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FENOMENI

Liberato ci ha incatastato: come un Munaciello o un supereroe della Marvel

Senza categoria | 4 Giugno 2019

Nel mese di febbraio 2017 è apparso su YouTube un videoclip diretto da Francesco Lettieri e che oggi conta 17 milioni di visualizzazioni. Il singolo “Nove maggio” ha segnato la nascita di un mito per il pubblico più giovane in Italia e non solo.

Il rapper (per comodità possiamo definirlo tale) dall’identità sconosciuta, ha impiegato poco a solleticare interesse e curiosità di seguaci ma anche degli addetti ai lavori e giornalisti più o meno critici. Un piccolo monaciello incappucciato che ha capito bene come far parlare di sé, e che nel momento in cui sono cominciate le prime ipotesi ha pubblicato il secondo singolo intitolato “Tu t’e scurdat’ ‘e me.” Ma coprirsi di un velo di mistero non gli è bastato, ha confuso anche le idee. Viene infatti annunciata la sua partecipazione al Mi Ami nel maggio 2017, e sul palco però si presentano Calcutta, IZI, Priestess e DJ Shablo.

Arrivano pian piano in successione i singoli “Gaiola portafortuna”, “Me staje appennenn’ amò”, “Intostreet” e “Je te voglio bene assaje” su piattaforme streaming e YouTube, ma il momento decisivo per i fan è rappresentato dalla data del 3 maggio 2018, in cui Liberato annuncia un concerto sul Lungomare di Napoli in programma per soli sei giorni dopo, il 9 maggio appunto, alla Rotonda Diaz.

Si presentano ben 20.000 spettatori, ed esattamente un mese dopo Liberato si esibirà a Milano.  Poi sarà anche al Viva Festival in Puglia e al Sonar di Barcellona… L’immissione sul mercato è stata apparentemente sobria all’inizio, ma chi nuota nel variegato mare del Marketing poco avrà impiegato a capire che specie on line, promuovere qualcosa di nuovo attraverso lo strumento del teaser, funziona, e se alla strategia – anche quella social –  ci aggiungiamo forza e sostegno della narrativa, romanticismo, qualche parola straniera e sonorità contemporanee che strizzano l’occhio alla tradizione napoletana, il missaggio può andare solo a buon fine e a Liberato gli si può perdonare una non proprio fedele attenzione al napoletano scritto.

Ma perché questo ragazzo incappucciato ha catturato la nostra attenzione?

Ammettiamolo, sin da bambini ci abituano a personaggi enigmatici dotati di pseudonimi e poteri speciali. Chi leggendo fumetti, chi guardando i film dei supereroi Marvel, chi con i cartoni animati, siamo tutti concordi sul fatto che il mistero tiene alto l’interesse, affascina e stimola la curiosità. È la natura umana, e su certi principi il Marketing ha fondato le proprie basi.

Ed è proprio una attenta operazione di Marketing che lo scorso anno ha portato a una partnership con Converse (sì, le One Star Liberato, serie limitata lanciata per il concerto milanese), che quest’anno si è sublimata in un sito di merchandising e due pop-up store a Milano il 23 maggio e a Napoli il 25 maggio. Il ritorno di Liberato però è stato segnato da un progetto narrativo cross-mediale, che incrocia cinque brani del nuovo album (GuagliòOi MarìNunn’a voglio ‘ncuntràTu me fai ascì pazz’ e Niente). Si tratta di un cortometraggio in cinque capitoli diretti da Francesco Lettieri (Capri Rendez-Vous), che racconta una storia d’amore ambientata a Capri negli anni ‘70 arrivando fino a oggi. Dopo aver visto i cinque video, a chi non è venuta voglia di vedere un film di Lettieri?

Insomma, il progetto piace, funziona, è fresco ed innovativo anche semplicemente nelle canzoni che sono diventate già dei cult nonché colonna sonora di questi tempi. Tutto questo cambierebbe con un volto e un nome? Non lo si può dire, ma va benissimo così, perché complicarsi la vita?

Liberato aspetta i suoi fan a Roma il 22 giugno, ma non si conosce ancora la location. Con qualche piccolo ragionamento è ipotizzabile l’Ippodromo delle Capannelle ma bisogna attendere un suo segnale sui social.  Intanto i biglietti sono stati venduti già a migliaia, senza location. Miracoli di Liberato.

Auguriamoci che arrivi anche una nuova data napoletana. E magari anche un album registrato negli U.S.A. e, perché no, che il progetto diventi un case study di Marketing musicale.

Liberà, quasi quasi è meglio se inizi a parlare al tuo pubblico pure in inglese.

Annalisa Guida

 

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 4 Giugno 2019 e modificato l'ultima volta il 4 Giugno 2019

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