domenica 22 settembre 2019
Logo Identità Insorgenti

FENOMENI

Calcutta come noi: dal Palapartenope alla quotidianità, tutto l’amore per un cantautore di provincia

Eventi | 29 Gennaio 2019

I baci dorati lanciati da Calcutta sulla sua pagina facebook alla vigilia di un concerto a Monteforte – il 14 agosto del 2016 – non sono mai cambiati. Lo ascoltavamo da pochissimo, era uscito soltanto Mainstream, anzi no era uscito anche Forse, ma un po’ più in sordina, l’album di Cane, del suo amico Enrico, di Amarena e Arbre Magique e noi lo abbiamo amato subito.

Dalla sua provincia, quella di Latina, Edoardo D’Erme approdava in un’altra provincia – senza mare – quella di Avellino. Era la nostra prima volta, vissuta con un carico di emotività da pianti gratis e abbracci a sconosciuti. Non lo abbiamo mai più rivisto così a suo agio come è stato in quel paese, a chiacchierare con gli anziani al Circolo degli Amici, a fare le foto con tutti, a godersela in mezzo alle note stonate. Ma questo lo avremmo scoperto solo dopo, chi lo ha portato su quel palco – e quindi ancora grazie all’organizzazione del Tilt! – gli stava offrendo uno scenario in cui muoversi naturalmente, sempre un po’ nascosto, ma rasserenato probabilmente dal fatto che quello fosse un pubblico di amici che non avrebbe espresso un giudizio severo.

Erano anni felici, solo che nessuno se ne era accorto. Lo abbiamo riascoltato Calcutta live, tre anni dopo al Palapartenope – sabato scorso – ed è stato tutto diverso, tutto estremamente perfetto, tutto sold out (con 6500 biglietti venduti). Lui che portava il tempo con la mano, canzoni dritte, 24 una dietro l’altra, l’imbarazzo di sempre, quello di chi non sa come salutare quando entra in una stanza piena di gente e la tenerezza di chi non riesce ad uscire da un guscio fatto essenzialmente da un cappellino con sopra il cappuccio di una felpa anni ’90. Sentimenti buoni e banalità, tutto l’amore che c’è, si sente e basta per tornarsene a casa un po’ meno svuotati.

 

Super ospite Elisa insieme ad un altro cantautore napoletano, il nostro preferito, Giovanni Truppi in canottiera. Anche se l’aspettativa era che il palco della Casa della Musica avesse come special guest Liberato, non si sa bene perché, era un sentire comune. L’anonimo incappucciato e il cantautore con la visiera hanno in comune un regista – Francesco Lettieri – autore dei video di entrambi, orchestrale per immagini delle storie romantiche che accompagnano le loro canzoni, l’autore che ogni volta li fa diventare delle figure a metà tra un cantante e una serie tv avvincente. Sarà stato perché alla prima uscita pubblica di Liberato – al Miami Festival –  a cantare 9 Maggio c’era proprio Calcutta. O magari perché l’indimenticata sera del concerto sul Lungomare Caracciolo c’erano state – a Procida – le riprese di Paracetamolo, tra i brani dell’ultimo album di Calcutta, Evergreen. Ma non siamo stati così fortunati da poter gridare al concerto del secolo.

In compenso però ad esibirsi c’era sempre Edoardo, il tifoso del Latina, sfigato come noi, che sulla nostra fila all’ingresso – che faceva il giro di Fuorigrotta – col circo Togni da un lato e il multisala dall’altro probabilmente ci avrebbe scritto una canzone, una di quelle incredibili sulla quotidianità sua e nostra, su un successo che a lui sembra ancora inspiegabile, ma intanto lo porta a riempire stadi e palazzetti e pure l’Arena di Verona. Noi con lui, a cantare di Dario Hubner, campi di kiwi, di Gaetano, di un cane, di stazioni dei treni e orgasmi, di limonate e fessure da cui guardare il cielo, come topi nei tombini.

Che sia un concerto di provincia o uno spazio serissimo con la band, il coro, i visual proiettati, gli amici famosi, l’importante – ci è sembrato di capire – è non lasciarsi soli mai. E questo Calcutta lo riesce a dire benissimo.

Maria Fioretti

La foto in copertina è di Bomba Dischi

 

 

 

 

Un articolo di Maria Fioretti pubblicato il 29 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 29 Gennaio 2019

Articoli correlati

Beni Culturali | 21 Settembre 2019

LA MOSTRA

Inaugurata al Museo di Capodimonte Napoli Napoli: di lava, di porcellana e di musica

Eventi | 20 Settembre 2019

OPEN HOUSE

Arriva a Napoli il primo festival internazionale dell’architettura e del design

Identità | 19 Settembre 2019

MIRACOLO DI SAN GENNARO

Quell’inutile e odioso scetticismo di chi non crede

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi