fbpx
venerdì 10 luglio 2020
Logo Identità Insorgenti

FESTIVAL DI CASAMARCIANO

“Inferno Neapolitano”: quando Napoli cacciò l’inquisizione

Arte e artigianato, Battaglie, Beni Culturali, Cultura, Eventi, Identità, NapoliCapitale, Storia, Teatro | 2 Settembre 2015

Inferno neapolitano

Napoli, si sa, è una città fiera e, sempre, nel corso della sua storia millenaria, ha difeso con coraggio e decisione la sua indipendenza, le sue tradizioni e la sua identità religiosa pregna di figure mitologiche e riti pagani.

Le origini di queste affondavano le loro radici nella religione greca e egiziana, che raggiunge e conquista Neapolis e Pompei durante il periodo romano.

Sono queste le premesse dello spettacolo “Inferno Neapolitano. Storie di streghe, maghi, donne e madonne nella città della Sirena” in programma stasera al parco archeologico urbano di Nola nell’ambito del Casamarciano Teatro Festival.

Il festival organizzato dal comune di Casamarciano e giunto alla sua quinta edizione, ha aperto ieri i battenti con uno spettacolo sulla storia di Peppino Impastato, e proseguirà fino al sei settembre con una serie di pièce teatrali che hanno come obiettivo la valorizzazione di un territorio, terra di lavoro, che troppo spesso negli ultimi decenni è stato abbandonato a se stesso.

Quale strumento migliore del teatro per riportare al centro dell’interesse dei cittadini la cultura. Lo spettacolo “sociale” per eccellenza in cui il pubblico non fatica a riconoscersi soprattutto se sulla scena sono le storie e le tradizioni del nostro sud ad essere raccontate.

Ed è proprio il caso di “Inferno Neapolitano” uno spettacolo, curato dall’associazione Mani e Vulcani che mette in scena la rivolta napoletana contro l’inquisizione spagnola.

Siamo nel 1699 e in Europa imperversa l’inquisizione spagnola che manda ogni santo giorno, al rogo soprattutto donne con l’accusa di essere streghe o di esercitare la stregoneria.

Quando l’inquisizione tenta di estendere la sua longa manus su Partenope imponendo le proprie regole religiose e morali, la città non ci sta ed insorge difendendo strenuamente la propria indipendenza religiosa.

Lo spettacolo ripercorre il perchè di questo rifiuto netto e soprattutto quali sono le figure che hanno influenzato la religiosità alquanto anomala dei napoletani come il poeta- mago Virgilio.

Uno spettacolo che promette di essere anche una indagine sull’incredibile serie di riti, credenze, santi, madonne, streghe e maghi che fanno sentimento religioso dei napoletani uno strano misto di sacro e profano che convivono in maniera straordiariamente armonica dando sempre e comunque ai figli di Partenope un santo a cui votarsi.

Simona Sieno 

Un articolo di Simona Sieno pubblicato il 2 Settembre 2015 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

Articoli correlati

Arte e artigianato | 4 Giugno 2020

CENTRO STORICO

Incontro con Salvini: le voci degli artigiani che si dissociano

Arte e artigianato | 4 Maggio 2020

LA MOBILITAZIONE

San Gregorio Armeno, la protesta degli artigiani

Arte e artigianato | 30 Aprile 2020

IL DRAMMA

Gli artigiani di San Gregorio Armeno: distanziamenti qui impossibili, aiutateci o sarà la fine

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi