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FESTA AZZURRA

Il Napoli vince la Coppa Italia, la città esplode di gioia

Sport | 17 Giugno 2020

Dopo il rigore decisivo segnato da Milik, Napoli si è letteralmente riversata in strada. Sarà stata la repressione post lockdown, sarà stato che la Coppa Italia vinta ieri contro la Juventus ce la meritavamo tutta, certo è che stanotte le principali vie cittadine sono state prese d’assalto da tifosi ebbri di gioia.

Da Via Foria a Piazza Carlo III, passando per Corso Secondigliano, Piazza Municipio e la Fontana del Carciofo di Piazza Trieste e Trento: ovunque bandiere azzurre sventolate e portate in trionfo a suon di cori e caroselli. Dopo mesi di sofferenze e restrizioni forzate, ha prevalso la voglia dei Napoletani di riappropriarsi della propria Città e di godersi fino in fondo e nel modo migliore un momento di impagabile felicità tanto atteso e desiderato.

La Coppa Italia si tinge d’azzurro.

All’Olimpico di Roma, in uno stadio surrealmente vuoto e con un brutto pubblico “virtuale”, il Napoli ha vinto la sesta coccarda tricolore della sua storia battendo la Juventus per 4-2 ai calci di rigore. Sei anni dopo l’accoppiata Coppa-Supercoppa raccolta da Rafa Benitez, la bacheca del club azzurro è tornata nuovamente a riaprirsi, accogliendo il quarto trofeo dell’era De Laurentiis. Di questi, ben tre sono stati conquistati battendo in finale la Vecchia Signora bianconera.

I novanta minuti regolamentari si erano conclusi sullo 0-0. Ai punti, gli Azzurri avrebbero meritato di vincere ancor prima di giungere alla lotteria dagli undici metri, ma l’imprecisione di Milik e i legni colpiti da Insigne – su punizione – ed Elmas – miracolo di Buffon in pieno recupero – hanno rinviato l’incontro del destino tra il Napoli, il successo e la sua folle notte di festa.

Dal dischetto, Meret ipnotizza Dybala, mentre Danilo calcia alto. I ragazzi di Gattuso, invece, sono letali e precisi. Segnano tutti: Insigne, Politano, Maksimovic e Milik.

Ma la festa è globale, per i tifosi del Napoli, a cui hanno fatto seguito anche le congratulazioni istituzionali per il successo in Coppa Italia: dal Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca al Primo Cittadino Luigi De Magistris fino al Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora che, da tifoso partenopeo qual è, si è lasciato andare a un liberatorio e celebrativo “Forza Napoli”.

“Hai sbagliato Palazzo”

Che la serata potesse riservare piacevoli sorprese al nostro Napoli lo si era capito sin dal primo pomeriggio, quando è giunta la notizia del rinnovo fino al 2022 del contratto che legherà Dries Mertens al club partenopeo. Lo aveva celebrato, questo rinnovo, sulla sua pagina instagram, con un video commovente, pieno d’amore. Il cuore dei tifosi era già carico anche per questo.

Anche se al solito per i media nazionali Napoli-Juventus di Coppa altro non sarebbe stata che la serata di Cristiano Ronaldo, della prima finale italiana per il portoghese che, in gare come questa, è sempre stato decisivo e incisivo. Era stata descritta anche come la serata di Gigi Buffon e del suo trentesimo titolo in carriera. Peccato che la realtà è stata peggio del famoso bidone al posto del cuore.

L’ex Pallone d’Oro è stato praticamente avulso e impalpabile. Avrebbe dovuto calciare il quinto e decisivo penalty bianconero, ma la freddezza e la precisione degli Azzurri gli hanno impedito di tirarlo, costringendolo per la prima volta in carriera a mettere insieme due sconfitte consecutive in finale.

Infine quella di ieri avrebbe dovuto essere la serata della consacrazione e del riscatto di Maurizio Sarri che, appena un anno dopo aver rinnegato sé stesso firmando per la Juventus, è finalmente riuscito nell’impresa di far vincere un trofeo a quello che è stato (anche) il suo Napoli.

Ne saranno felici i tifosi bianconeri: abbiamo trascorso il lockdown inondati da promesse e slogan su di un mondo diverso in cui tutto sarebbe cambiato. Dove l’unica cosa immobile erano i pregiudizi verso il Sud. E invece, quasi quattro mesi dopo, la loro squadra continua a perdere le finali con disarmante puntualità.

Su di un muro della nostra Città, qualcuno ha scritto: “Hai sbagliato palazzo”. Mai frase fu più vera, adatta e geniale per descrivere lo stato d’animo dei vinti e l’enorme senso di appagamento di noi vincitori.

Il capolavoro di Gattuso

Definire come un miracolo questa sesta Coppa Italia del Napoli è sicuramente eccessivo, ma alla luce del preoccupante inizio di stagione la vittoria di stasera è senz’altro un capolavoro che porta la firma di Gennaro Gattuso.

Per Ringhio si tratta del primo successo da allenatore, raccolto dopo essere subentrato sulla panchina azzurra lo scorso dicembre. Da quel momento in poi, l’ex centrocampista del Milan ha rivoltato la squadra come un calzino, restituendo ordine e certezze ad un gruppo di calciatori allo sbando e vittima (anche) dei suoi stessi atteggiamenti autolesionistici.

In tal senso, il percorso in Coppa Italia ne è una lucida e nitida testimonianza: al di là del modesto Perugia eliminato negli ottavi di finale, gli Azzurri sono arrivati fino in fondo alla competizione facendo fuori Lazio, Inter e Juventus – le prime tre squadre dell’attuale classifica del campionato di Serie A – e subendo soltanto un gol.

Un percorso netto e convincente, che esalta e consacra le capacità, l’umiltà e la straordinaria dedizione al lavoro del tecnico calabrese che, al di là del retorico simbolismo di grinta e rabbia, ci restituiscono il ritratto di un uomo e di un allenatore che, giorno dopo giorno, appare sempre più tagliato su misura per una realtà e una squadra come il Napoli.

E soprattutto ci restituiscono un sorriso, una gioia, alla città: mancava da troppo.

Antonio Guarino

I nostri video e i nostri live a cura di Sergio Valentino e Federico Hermann.

La foto è di Ciro Giso.

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 17 Giugno 2020 e modificato l'ultima volta il 18 Giugno 2020

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