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Frattamaggiore: “Giù le mani dall’istituto E. Fermi”

News | 17 Novembre 2017

La pioggia non ferma i manifestanti che a Frattamaggiore (Na), scendono in piazza per protestare contro la decisione dell’amministrazione di ridisegnare la geografia degli istituti scolastici sul territorio.

A mostrare cartelli e striscioni dinanzi alla sede comunale ci sono i bambini, i genitori e gli insegnanti dello storico istituto “E. Fermi”, i quali sperano di poter incontrare il primo cittadino Marco Antonio Del Prete. La richiesta è semplice e decisa: non vogliono lasciare la struttura che, da cinquantanni circa, accoglie alunni della scuola dell’infanzia e primaria.

Per comprendere le motivazioni di tale decisione, bisogna partire dalla scelta di trasferire alcune classi del prestigioso e finora “vagabondo” istituto superiore “F. Durante”. L’affitto delle sedi succursali utilizzate negli anni è stato sempre motivo di ingente spesa pubblica a vantaggio di privati. L’idea di trasferire il Durante nella struttura comunale di via sen. Pezzullo, oggi sede della scuola secondaria di primo grado “G. Genuino”, implicherebbe l’incasso del canone di affitto che, in tal caso, andrebbe ad arricchire non più soggetti privati, proprietari degli immobili finora ospitanti, ma le casse comunali.

Ceduti questi spazi, gli alunni della Genoino verrebbero trasferiti stabilmente presso le strutture della scuola “E. Fermi”, in via P. Mario Vergara, in coabitazione con alcune classi della scuola dell’infanzia che già occupa i locali della stessa. Ci sarebbero, certamente, altre strutture scolastiche disponibili, ma il Fermi, stando a quanto dichiara l’amministrazione, è l’unico istituto ad avere una palestra adeguata ad accogliere gli studenti della secondaria di primo grado.

Alunni che vengono, alunni che necessariamente vanno: le classi della scuola primaria del plesso in questione dovrebbero, infine, essere dislocate tra la sede scolastica “M. Stanzione”, situata nella parte opposta della città, e i plessi di via Rossini e via Siepe Nuova.

Non è semplice districarsi nel gomitolo di strade e plessi interessati da questa ridistribuzione degli istituiti ed è altrettanto complicato trovare un punto d’incontro tra le scelte dell’amministrazione e il desiderio dei manifestanti.

Si fa necessario, allora, un atteggiamento di maggiore chiarezza da parte del sindaco e dell’amministrazione per mettere a tacere, innanzitutto, quelle voci che ipotizzano l’esistenza di interessi ad personam dietro questa decisione.
Inoltre, nessuna lezione sarebbe più educativa per i ragazzi del territorio che vedere le istituzioni ed i cittadini sedere intorno ad uno stesso tavolo per raggiungere un accordo condiviso e partecipato.

Pesa, in ogni caso, l’assenza alla manifestazione del dirigente scolastico dell’istituto interessato, resa ancor più evidente dalla presenza di bambini in grembiule e fiocco colorato.

“La libertà è partecipazione”, cantava Gaber. Esserci o decidere il contrario fa la differenza.
L’educazione civica passa, anche, da qui.

Un articolo di Rocco Pezzullo pubblicato il 17 Novembre 2017 e modificato l'ultima volta il 17 Novembre 2017

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