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FOOTBALL LEAKS

Alla vigilia di Napoli-Psg, ecco perché i francesi dovrebbero già essere fuori Champions

Sport | 5 novembre 2018

Martedì l’attesissima sfida tra Napoli e Psg. I francesi rischiano l’esclusione dalla Champions. Esclusione che sarebbe già dovuta avvenire, d’ufficio, anni fa. Perché il club parigino ha violato le regole del fair play finanziario e non avrebbe potuto accedere da anni alla competizione.
Lo rivelano i documenti di Football Leaks rilanciati da Der Spiegel in Germania e da l’Espresso in Italia.
E le regole non sono state applicate grazie alla complicità di due uomini fino al 2016 ai vertici dell’UEFA: il presidente Michel Platini e il suo segretario generale Gianni Infantino.

Il fair play nasce per impedire il cosiddetto doping finanziario nel calcio.
Con l’ingresso di emiri e sceicchi, i quali non è dai fatturati dei club che traggono i guadagni ma che vedono nel calcio solo un mezzo per altri fini, il mercato si è dopato a danno esclusivo di tutte le altre squadre. Valutazione dei cartellini e ingaggi fuori dal reale danneggiano tutto il sistema e tutte le categorie.
Ecco che la norma, a tutela di tanti club minori e non solo, prevede in sostanza l’obbligo del pareggio di bilancio, consentendo solo un lieve sforamento annuo.
Non puoi spendere più di quanto guadagni, in parole povere. Altrimenti bari.
Ma fatta la legge, trovato l’inganno. Il Psg (ma anche il City) si attiva subito gonfiando le sponsorizzazioni, dichiarando guadagni stratosferici tali da giustificare acquisti e ingaggi monstre.
Ma come si fa a dire che che i bilanci erano truccati? Che le sponsorizzazioni non erano reali?
Sono proprio questi documenti a rivelarlo.
L’UEFA, si scopre, indaga nel 2013 su un contratto di sponsorizzazione tra il PSG e l’Ente del Turismo del Qatar, la QTA.
Un accordo quinquennale da 1075 miliardi di euro.
200 milioni l’anno senza nemmeno mettere il logo sulla maglietta.
Un affare. Almeno 7 volte di più di quanto costa sponsorizzare il Real Madrid o il Barcellona, e lì il logo te lo fanno mettere.
Le indagini portano ad accertare però che la QTA è un’azienda “controllata”, richiamabile alla stessa proprietà del PSG, il regime del Qatar.
In pratica si stavano sponsorizzando da soli. Quando si scopre questo tipo di “magagna”, la norma prevede che il contratto venga iscritto al suo reale valore di mercato, e per questa valutazione viene incaricata una società esterna, la Octagon.
Risultato? Quel tipo di sponsorizzazione vale 3 milioni l’anno, non 200.
Il Psg a questo punto dovrebbe essere fuori per aver eluso le regole.
Ma Platini e Infantino, che davanti ai microfoni professano il pugno duro contro tutti i club, si incontrano in gran segreto a Nyon (febbraio 2014) con il presidente Al Kelhaifi e Blanc, suo braccio destro.
Non è di poco conto ricordare che il figlio di Platini, Laurent, da anni lavora per una società degli sceicchi.
Il risultato è che il PSG non viene deferito e l’UEFA concede di iscrivere a bilancio il contratto farsa con la QTA per un valore di 100 milioni l’anno, anziché i precedenti 200. Quanto bastava per farlo rientrare nelle regole.
Una scelta che portò alle dimissioni del capo degli investigatori Brian Quinn sostituito prontamente dall’italiano Umberto Lago, che dopo aver siglato l’accordo con il PSG andrà poi a fare il consulente per il Milan sul tema fair play finanziario.

E’ questo è solo quello che riguarda i francesi. Ma ce n’è per tutti.
http://espresso.repubblica.it/inchieste/2018/11/02/news/operazione-super-league-cosi-le-grandi-squadre-si-sono-comprate-il-calcio-europeo-1.328263?ref=HEF_RULLO&fbclid=IwAR3_sFjj0W16-XHU6d7v-VkH9x9Qi5cJ32hyV5EGrOR9YGeVGBa6V5vr-iM
Questo è lo scenario attuale e questa è la squadra che andremo ad affrontare.
Un impero politico ed economico occasionalmente in calzoncini e magliette.
Questo sono loro.
E noi siamo chiamati a dirgli che il potere del petrolio può funzionare nelle stanzette di Nyon ma al San Paolo no; a Napoli no.
E ci proveremo, con tutte le nostre forze.

Maurizio Zaccone

Lucilla Parlato

Giornalista da sempre, ho iniziato a Napoli per poi emigrare a Roma, dove ho lavorato nella carta stampata, in tv a Mediaset e sul web a Sherpa-Tv (web tv di area Pd) oltre ad aver svolto negli ultimi anni capitolini ruoli di capo ufficio stampa in diverse istituzioni. Poi sono tornata a casa, a Napoli, cinque anni fa per fondare Identità Insorgenti, con un gruppo di amici, uniti dalla volontà di offrire un’altra narrazione del Sud.

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