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#FridaysForFuture: Il nostro pianeta sta morendo, “vogliamo vedervi nel panico”

News | 13 Febbraio 2019

Ci sono solo due possibili modi di essere al mondo e le persone possono essere, dunque, suddivise in due semplici categorie: da un lato quelli che lasciano che le cose accadano, si guardano intorno alla ricerca di confini da realizzare intorno a loro stessi per evitare che i problemi scalfiscano la bolla di sapone nella quale si sono rinchiusi.
Dall’altro, invece, ci sono coloro che combattono e resistono, le donne e uomini con la consapevolezza che le cose possono cambiare solo se ti impegni per primo, esseri umani capaci di lottare anche a vantaggio di coloro che hanno scelto di restare, isolati, nell’altra metà campo.

Queste persone si riconoscono facilmente e si ritrovano spesso in quei valori universali capaci di mettere insieme cittadini di diverse parti del mondo, anche a migliaia di chilometri di distanza.

Esiste un problema – serissimo – che ci riguarda tutti, indistintamente: lo stato di salute della Terra è assai cagionevole e i preoccupanti cambiamenti climatici rappresentano l’ennesimo allarme lanciato da questa nostra “casa comune”. Una incessante richiesta di aiuto rimasta inascoltata da larga parte della popolazione mondiale. Come se la questione non ci riguardasse da vicino. Come se non fossimo coinvolti in questo drammatico declino di Madre Terra.

In questo contesto di particolare indifferenza, sceglie di prendere l’iniziativa una sedicenne svedese, Greta Thunberg, la quale ha avviato i “Fridays for future“.
La ragazza è diventata simbolo della lotta per il pianeta e la sua storia ha avuto inizio all’esterno del Parlamento svedese: si era messa in testa – pensate! – di poter cambiare davvero le cose restando seduta fuori il palazzo del potere, scioperando ogni venerdì.

Da quel momento Greta – e le sue idee – hanno cominciato a fare il giro del mondo che si è definitivamente accorto di lei quando è intervenuta, agli inizi di dicembre dello scorso anno, alla #COP24, il vertice dell Nazioni Unite, e aveva definito i suoi interlocutori “immaturi per poter essere capaci di dire come stanno veramente le cose” in merito al tema dei cambiamenti climatici.

La sua determinazione e il suo coraggio sono diventati emblema di un protesta che ha smosso le coscienze di molti. Tanti sono i Paesi che hanno aderito ai suoi “Fridey for Future”, tra i quali l’Italia che da poco ha assistito alla nascita di questo movimento anche nella città di Napoli.

Venerdì 15 febbraio ci sarà la prima manifestazione partenopea, uno “Sciopero per il clima” che partirà alle ore 17,00 da via Toledo. In quella occasione si tenterà di informare quante più persone possibili sulle condizioni ambientali del nostro pianeta, fino a quando il corteo raggiungerà Largo San Giovanni Maggiore.
Qui saranno condivise e decise le azioni da intraprendere in occasione dello “sciopero globale contro il cambiamento“, programmato per il 15 marzo.

Lo ha detto la sedicenne svedese ai governanti, venerdì quella voce riecheggerà anche tra le strade di Napoli: “State distruggendo il nostro futuro, vogliamo vedervi nel panico“.

Un articolo di Rocco Pezzullo pubblicato il 13 Febbraio 2019 e modificato l'ultima volta il 13 Febbraio 2019

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