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IL FILM DI MARTONE

Recanati festeggia la pellicola del regista napoletano su Leopardi, con Elio Germano

Cinema, Eventi | 9 Ottobre 2014

martone leopardi

 

Sabato 11 ottobre Recanati vivrà la notte del Giovane Favoloso: tornerà in pieno Ottocento per una festa organizzata dall’amministrazione comunale e dall’Amat per l’arrivo sul grande schermo del film dedicato a Giacomo Leopardi, proiettato in anteprima nazionale il 12. Con Elio Germano protagonista, il film è in programma nel pomeriggio di domenica alla presenza del regista e del cast.


Il film, del regista napoletano Mario Martone, ha ricevuto a Venezia dove stato presentato alla 71ª Mostra internazionale d’arte cinematografica, grandi apprezzamenti ed è stato candidato al Leone d’Oro.

“La sceneggiatura attinge agli scritti di Leopardi e all’insieme del suo epistolario – ha spiegato Martone – L’interesse non è per l’aneddoto: la vita di Leopardi è tutt’uno con la sua scrittura, non c’è un suo verso, non c’è un suo rigo che non sia autobiografico. Affrontare la vita di Leopardi significa svelare un uomo libero di pensiero, ironico e socialmente spregiudicato, un ribelle, per questa ragione spesso emarginato dalla società ottocentesca, un poeta che va sottratto una volta e per tutte alla visione retorica che lo dipinge afflitto e triste perché malato. Il giovane favoloso vuole essere la storia di un’anima, che ho provato a raccontare, con tutta libertà, con gli strumenti del cinema”.

Ambientato tra Recanati, Firenze e Napoli, il Giovane Favoloso, ha spiegato Repubblica quando il film è stato presentato, è un’operazione anche di “riabilitazione”. Leopardi visto come un ribelle non è una lettura banale: “Intellettuale di levatura straordinaria e uomo dall’intelligenza superiore, talmente sensibile e avanti per i suoi tempi da aver gettato le basi per il dialogo moderno sul rapporto tra l’uomo e la natura e tra fede e scienza, che, confinato nella piccola e provinciale Recanati, ha dovuto scontrarsi fin da subito con l’ottusità della gente, sempre spaventata e diffidente nei confronti di chi è diverso, sia nel fisico che nel pensiero. Un’ostilità che nel caso di Leopardi non proviene solo da parte delle menti più semplici: anche gli intellettuali dell’epoca guardavano con diffidenza a quell’uomo così strano eppure così geniale, una figura per loro icomprensibile di cui provavano paura e soprattutto invidia, come spesso succede in un paese dove tutti si sentono grandi mattatori su un palcoscenico”.

Adesso, dopo i riconoscimenti ricevuti dalla città nativa di Leopardi, ci aspettiamo che anche Napoli, la città nativa di Martone, città a cui il poeta di Recanati era legatissima, sappia riservare al film la giusta accoglienza.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 9 Ottobre 2014 e modificato l'ultima volta il 9 Ottobre 2014

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