sabato 15 dicembre 2018
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FALSI ALLARMI

Vesuvio, nessun pericolo in atto: l’Osservatorio smentisce la stampa acchiappaclick

Ambiente | 2 Dicembre 2018

“Uno sciame sismico è in atto sul Vesuvio dalle 10,11: la sequenza principale è stata caratterizzata da tre scosse, la più importante stimata in una magnitudo di 1,8, con l’ipocentro a una profondità di 2,7 chilometri. Secondo quanto riferisce l’Osservatorio Vesuviano, sono in atto altre scosse di minore entità. In un paio di comuni che si trovano sulle pendici del vulcano i cittadini hanno avvertito i tremori. Al momento non si registrano danni” è il take che ieri mattina ha lanciato l’agenzia Ansa sulle sue pagine on line.

L’allarmismo ingiustificato di alcuni giornali

I soliti noti, giornali come Il Mattino in primis, però ovviamente non hanno saputo far di meglio che pompare la notizia nonostante oggi corrano ai ripari perché dopo i loro articoli l’Osservatorio vesuviano è stato costretto a precisare che: “La paura ai tempi dei social si diffonde velocemente e accade che un sisma di magnitudo 2.0 diventi evento parossistico, con scene di panico e gente in strada. Ma ieri alle 11.11 sul Vesuvio non è accaduto nulla di tutto questo. La scossa, una delle tante che da tre giorni di susseguono in zona craterica, non è stata avvertita dalla maggior parte dei residenti. Resta però un fatto: da giovedì sul Vesuvio si stanno susseguendo degli eventi sismici di bassa intensità, quasi tutti raggruppati in area craterica. Si deve temere un’imminente eruzione? No, dall’Osservatorio Vesuviano rassicurano che i parametri del vulcano rientrano nella norma. Del resto, lo stato attuale del Vesuvio corrisponde al «livello verde», ovvero livello più basso se riferito ai quattro livelli di allerta previsti dal piano di emergenza predisposto dalla Protezione Civile. I bollettini sul Vesuvio non evidenziano variazioni significative nello stato di attività, quindi quanto accade è conforme con la dinamica di un vulcano attivo, ma soprattutto non ha nulla a che vedere con la risalita di magma”.

Peccato che proprio lo stesso giornale ieri mattina aveva lanciato allarme con il seguente titolo:
“Terremoto sul Vesuvio, un giorno di paura: avvertiti tremori e boati”. Salvo poi aprire il pezzo e leggere il take dell’Ansa. 

Le critiche sul gruppo “Rischio Vesuvio”

Sul gruppo fb Rischio Vesuvio, si critica fortemente il Mattino, infatti, per questo falso allarme enfatizzato con alcun senso di responsabilità e anche inventando gente per strada che nessuno ha mai visto. 

“Stamattina alle 11:10 è stata registrata una scossa sismica sul Vesuvio, i cui dati sono ancora preliminari: magnitudo 2 e ipocentro a 1,5 km. Una scossa dunque molto superficiale, ma anche piuttosto leggera, del tutto in linea con la normale attività di un vulcano attivo, sebbene quiescente come il Vesuvio.

Eppure “Il Mattino”, il principale giornale partenopeo, è arrivato a titolare in maniera sensazionalistica e allarmistica: “Terremoto alle pendici del Vesuvio, gente impaurita nelle strade” [1].
I toni sono stati ripresi da tanti altri giornali nazionali:
– “Il Messaggero”: “Terremoto, mini-sciame sul Vesuvio: avvertiti tremori e boati, gente impaurita” [2];
– “Corriere della Sera”: “Terremoto sul Vesuvio, sciame sismico avvertito dalla popolazione. In alcuni comuni dell’area la gente è scesa in strada preoccupata” [3].
A cascata, un numero imprecisato di testate minori e di utenti social hanno rilanciato la notizia come tante onde di un’eco (e molti continuano a farlo anche a ore dall’evento).

Non minimizziamo l’emozione della popolazione: per quanto piccola, la scossa potrebbe essere stata effettivamente avvertita dagli abitanti più vicini al punto in cui si è propagato il sisma, a causa della sua superficialità. Tuttavia, un giornalismo più pacato e consapevole di quel che accade in un territorio sismico e vulcanico eviterebbe un’enfasi che produce solo disorientamento e preoccupazione. Soprattutto, ribadirebbe la priorità più importante: rivolgersi al sindaco del proprio comune di residenza e pretendere l’applicazione (e la comunicazione) del Piano di Emergenza Comunale, obbligatorio in tutta Italia.

Sulla necessità di un più accurato giornalismo scientifico scrivemmo più volte, due anni fa, qui su Rischio Vesuvio: informiamoci e attiviamoci:

14 novembre 2016: “Narrazioni divergenti: sismi neozelandesi e sismi italiani”: https://www.facebook.com/…/a.14573438944…/1898575317029023/…

8 dicembre 2016: Sul sensazionalismo di taluni giornali in merito al rischio Vesuvio: https://www.facebook.com/…/a.14573438944…/1911472332405988/…

27 dicembre 2016: “Campi Flegrei e giornalismo”: https://www.facebook.com/…/a.14573438944…/1921752424711312/…

– – –

[1] https://www.ilmattino.it/…/terremoto_vesuvio_oggi_napoli_1_…
[2] https://www.ilmessaggero.it/…/terremoto_vesuvio_oggi_napoli…
[3] https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/…/sciame-sismico…

 

La smentita del pericolo da parte dell’Osservatorio Vesuviano

Ieri sera tardi l’Ingv è stata comunque costretta a diffondere il seguente comunicato: “A seguito di infondate, errate ed allarmanti notizie apparse su diversi canali social circa la recente attività sismica del Vesuvio si precisa che i terremoti che si stanno verificando al Vesuvio in questi giorni rientrano nella normale attività sismica del vulcano nel suo attuale stato dinamico che si configura in un Livello di Allerta: Base. Brevi periodi di maggiore sismicità sono avvenuti altre volte negli ultimi anni e pertanto non costituiscono una situazione anomala. Dai dati di tutte le reti di monitoraggio non si evidenza alcun cambiamento dello stato di attività del Vesuvio, come si può verificare dalla lettura dei Bollettini Mensili”.

Lucilla Parlato

Giornalista da sempre, ho iniziato a Napoli per poi emigrare a Roma, dove ho lavorato nella carta stampata, in tv a Mediaset e sul web a Sherpa-Tv (web tv di area Pd) oltre ad aver svolto negli ultimi anni capitolini ruoli di capo ufficio stampa in diverse istituzioni. Poi sono tornata a casa, a Napoli, cinque anni fa per fondare Identità Insorgenti, con un gruppo di amici, uniti dalla volontà di offrire un’altra narrazione del Sud.

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