martedì 11 maggio 2021
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Fukushima, l’acqua rilasciata in mare non è radioattiva

proteste a Fukishima
Ambiente | 15 Aprile 2021
Il governo giapponese in questi giorni  ha ufficializzato la decisione di sversare gradualmente nell’Oceano Pacifico l’acqua utilizzata per raffreddare i noccioli parzialmente fusi dei reattori della centrale di Fukushima, teatro del famoso incidente di qualche anno fa.

Questo avvenimento ha portato diversi giornali italiani (ma anche giornali stranieri) a dare la notizia con toni assolutamente allarmistici, spesso al limite del terrorismo psicologico, smentita poi dai dati.

Attualmente ci sono circa 1,25 milioni di tonnellate di acqua contaminata a Fukushima

Nel marzo del 2011 un grande tsunami colpì la costa nord-orientale del Giappone causando la fusione parziale dei noccioli di tre dei sei reattori della centrale di Fukushima. Per raffreddare le barre di combustibile nucleare subito dopo l’incidente e mantenerle alla giusta temperatura, in tutti questi anni, è stata usata una grande quantità d’acqua, che ha assorbito varie sostanze radioattive  fino a raggiungere circa 1,25 milioni di tonnellate di acqua contaminata contenute in grandi serbatoi.
La Tokyo Electric Power Co. (Tepco), l’azienda energetica che gestisce la centrale, ha realizzato in questi anni più di mille serbatoi posizionandoli a ridosso dell’impianto. Il combustibile nucleare parzialmente fuso deve essere ancora del tutto raffreddato e ciò, difatti, può avvenire soltanto attraverso l’utilizzo di nuova acqua, che viene via via aggiunta ai serbatoi.
Lo spazio per mettere nuovi serbatoi attorno alla centrale sta finendo e quello che occupano al momento servirà per realizzare nuovi impianti per il trattamento dei materiali radioattivi della centrale. Si è reso dunque necessario trovare una destinazione alternativa per l’acqua in eccesso.

Alcune informazioni di base

Il totale di acqua triziata presente nelle cisterne di Fukushima è di circa 20 grammi, diluiti in oltre un milione di metri cubi: questo si traduce in una radioattività di circa 700.000 Bq per litro.
Il fattore di conversione per l’acqua triziata è di 0,000018 mSv/kBq : grazie ad esso possiamo calcolare la dose equivalente, che è approssimativamente 0,0126 mSv (o 12,6 micro-Sv) per litro.
Ne consegue che bere un litro di quell’acqua comporterebbe una dose doppia rispetto ad una radiografia ai denti (0,005 mSv) e pari alla metà di quella dovuta ad una radiografia toracica (0,020 mSv).
Ergo, se una persona bevesse un litro di acqua di Fukushima TUTTI I GIORNI per un anno, arriverebbe ad assorbire poco più di 6 mSv, una dose inferiore a quella che un abitante di paesi come Vico Equense assorbe ogni anno dall’ambiente che lo circonda, e meno di un terzo della dose massima consentita per i piloti d’aereo (il cui limite di esposizione è di 20 mSv/anno).

L’acqua sarà versata nell’oceano con tempi decennali

Quest’acqua sarà comunque versata nell’Oceano Pacifico in maniera graduale, con tempi più che decennali. Ricordiamo che il volume dell’Oceano Pacifico è pari a 720 milioni di km cubi, il che si traduce in un fattore di diluizione di 720 miliardi (ogni km cubo contiene infatti un miliardo di metri cubi).
Questo significa che al termine dello sversamento, la radioattività dovuta al Trizio sarà pari a 0,00000097 Bq/litro, circa cento milioni di volte inferiore a quella dell’acqua potabile che esce dal rubinetto di casa vostra (il limite italiano per l’acqua potabile è di 100 Bq/litro di radioattività da 3-H).
Ovviamente tutto questo senza considerare la radioattività naturale dell’Oceano Pacifico, che, solo in termini di Potassio-40, è sette ordini di grandezza (dieci milioni di volte) maggiore rispetto a quella del Trizio di Fukushima.

