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FOLLIE EXPO

L’ultimo appalto di un milione per nascondere le opere incompiute

Infrastrutture e trasporti, Italia | 18 Marzo 2015

expo incompiute

La parola è elegante, caomuflage. In pratica significa camuffamento. E si riferisce alle opere incompiute di Expo. Lo raccontano sul Fatto quotidiano Gianni Barbacetto e Marco Maroni. L’ultimo bando Expo, da un milione e 100 mila euro serve a allestire alcune “scenografie teatrali” che serviranno a coprire tutte le opere non completate di Expo. L’ennesima presa in giro di Matteo Renzi che appena cinque giorni fa, visitando al volo i cantieri dell’esposizione universale, aveva rilasciato una dichiarazione per la stampa compiacente: “Ce la faremo”. Noi di Identità Insorgenti avevamo denunciato, il 28 febbraio scorso, in un articolo di Lorenzo Piccolo, che solo il 9 per cento delle opere era stato completato. Adesso arriva la verità: il bando che servirà a nascondere la polvere sotto il tappeto del disastro compiuto con Expo.

Un bando, quello del camouflage, adattabile alle esigenze: ossia dove bisognerà “mascherare” opere non complete là bisognerà lavorare. 100mila euro a metro quadro. E dunque, facendo un rapido conto, si tratterà di 11mila metri quadrati da “coprire”. Certo è che sul sito ufficiale si è deciso di bloccare l’aggiornamento dello stato dei lavori, confermando la scarsa trasparenza e l’indecente sperpero di denaro pubblico in corso. Poco ci manca che tra poco metteranno il segreto di stato sui lavori di Expo, a poco più di un mese dall’apertura ufficiale.
Al momento alla voce “dati cruscotto”, aggiornata a una settimana fa, possiamo scoprire solo che su 24 cantieri previsti ne sono stati completati appena due: quello dell’Expo center, cioè la porta di ingresso, e quello del campo base, dove alloggiano le maestranze.

Siamo in alto mare, insomma, visto che l’edificio prioritario di Expo, Palazzo Italia (data prevista per la consegna esattamente tra un mese) non rispetta la tabella di marcia prevista: ad esempio la pannellatura doveva essere completata entro il 16 dicembre e si sta ancora lavorando su questo aspetto, tutt’ora, tre mesi dopo lo step indicato.Senza contare, come raccontano i giornalisti del Fatto, che per alcuni lavori di padiglioni esteri la consegna è prevista mesi dopo l’inizio di Expo. Anche per loro probabile il camouflage. Perfetta metafora di questo Paese di questo Paese incapace anche di mascherare l’incapacità della propria classe dirigente, che si prepara a vivere una delle figuracce internazionali più indecenti della sua recente storia.

Lucilla Parlato

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 18 Marzo 2015 e modificato l'ultima volta il 18 Marzo 2015

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