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Il flop di Salvini a Napoli: tra appuntamenti saltati e fischi dei napoletani

Razzismo | 6 Giugno 2020

Un flop assoluto la visita di Matteo Salvini a Napoli. Che ha fatto molto più rumore di quando i movimenti partenopei  in passato lo hanno contestato (cosa sempre accaduta fino a ieri, quando invece risultavano tutti clamorosamente assenti). Come sosteniamo da tempo Salvini si batte con armi mediatiche, non con la violenza. Paradossalmente meglio nessun corteo organizzato.

Ma che fine hanno fatto i movimenti antisalviniani? Fatta eccezione per i soliti noti, che ormai si sono conquistati le poltrone nell’amministrazione comunale e dunque fanno i rivoluzionari a contratto, gli altri sono impegnati in altre battaglie in questo momento. Solo oggi ad esempio sono indette tre manifestazioni a Napoli, tra precari, studenti. ambientalisti e antirazzisti che si sposteranno da una piazza all’altra della città.

Dalle contestazioni dividenti degli scorsi mesi, quando Salvini era ministro, paiono passate intere ere geologiche (salvo per il fatto che il movimento tutto si compatta quando c’è da impedire all’Opg di portare in piazza le bandiere di Potere al popolo: il potere al popolo evidentemente logora chi non è in grado di costruire alternative politiche dignitose per questa città. Perché i movimenti di Napoli sono molto democratici, si sa…).

Comunque a questo collettivo di scrittura di Identità Insorgenti, il compito di rompere le scatole anche stavolta: soprattutto agli artigiani di San Gregorio Armeno, salvati in corner dal buttarsi nelle braccia del pescecane Salvini. Sicuramente il nostro criticarli aspramente, raccogliendo le voci di tanti validissimi artigiani delle aree del centro, disgustati da questa scelta dell’associazione delle botteghe di San Gregorio che aveva ceduto alle pressanti richieste del leader del Carroccio ha contribuito – lo scrivono loro stessi in modo sgrammaticato – a evitare questo abbraccio mortale. E a salvare in corner la faccia all’artigianato artistico partenopeo. Come scrivono centinaia di lettori nei commenti al nostro pezzo di ieri in cui annunciavamo l’annullamento.

L’effetto finale, il fatto che gli artigiani abbiano annullato loro stessi l’incontro, resta comunque un fatto positivo. Ora ci auguriamo che il governatore Vincenzo De Luca dia spazio non solo a loro ma a tutti gli artigiani presepiali e non della nostra città, categoria tra le più in difficoltà.

Per il resto – a parte qualche imprenditore tristemente ignoto che fa l’amico del sindaco da una parte e che alliscia Salvini, incontrato ieri, dall’altra e che si voleva fare capofila della protesta dei ricchi senza riuscirci – a contestare l’odiato leghista ci hanno pensato i napoletani. Si, i soliti napoletani. Quelli che non si fanno abbindolare dal volto ripulito di un razzista antimeridionale. Quelli che non dimenticano chi è davvero.

 

E così ieri, tra fischi e pernacchi dai balconi e parolacce in lingua, hanno fatto si che l’omaggio a Salvini al poliziotto Apicella, morto in un inseguimento, a Capodichino, durasse appena un minuto. Un solo minuto. E speriamo sia l’ultimo di Salvini a Napoli.

Lucilla Parlato

Video: Amelia Barone

Ph Salvatore Laporta /Kontrolab

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 6 Giugno 2020 e modificato l'ultima volta il 6 Giugno 2020

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