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FASE 2

A Scampia cittadini-giardinieri: “Facciamo da soli, istituzioni ancora in lockdown”

Ambiente | 20 Maggio 2020

 

Ogni giorno da inizio pandemia, con l’appoggio dell’associazione “Ciro Vive” e del “Coordinamento territoriale Scampia”, si continuano a distribuire pacchi solidali alle famiglie più bisognose del territorio. Da qualche giorno però l’attività dei volontari si è allargata al verde pubblico per la mancanza dei giardinieri del comune. Così con tute e mascherine, i volontari sono al lavoro sulle incolte aiuole, microselve che fanno da pericolosi spartitraffico, tagliando le erbacce arrivate ormai quasi a altezza uomo su aiuole e rotonde. Una situazione che stava provocando i primi forti disagi, con scivolamenti dei pedoni che attraversavano la strada, ma anche per gli automobilisti che non avevano una piena visibilità facendo aumentare  il rischio di incidenti stradali.

Scampia non vuole piangere nessuna vittima per mancanza di manutenzione e cura delle strade da parte del comune: allora il consigliere dell’ottava Municipalità Claudio di Pietro ha deciso di agire, formando un gruppo di volontari provenienti in parte dall’associazione Ciro Vive e dal Coordinamento territoriale Scampi che oltre a mettere a disposizione un decespugliatore hanno fornito a tutti i rastrelli.  Con questi strumenti di base  in circa tre settimane i volontari sono riusciti così a mettere  in sicurezza le principali arterie del quartiere, ovvero, Via Bakù, Via Antonio Labriola, Via Tancredi Galimberti e una parte di Via Arcangelo Ghisleri.

I giovani scesi in campo come giardinieri volontari si sono battezzati “Cooperativa 1°Maggio”: Scampia è il quartiere con il più alto tasso di disoccupazione di Napoli, il 61,7%. E questo gruppetto ha voluto ricordare che tanti giovani  del territorio hanno voglia di lavorare e mettersi a disposizione della comunità.

Nella Cooperativa 1° Maggio però non ci sono solo disoccupati che vogliono lottare per un lavoro, ma anche giovani che vogliono lottare per la dignità del quartiere perché lo amano e non vogliono lasciarlo in futuro.

Ad affiancare i disoccupati ci sono studenti universitari, barbieri che fino a poco tempo fa non potevano lavorare e anche un attore, Christian Giroso, noto come “ ‘O Cardill “ in Gomorra la serie, dove nonostante la sua notorietà è voluto scendere in campo per dare anche lui un contributo.

La settimana scorsa, poi, è scesa in campo anche un’altra consigliera del quartiere, Roberta De Martino: con tenacia è riuscita a portare sul territorio una azienda privata che almeno per un giorno è riuscita a far riposare i volontari di Scampia, sperando che sempre più persone aiutino questo territorio che ha voglia di riscatto in attesa delle risposte da parte della Municipalità e del Comune di Napoli con il ritorno dei giardinieri sul territorio.

I giardinieri del Municipio Ottavo di Napoli attualmente non stanno lavorando perché il Comune non li ha forniti di dispositivi di sicurezza e i sindacati stanno protestando. Inoltre gli spogliatoi dei lavoratori non sono a norma di legge e l’assessore Giovanni Pagano, con delega alle strade, per adesso non è riuscito a trovare un’altra sistemazione.

Eppure a Scampia potrebbero essere utilizzati i due distretti dell’ ASIA o il distretto della Napoli servizi, se il municipio avesse davvero interesse a risolvere la questione.

Oltre ai problemi delle protezioni, il grande problema è che sia il Comune che la Municipalità hanno attualmente un organico ai minimi storici per questo servizio.

Teoricamente per l’ottava Municipalità ci sono otto giardinieri di cui tre a Giugno vanno in pensione ma già adesso, non sono a disposizione per problemi fisici e quindi restano praticamente solo cinque giardinieri  che chiaramente sono pochi per un’area che comprende Scampia, Piscinola e Chiaiano.

Così, in mezzo a questa diatriba tra comune e sindacati, Scampia – sempre utile per fare passerella alla politica, come dimostra la vicenda dell’abbattimento delle Vele – ha offerto l’ennesima lezione alla politica, dimostrandosi ancora una volta una comunità che non molla, che non aspetta.

Giuseppe Mancini

 

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 20 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 20 Maggio 2020

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