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Farmacia degli Incurabili: probabile trasferimento a San Martino – La decisione del MiBac

News | 16 Aprile 2019

Al Ministero dei Beni e le Attività Culturali si è tenuta questa mattina un’importante riunione che ha interessato, in particolare, il crollo dell’ospedale degli Incurabili.

I danni che hanno interessato la storica farmacia, resa ormai inagibile, sono stati al centro della discussione a cui hanno preso parte anche il soprintendente Luciano Garella, la segretaria regionale del MiBac,
Maria Utili, e Anna Imponente, direttrice del Polo museale della Campania.

Lo scorso 24 marzo, nella Chiesa di Santa Maria del Popolo degli Incurabili, una volta di sostegno del pavimento dell’edificio ha ceduto causando una voragine alle spalle dell’altare maggiore.

Da quel momento parte dell’ospedale è stato interdetto al pubblico per pericolo di crollo. Tra queste, anche la storica farmacia ottocentesca, un vero gioiello del patrimonio artistico e culturale della città partenopea.

Il MiBac, dunque, ha deciso di procedere al trasferimento della farmacia, considerata l’urgenza di rimuovere il materiale vascolare e gli oggetti lignei che caratterizzano quel particolare spaccato di assoluta bellezza.

Gli oggetti e le suppellettili troveranno momentanea collocazione – con molta probabilità – presso la Certosa di San Martino. Prima, però, saranno effettuate alcune foto per permettere la medesima ricollocazione degli stessi, quando (e se, come speriamo) ritorneranno a casa.

Una decisione che ha incontrato non pochi dissapori, a cominciare da quelli espressi dal presidente di Federfarma Napoli, Michele Di Iorio, il quale si è detto contrario “alla ventilata ‘deportazione’ dei preziosi vasi della Farmacia degli Incurabili i quali, benché prestigiosi, non risultano idonei alla fruizione pubblica se decontestualizzati dall’intero complesso.

Il Patrimonio storico della Farmacia degli Incurabili è nato ed è strettamente legato alla collina di Caponapoli ed è pertanto nella zona che va conservato, anche solo provvisoriamente; è fondamentale realizzare un progetto che, pur tenendo conto delle emergenze, continui a garantire la valorizzazione del Complesso monumentale degli Incurabili nel quale, oltre la farmacia storica insiste il Museo delle Arti Sanitarie, tutt’ora visitabile, che contiene preziosi reperti.

Farmacia e Museo – continua il presidente – hanno creato negli anni un significativo indotto in tutta la zona che oggi risulterebbe desertificata; i farmacisti napoletani sono disponibili a condividere ed a sostenere progetti purché preservino la centralità del luogo: sono la bellezza e la successione della visita all’intero Complesso degli Incurabili ad attirare turisti nel rispetto dei quali vanno realizzate tempestive opere di messa in sicurezza nell’ambito di un più ampio progetto di riqualificazione dell’intera area.

Auspico che il MiBac, in accordo con tutti gli Enti coinvolti, rinunci a posizioni dirigiste ed accetti di confrontarsi nella ricerca di soluzioni alternative a quelle che prevedono di “spogliare” la farmacia, di fatto, depauperando l’intera zona e mortificando la cultura napoletana che dalla stessa zona trae motivazione. Anche le campane di Notre Dame restano sull’Ile de la Cité e, di certo, non vengono trasferite al Louvre; non vedo perché anche per gli Incurabili non si individui una soluzione che metta al centro il luogo e non solo il suo contenuto”.

Un articolo di Rocco Pezzullo pubblicato il 16 Aprile 2019 e modificato l'ultima volta il 16 Aprile 2019

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