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FOLLIA NAPOLI

Notte bianca, concerti annullati. Il Comune non si è dato i permessi. Artisti furiosi. De Majo sotto accusa

Cultura | 15 Dicembre 2019

Nessun concerto ieri sera nel centro storico di Napoli. Del tutto fallita la festa che ha visto come direttore artistico Gianfranco Gallo. Il quale si era speso tantissimo – e a titolo gratuito – per questo evento,  la notte bianca del centro storico, che ormai si svolge da 7 anni. Anzi, diremmo, si svolgeva. Almeno fino a quando Napoli aveva un assessore alla cultura che sapeva “trattare” la materia amministrativa. Con  Nino Daniele nei sei anni precedenti non c’è mai stato un intoppo. Invece ieri sera alla presenza del sindaco e dei vari assessori “preposti” (e neofiti) si è scoperto che non c’erano le autorizzazioni. Cioé che il Comune non si era auto-autorizzato, dato che era un evento promosso dal comune stesso e dalla municipalità. E questo nonostante la serata fosse stata annunciata e preannunciata – con tanto di conferenza stampa e foto ricordo con Gallo, il presidente della II Chirico e l’assessore alla cultura, quello nuovo: l’imbarazzante Eleonora De Majo, con deleghe a cultura, turismo e Grandi Eventi.

“Pensavo di aver visto tutto a Napoli, stasera si è toccato il fondo – sfoga Gallo, sul suo fb, furibondo –  La Notte d’Arte per la quale ero stato chiamato come direttore artistico e per la quale tantissimi artisti si erano messi a disposizione ed erano già sul palco, è stata vietata per tutta la parte dei concerti. Motivo? Permessi mancanti , burocrazia, Nulla. Io non so di chi sia la colpa ma, una volta che la festa per il Popolo stava per cominicare , non si poteva trovare una soluzione? C’erano le autorità e vari rappresentanti della polizia urbana, non si poteva risolvere? C’erano il sindaco, gli assessori. Quanto ancora questa città dovrà far scappare via artisti e uomini di buona volontà? Si concedono concerti a piazza plebiscito, passaggi di carrozze per i matrimoni di chissà chi, volgarissime serenate alle finestre, si ferma una notte bellissima e piena di gioia , dedicata all’inclusione , all’abbattimento di qualsiasi muro. Stasera non si è alzato un muro , si è frantumato, restano le macerie di questa allucinante città. Ringrazio tutti quelli che erano venuti e tutti gli artisti , da Tony Esposito a Maldestro, ai più giovani, ringrazio Peppe Quintale che chiamato da me aveva preso un aereo a sue spese per essere presente sul palco, ringrazio Maurizio De Giovanni che sono riuscito a fermare in tempo, ringrazio anche tutti quelli che avevano collaborato per la parte artistica. A Francesco Chirico presidente della Municipalità, ragazzo appassionato e forse un po’ ingenuo , dico: ti conviene fare politica qui? Ai miei concittadini invece dico: ecco perchè qualche artista va via. Certo io non ho nessuna colpa ma mi sento responsabile, come napoletano, della via che ha preso la mia città.

E comunque oltre agli artisti vi siete persi un’idea, una visione, un punto di vista. Su quel palco avevo portato artisti emergenti ed in scaletta li avevo mischiati a quelli piu’ noti, senza relegarli nel solito ghetto, ci ero riuscito. Avreste pure ascoltato un cittadino curdo che era venuto a parlare di quello che accade al suo popolo, avreste sentito il rappresentante di Amref parlarci di extracomunitari, avreste ascoltato e visto cose nuove e illuminanti. Una squadretta di incolpevoli vigili, ve lo ha vietato”.

Incapace a tutto: la neo assessorA de Majo

Ma non solo: nei tanti commenti sotto al post,  Gallo rivela anche che pur essendo tutti presenti in piazza, sindaco e assessori, nessuno si è mosso nè – peggio ancora – ha pensato di assumersi responsabilità e di scusarsi (tranne Chirico che invece è salito sul palco per spiegare al pubblico perché non se ne faceva più niente, rispendendo 10mila persone a casa, di sabato sera!).

“Credo che si sarebbe potuto risolvere, al di là di chi è stato superficiale. Era tutto a norma, palco montato dal Comune. Non c’è stata volontà” scrive Gallo nei commenti, dove poi osserva che “la vicenda è una sola: non si ha rispetto per gli artisti. Avrebbero dovuto risolverla, erano tutti lì. Quando vogliono fanno tutto. In più non sono nemmeno venuti a salutare e a scusarsi. In fondo erano solo artisti (intervenuti gratis per la città)”.

E ora qualcuno scrive a Gallo che la sua colpa è quella di aver voluto ridare dignità a questa città, dando credito a questi interlocutori,  incapaci…. una battaglia persa.

Minimizza Chirico, perché comunque negozi e spazi culturali erano aperti e la gente per strada c’era lo stesso. Proprio Chirico spiega che la mancata serata è stata causata dall’incompleta documentazione dell’Associazione di Promozione Sociale coorganizzatore dell’evento con la Municipalità che è andata a scontrarsi col mancato supporto degli uffici preposti. Chissà quali…

E minimizzano altri elementi di Dema, sottovalutando che quanto accaduto ieri nel centro storico di Napoli è lo specchio di una città in sfacelo dove anche chi si rimbocca gratuitamente le maniche armato di buona volontà non ha speranze di successo… un disastro, insomma, una barzelletta che non fa ridere… un assessore alla cultura che non si preoccupa di accertarsi che sia tutto in regola, incapace di far dialogare gli uffici comunali, di sincerarsi che ci fossero tutti i permessi (mancavano quelli per il pubblico spettacolo!!!) è la conferma drammatica del pressappochismo di questa amministrazione, ormai governata da ragazzini senza alcuna competenza amministrativa nè umiltà.

E il punto è che non solo nessuno si è scusato con gli artisti.

Il punto è che nessuno si è scusato nemmeno, e soprattutto, con Napoli.

Ps: Qui non si attacca nessuno senza conoscenza dei fatti. Si evitano dietrologie e speculazioni.
É una questione di conoscenza della macchina amministrativa e di tempi di azione e reazione. Se si dá corso al procedimento amministrativo nei tempi giusti, non c’é boicottaggio possibile senza responsabilità certe. Un evento non si organizza da un giorno all’altro, sia dal punto di vista artistico che da quello burocratico. I permessi sono condizione preliminare, non atto conclusivo.
Delle due l’una. Se il Comune, per il tramite dell’assessore competente, si è mosso in tempo ed é stato boicottato, lo dimostri con le carte protocollate e pretenda la punizione dei responsabili. Se i protocolli non sono stati rispettati, pretenda le dimissioni dell’assessore e di chi altri competente.

Lucilla Parlato

 

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 15 Dicembre 2019 e modificato l'ultima volta il 16 Dicembre 2019

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