giovedì 14 novembre 2019
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FAKE NEWS E NON

I gatti della Floridiana stanno bene: il parco però no

Attualità | 28 Ottobre 2019

Nei giorni scorsi, una testata giornalistica napoletana aveva diffuso un articolo relativo a un presunto attacco, da parte di ignoti, ai gatti della villa Floridiana, al Vomero: si parlava di una decina di felini ammazzati dopo essere stati adoperati come bersaglio.

 

La collettività degli animalisti metropolitani, in primis il sottoscritto che è anche guardia zoofila, si è immediatamente mobilitato in difesa dei gatti, e un gruppo su Facebook ha fatto da collante tra i volontari cittadini e non solo, per appurare la verità e proporre iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica e allertare le autorità sulla necessità di un più attento controllo delle colonie feline, a partire proprio da quella della Floridiana.

Ma occorreva da principio verificare la notizia. Da confronti e controlli delle volontarie che si occupano dei nobili mici, nessuno dei circa sessanta gatti del parco risulta assente all’appello.

Mancano invece prove dettagliate e fotografiche di quanto asserito nel succitato articolo, evidentemente una fake news costruita grossolanamente forse per mero autoesibizionismo o per chissà quali mire specifiche, a dispetto dei corrispondenti servizio di altre testate relativi a stragi di mici di colonie nella zona di Portici, dove le gattare si sono trovate a dover piangere numerosi gatti abbattuti senza pietà per mezzo di bocconi avvelenati.

Ho deciso io stesso di verificare con gli occhi la situazione in Floridiana, e se da un lato ho potuto constatare il benessere dei gatti che qui sono accolti, amati e curati sua da volontari che dai visitatori, ho riscontrato invece quanto il parco, che costituisce un fondamentale polmone verde della zona collinare, versi in uno stato di deprecabile degrado.

Qui, varcato il cancello senza che ci fosse alcuno a controllare chi acceda, essendo ormai la zona priva di custodi, ho incontrato persone speciali che hanno cura per i mici della colonia, come Mario, atleta e allenatore, che è qui ogni primo pomeriggio con alcuni allievi e che si è occupato, questo inverno, della cura di un bel micione (che sembra la reincarnazione di qualche nobile, e sta sempre in zona delle recinzioni per i cavalli, appena imboccato il viale d’accesso, quasi si occupi personalmente del controllo sui visitatori); e la signora Maria Rosaria, gattara DOC, alla quale non risulta nulla circa gatti ammazzati in loco, ma mi ha rivelato che se i cancelli del parco vengono ancora aperti al mattino e chiusi al pomeriggio lo si deve esclusivamente agli impiegati del museo, che dal momento in cui è stata azzerata la guardiania del parco, si sono resi conto che chiudendo questo, anche il loro compito all’interno del museo sarebbe venuto a scomparire, e hanno preferito occuparsi di un incarico non spettante pur di non finire in mezzo a una strada.

 

La signora Anna Maria, tra coloro che si occupano di portare cibo ai felini, mi ha raccontato dell’intento, da parte dello scorso Governo, di chiudere definitivamente la Floridiana al pubblico, a decorrere dal mese di ottobre. La caduta del Governo stesso ha scavalcato il provvedimento, ma urge una soluzione a un problema di incuria e di mancanza di controlli fissi, che hanno portato all’ingresso e alla permanenza di clochard e balordi che, defecando qua e là e insozzando anche con profilattici, hanno provocato da tempo il diffondersi di infezioni a scapito dei gatti stessi.

Il parco è ormai in condizioni tristissime, molte le recinzioni a vaste zone e tante sono fatiscenti, mentre alcuni tratti sono ormai violati abitualmente, e all’interno sono tanti gli alberi caduti; finanche le giostrine per i bimbi trasmettono tristezza, e le altalene sono state divelte dalla struttura. Dove un tempo giocavano i bimbi e si intrattenevano mamme e i ragazzi corteggiavano le ragazze con piacevoli momenti di piacevole relax sulle aiuole o presso il Belvedere del museo Duca di Martina, oggi zanzare fameliche la fanno da padrona tra viali e aree di verde interdetti al pubblico, e urgerebbe una sana disinfestazione.

Tutto qui trasmette tristezza e squallore, molte piante andrebbero potate e qualche albero messo in sicurezza; ma ovunque regna desolazione e negletto: finanche l’antico teatro in pietra, senza più decoro, attende un riscatto nel silente ricordo dei bei tempi gloriosi. Auspichiamo che si possa percorrere al più presto un sano progetto di recupero della villa Floridiana, con progetti specifici e l’assunzione di personale idoneo, e in ottemperanza all’Articolo 9 della Costituzione (“La Repubblica … tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”) così da restituire a tutti un tesoro prezioso che rappresenta un vanto artistico e naturalistico per Napoli e per l’Italia, come già accade nell’altro polmone verde cittadino, il vasto parco di Capodimonte, superbo in tutta la sua rigogliosa ampiezza.

Sergio Valentino

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 28 Ottobre 2019 e modificato l'ultima volta il 28 Ottobre 2019

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