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FOLLIE LOMBARDE

La Moratti vuole distribuire i vaccini in base al pil. Nel giorno in cui l’Oms lancia l’allarme sui paesi poveri

Italia | 19 Gennaio 2021

Proprio ieri Tedros Adhanom Ghebreyesus direttore dell’Oms, l’organizzazione mondiale per la sanità, ha lanciato l’allarme. Nella distribuzione dei vaccini per il Covid-19 “il mondo è sull’orlo di un catastrofico fallimento morale e il prezzo di questo fallimento sarà pagato con vite e mezzi di sussistenza nei Paesi più poveri del mondo”, ha detto Ghebreyesus secondo quanto riporta la BBC. “La promessa di un accesso equo è a serio rischio”.

La Moratti: vaccini da distribuire a Regioni con pil più alto

L’Italia, dal canto suo, brilla invece per le idee in merito da parte del neoassessore alla sanità della regione Lombardia, Letizia Moratti, in una lettera rivolta al commissario alla Salute Domenico Arcuri.

La Moratti, nel suo nuovo ruolo, ha subito proposto vari criteri per la distribuzione dei vaccini in Italia tra i quali il contributo regionale al pil nazionale e alle regioni che hanno più imprese e che dunque sono più ricche.

Contributo che le Regioni danno al Pil, insieme a parametri quali mobilità, densità abitativa e zone più colpite dal virus.

Il riferimento al Pil come uno dei criteri per la ripartizione delle dosi di vaccino anti-Covid suggeriti nella lettera al commissario Arcuri, secondo quanto specificato poi dal suo entourage, è legato alla richiesta di una “accelerazione nella distribuzione dei vaccini in una Regione densamente popolata di cittadini e anche di imprese, che costituisce una dei principali motori economici del Paese. Il concetto – spiegano dall’assessorato – non è quello di dare più vaccini alle Regioni più ricche” ma “se si aiuta la ripresa della Lombardia, si contribuisce in automatico alla ripresa dell’intero Paese”.

Insomma l’idea è di  “mettere in sicurezza le attività produttive”, usando la vaccinazione per imprimere un’accelerazione alla stessa. In poche parole: se sei nato su un suolo dove ci sono più imprese campi, in caso contrario puoi anche morire di covid tanto non se ne accorgerà nessuno.

Il richiamo del ministro Speranza alla Costituzione

Un’idea alla quale ha risposto, stigmatizzano, il ministro della salute Roberto Speranza: “Tutti hanno diritto al vaccino indipendentemente dalla ricchezza del territorio in cui vivono. In Italia la salute è un bene pubblico fondamentale garantito dalla Costituzione”.

Evidentemente Letizia Maria Brichetto Arnaboldi coniugata Moratti, pur essendo laureata in scienze politiche ha dimenticato questo fondamentale articolo della carta costituzionale o più probabilmente lo ha volutamente ignorato dal momento che per molti esponenti della sua area politica la costituzione rappresenta un mero ostacolo da aggirare o modificare a proprio uso e consumo.

Chi è Letizia Moratti

Ma chi è il nuovo assessore lombardo che, fresco di nomina, ha esordito chiedendo la sospensione della zona rossa nella sua regione, che tutt’oggi detiene il drammatico record di morti quotidiani e contagiati?

Letizia Moratti nella sua poliedrica carriera politica ha ricoperto vari ruoli di grande rilevanza. E’ stata la prima presidente Rai donna, il primo sindaco donna.

Dal ’94 al ’96 è presidente della Rai durante il governo Berlusconi, periodo caratterizzato da forti tensioni nel cda, mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati e da decisioni discusse e per alcuni arbitrarie come il licenziameto dell’ allora direttore generale Raffaele Minicucci.

Nel ’98 diventa presidente dell News Corp Europe di proprietà di Rupert Murdoch (editore della tv filotrumpiana Fox News).

La riforma Moratti sulla scuola favorì un sistema di privilegi

Dal 2001 al 2006 ricopre il ruolo di ministro dell’istruzione sotto il governo Berlusconi promulgando una riforma della scuola da più parti criticata per i limiti che ha posto al dovere dello stato di istruire in maniera libera e generale i propri cittadini a prescindere dal ceto sciale.

La riforma ha favorito un’istruzione più vicina all’addestramento che alla formazione culturale e di fatto creato un sistema che privilegia chi si può permettere un’istruzione privata di eccellenza, alla faccia del diritto allo studio sancito dalla costituzione.

Costretta dalla Corte dei Conti a risarcire il comune di Milano

Ma il meglio di sé la Moratti lo ha dato ricoprendo la carica di sindaco di Milano nel periodo 2006-2011 alternando la sistematica assenza alle sedute del consiglio comunale alla discutibile e sanzionata gestione di licenziamenti di dirigenti del comune e nomine di personaggi interni alla sua cerchia spesso privi di titoli per ricoprire gli incarichi loro affidati.

