorio dello Stato.

6. In casi di emergenza, connessi con il traffico o con l’inquinamento atmosferico o acustico, ovvero quando a causa di circostanze straordinarie si verifichino particolari necessità dell’utenza o per motivi di sicurezza urbana, il sindaco può modificare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, d’intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, adottando i provvedimenti di cui al comma 4.

7. Se l’ordinanza adottata ai sensi del comma 4 è rivolta a persone determinate e queste non ottemperano all’ordine impartito, il sindaco può provvedere d’ufficio a spese degli interessati, senza pregiudizio dell’azione penale per i reati in cui siano incorsi.

8. Chi sostituisce il sindaco esercita anche le funzioni di cui al presente articolo.

9. Al fine di assicurare l’attuazione dei provvedimenti adottati dai sindaci ai sensi del presente articolo, il prefetto, ove le ritenga necessarie, dispone, fermo restando quanto previsto dal secondo periodo del comma 4, le misure adeguate per assicurare il concorso delle Forze di polizia. Nell’ambito delle funzioni di cui al presente articolo, il prefetto può altresì disporre ispezioni per accertare il regolare svolgimento dei compiti affidati, nonché per l’acquisizione di dati e notizie interessanti altri servizi di carattere generale.
(comma così sostituito dall’art. 8, comma 1, della legge n. 217 del 2010)

10. Nelle materie previste dai commi 1 e 3, nonché dall’articolo 14, il sindaco, previa comunicazione al prefetto, può delegare l’esercizio delle funzioni ivi indicate al presidente del consiglio circoscrizionale; ove non siano costituiti gli organi di decentramento comunale, il sindaco può conferire la delega a un consigliere comunale per l’esercizio delle funzioni nei quartieri e nelle frazioni.

11. Nelle fattispecie di cui ai commi 1, 3 e 4, anche nel caso di inerzia del sindaco o del suo delegato nell’esercizio delle funzioni previste dal comma 10, il prefetto può intervenire con proprio provvedimento.

12. Il Ministro dell’interno può adottare atti di indirizzo per l’esercizio delle funzioni previste dal presente articolo da parte del sindaco”.

Ricordiamo altresì che nel 2018 il decreto Minniti ha allargato ulteriormente il potere dei sindaci. A tal proposito vi invitiamo a leggere questo link per approfondire l’argomento https://www.iusinitinere.it/il-decreto-minniti…/amp

Questo lo ricordiamo a tutti praticamente: perché il gioco dello scaricabarile a tema migranti tra De Magistris e Salvini ha stancato anche i sostenitori dell’uno o dell’altro. Perché il problema dei nostri territori si chiama camorra e per combatterla la legge chiama in causa tutti: sindaco, ministro (che spara dati quali “la diminuzione delle sparatorie” replicando al sindaco, mentre una bambina in un ospedale lotta contro la morte, mesi dopo la sua promessa di spazzare via ogni criminale dalla città) e – di mezzo – anche il Prefetto. Propaganda vs Propaganda, insomma, non è una soluzione per sconfiggere la camorra.

Ciascuno si assuma le proprie resposnabilità nell’ambito delle proprie competenze. E anche oltre. Il resto sono parole al vento.

Ps: ovviamente a chi cita l’articolo costituzionale sulle competenze degli enti, il 117 della Costituzione, ricordiamo che è l’articolo che parla di competenze legislative. Qua volevamo solo ricordare a chi dichiara di non essere Stato che il Sindaco rappresenta la comunità locale ed è autorizzato a esercitare una serie di poteri anche molto incisivi per garantire il benessere dei suoi cittadini.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 6 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 6 Maggio 2019

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