In tutta la storia dell’umanità fino ad ora non si è mai registrato un solo caso di danno da Trizio

Il Trizio decade inoltre con una radiazione beta a bassa energia che viene fermata persino dalle cellule morte della nostra pelle; anche in caso di irradiazione interna dovuta ad ingestione, l’elettrone emesso è troppo debole per causare danni organici, e disperde la sua energia urtando contro altri elettroni, producendo radiazione di frenamento non ionizzante.
Inoltre, visto che il Trizio si trova nell’acqua, acqua che il nostro corpo ricicla continuamente, il suo tempo di dimezzamento biologico è di appena dieci giorni, a fronte di un tempo di dimezzamento fisico di oltre 10 anni.
In tutta la storia dell’umanità fino ad ora non si è mai (MAI!) registrato un solo caso di danno alla salute umana causato dal Trizio. Mai, a nessuna concentrazione. Sono riusciti a malapena a causare qualche danno ai topi con concentrazioni superiori a 37 milioni di Bq/litro.

Al momento dello sversamento, l’acqua di Fukushima sarà potabile

Anche per questo i limiti per la concentrazione di Trizio nell’acqua potabile sono diversissimi da paese a paese: ad esempio in Italia sono 100 Bq/litro, negli USA 700, in Svizzera 10.000 (che è anche il limite OMS), in Canada 7000, in Finlandia 30.000, in Australia 70.000: nessuno sa realmente qual è il limite giusto, perché nessuno è mai riuscito a capire se esista una dose di trizio pericolosa per l’uomo
Nonostante questo, per andare incontro alle ridicole paranoie del pubblico, l’acqua di Fukushima verrà diluita di un fattore 500 prima di essere sversata in mare, portando così la concentrazione di 3-H a 1500 Bq/litro, un valore sette volte inferiore al limite indicato dall’OMS per l’acqua potabile 
In sostanza, l’acqua di Fukushima al momento dello sversamento sarà potabile.

Le proteste ambientaliste

L’organizzazione ambientalista Greenpeace, che è contraria all’uso dell’energia nucleare, ha criticato la decisione del governo giapponese visto che  questi elementi potrebbero facilmente concentrarsi  nella catena alimentare, oltre a  temere che queste sostanze potrebbero causare  mutazioni genetiche negli animali marini.

 la Tepco  viene anche accusata di aver deciso di disperdere l’acqua contaminata nell’oceano per risparmiare, e che una scelta migliore sarebbe stata continuare a tenerla immagazzinata in attesa di sviluppare una tecnologia con migliori capacità di filtraggio.
Greenpeace dice che c’è spazio per nuovi serbatoi in un terreno vicino alla centrale: un ulteriore vantaggio sarebbe che continuando a tenere l’acqua immagazzinata parte degli isotopi decadrà naturalmente.
Geraldine Thomas, professoressa di Patologia molecolare dell’Imperial College di Londra ed esperta di radiazioni, ha però detto che questi sversamenti non costituiranno  un rischio per la salute e che altre sostanze chimiche che si trovano nell’oceano, come il mercurio, dovrebbero preoccupare i consumatori più di ogni cosa provenga da Fukushima e che non avrebbe alcuna esitazione a mangiare pesce pescato a Fukushima.

Questi sono i fatti, i numeri e i dati

Tutto il resto è paranoia pura. Il giornalismo italiano sta dando il peggio di sé, per non parlare degli “influencer” social, che in due giorni sono passati dalla virologia alla radioprotezione senza neanche perdere mezz’oretta al massimo per fare due ricerche.
Aniello Napolano
Un articolo di Aniello Napolano pubblicato il 15 Aprile 2021 e modificato l'ultima volta il 15 Aprile 2021

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