Quando ancora ricopriva il suo incarico al Comune di Milano, nel 2007, Letizia Moratti fu indagata per presunto abuso d’ufficio a causa di alcune pratiche messe in atto durante il suo primo anno di mandato. L’inchiesta divenne nota su tutti i giornali col nome di «consulenze d’oro»: Moratti era accusata di aver indotto al pensionamento diversi dirigenti del Comune per far posto a nuove nomine e di aver poi affidato gli incarichi a molti consulenti esterni, una sessantina, di cui 11 erano considerati sospetti.

Nel 2009 ci fu da parte della Corte dei conti una prima condanna di risarcimento al Comune di Milano per oltre 350mila euro, perché gli incarichi esterni erano stati affidati illegittimamente a persone non laureate e perché l’ufficio stampa era stato sovradimensionato fino a raggiungere un numero di addetti non giustificabile.

L’inchiesta accertò gli illeciti amministrativi

L’inchiesta venne poi archiviata nel 2010, perché nonostante le modalità per rimuovere i dirigenti dagli incarichi fossero state secondo il giudice «censurabili», secondo i giudici non erano stati commessi reati. Rimanevano però gli illeciti amministrativi: dopo un ricorso della Procura regionale della Lombardia che riteneva troppo bassa la cifra calcolata nel 2009, la Corte dei conti centrale nel 2017 condannò Moratti e altri membri della sua giunta a risarcire il Comune di Milano per il danno economico creato con le assunzioni in eccesso.

Letizia Moratti venne condannata a versare oltre 591mila euro per aver dato incarichi dirigenziali a persone non laureate, con una perdita per il Comune di circa 1 milione e 900mila euro, e per aver pagato troppo alcuni addetti stampa, per una perdita di circa 1 milione. Moratti fece ricorso alla Corte di Cassazione, che lo respinse alla fine del 2018, condannandola a pagare. Da dieci anni, dopo la sconfitta contro Sala, si era ritirata dalla vita politica. Ora questo rientro, sempre sul filo di progetti del tutto discutibili.

Il governatore De Luca: “Dichiarazioni a un passo dalla barbarie”

Alle idee della Moratti sui vaccini distribuiti alle regioni più ricche, risponde duramente Vincenzo De Luca, governatore della Campania: “Leggo con sconcerto le affermazioni della signora Moratti a sostegno di una distribuzione di vaccini legata al Pil delle diverse regioni. Si fa fatica a credere che si possa subordinare l’uguale diritto alla vita di tutti, a dati economici. “Si direbbe che siamo a un passo dalla barbarie – conclude De Luca -. La signora Moratti è persona intelligente e civile. Mi auguro che voglia chiarire che si è trattato di un’affermazione non meditata, che non risponde alle sue convinzioni”.

La questione morale relativa ai vaccini ha a che fare con la pacifica convivenza globale

La questione morale relativamente ai vaccini covid è di fondamentale importanza per il senso stesso della comune e pacifica convivenza dei popoli a livello globale. Tornando alle parole del capo dell’Organizzazione mondiale della sanità, al momento più di 39 milioni di dosi di vaccino sono state ora somministrate in almeno 49 paesi a reddito più alto. Solo 25 dosi sono state somministrate in un paese a reddito più basso. Non 25 milioni; non 25mila; solo 25″, ha detto Tedros all’apertura della riunione del consiglio esecutivo dell’OMS.

La corsa alla cura, insomma, si è trasformata nella corsa all’oro e la distribuzione dei vaccini è stata caratterizzata da un ordalico accaparramento che vede nazioni ricche come il Canada aver prenotato dosi per sei volte il numero della popolazione e paesi poveri completamente tagliati fuori nonostante il piano Covax elaborato da WHO per arginare la barbarie.

In piccolo in Italia abbiamo assistito ad una prima distribuzione dei vaccini fatta con discutibili criteri: tralasciando  dati demograficie privilegiando il centro- nord rispetto ad aree più densamente abitate del sud.

Fa specie dunque che la Moratti, visti i suoi trascorsi istituzionali tutti discutibili, abbia anche la faccia tosta di fare la maestrina che dispensa soluzioni strampalate maturate nei salotti della Milano bene. Evidentemente il popolo italiano dimentica in fretta.

Ma un popolo senza memoria è un burattino nelle mani della propaganda e ci troviamo di fronte a paradossi di partiti come la Lega che hanno sottratto truffaldinamente 49 milioni di euro alla collettività fare i paladini del popolo.

Fortunatamente la costituzione italiana, una delle poche cose buone di questo paese, anche se mai attuata in pieno, pone, ancora per il momento, un freno a disegni di governo autoritario e mercantile della sfera pubblica.

Per quanto riguarda il senso morale, siamo già con un piede nella fossa.

Federico Hermann

Un articolo di Federico Hermann pubblicato il 19 Gennaio 2021 e modificato l'ultima volta il 19 Gennaio 2021

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