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FUOCO AL SUD

L’Abruzzo brucia da 11 giorni: Regione impreparata all’emergenza. Canadair dalla Toscana, dalla Francia e dal Marocco

Ambiente | 31 Agosto 2017

L’Abruzzo brucia da 11 giorni. Dal 20 agosto la regione che la politica ha pomposamente definito “regione verde d’Europa” non riesce a domare i roghi che stanno distruggendo flora e fauna del Morrone – nella foto presa dalla pagina fb di Giovanni Albani Lattanzi  – dove sorge l’eremo di papa Celestino V e della montagna madre: la Majella.

Un’emergenza che non può essere additata al caso, complice l’epica impreparazione della Regione che non aveva e non ha disponibile nemmeno un aereo canadair tanto che sono dovuti arrivare mezzi dalla Toscana, la quale aveva preventivamente fatto un accordo con le società, dalla Francia e addirittura dal Marocco.

I costi li conosceremo al termine delle operazioni e saranno milioni di euro che potevano e dovevano essere impiegati nella prevenzione. Le cifre impietose di questo disastro sono state cristallizzate da Giuseppe Pomposo, della Res Gea, spin off del Dipartimento di Geologia dell’Università d’Annunzio.

“A Campo Imperatore sono stati carbonizzati 390 ettari di bosco con l’emissione di 20mila tonnellate di CO2, corrispondenti a un’auto a diesel che percorre 3.247 chilometri due volte, cioè l’Italia da nord a sud – dice Pomposo -. Sul Morrone, sino a questo momento, sono bruciati 2.082 ettari di bosco, con l’emissione di 404mila tonnellate di CO2: oggi servirebbero 7mila ettari di bosco, gestito in modo sostenibile, per compensare tale emissione, ma pensiamo che Città del Vaticano si estende su 44 ettari per capire di quali misure parliamo”.

Insomma, un vero e proprio disastro ambientale epocale che si somma al terremoto, all’emergenza neve con i drammatici fatti di Rigopiano, dove un albergo è stato travolto da una valanga, con i soccorsi arrivati a piedi a causa della mancanza di turbine, alla discarica chimica più grande d’Europa, Bussi, ancora in attesa di bonifica, a fiumi e mare sporchi causa un sistema di depurazione insufficiente e all’autostrada più cara d’Italia.

Non dobbiamo meravigliarci se l’Abruzzo è la 19° regione su 20 per destinazione turistica. In pratica, in questi 11 giorni, è stato distrutto il Parco Nazionale della Maiella e del Gran Sasso.

Sono state oltre 400 le missioni dei canadair e circa 390 quelle degli elicotteri dei vigili del fuoco, che sono presenti con venti autobotti, per tentare di arginare le fiamme. Gli uomini oltre che dalle varie sedi abruzzesi, sono giunti anche da Bologna, Modena, Pesaro e Perugia. Molti i volontari della Protezione civile che si alternano tra lo sconforto

“Quello che cerchiamo di spegnere di giorno – dicono – durante la notte e al mattino, con il vento, riprende vigore e le fiamme tornano più alte e forti di prima”. Ma non è tutto. Il fuoco ha divorato Fonte Vetica sul Gran Sasso per tacere degli incendi a Luco dei Marsi, Carsoli, Prezza, Secinaro, Goriano Sicoli, Torricella, insomma: un vero e proprio dramma. Il governo regionale, nel frattempo si balocca in conferenze stampa e cavalca, vergognosamente, il teorema del “del complotto contro l’Abruzzo forte e gentile che siccome abbiamo tante bellezze naturali ci vogliono boicottare”. Il governatore d’Abruzzo, o chi per lui, risponde alle critiche su Facebook molto piccato parlando di barabbismo e polemicucce.

“Scopriamo che evidentemente ci sono dei marziani atterrati nella nostra regione: ci sono infatti dei Presidenti e dei Comitati di Gestione del Parco Nazionale del Gran Sasso e della Maiella, che nella vita dovrebbero occuparsi solo della tutela del creato da loro amministrato, e invece non mi pare che abbiano organizzato un efficace servizio di controllo e di prevenzione. – dice il caporguppo regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri – Addirittura il Presidente del Parco della Maiella ha detto di ‘non essere stato coinvolto’? Ma da chi doveva essere coinvolto? Ma si è accorto che è andato a fuoco un Parco Nazionale? Io credo che i Presidenti dei due Parchi si debbano dimettere e dobbiamo capire se abbiamo ancora l’assessore regionale ai Parchi visto che è andato tutto in fumo e ancora oggi non vedo convocato un Tavolo, né una riunione d’emergenza per affrontare il disastro. Ci sono delle enormi responsabilità in chi ha trasformato i Parchi in un inutile orpello utili solo per le campagne elettorali e per dare qualche premio letterario”.

Durissimo anche Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista “Con la neve o con le fiamme emerge sempre l’assenza di programmazione e la mancanza di una visione relativa a reali emergenze e bisogni del territorio di una politica – quella dalfonsiana – incentrata tutta sui grandi appalti, l’occupazione della cosa pubblica e il rapporto con le imprese amiche. Se ci sommiamo le pessime riforme e i tagli dei governi nazionali abbiamo questi risultati”. Insomma, l’emergenza incendi che sta vivendo l’Abruzzo è riconducibile non all’azione di 4 sconsiderati, ma a un attacco in cui chi innesca i roghi sa dove agire, segue le condizioni meteorologiche ed è ben attrezzato come hanno specificato i vigili del fuoco con buona pace di chi ciarlava di “gatti usati come inneschi”.

Di fronte a ciò la Regione Abruzzo, avvisata il 13 giugno scorso dal Presidente del Consiglio dei Ministri Gentiloni che aveva scritto ai Presidenti di tutte le Regioni, Abruzzo compreso, raccomandando l’adozione di misure di contrasto efficaci a fronte di un rischio incendi molto elevato, ricordando la prolungata siccità e lo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato, cosa ha fatto? “Vogliamo sapere se il Governatore ha dato seguito a quella lettera – aggiunge Sospiri -, che è dirimente, con l’elenco delle cose fatte, oppure se ha ignorato un documento che oggi diventa una fosca previsione sull’Abruzzo”. Nel frattempo le associazioni ambientaliste come Ambiente e Vita hanno attivato una piattaforma diagnostica e conservativa del territorio attraverso cui sono stati monitorati gli incendi dal primo giugno a oggi, per quantificare gli ettari di bosco che bruciavano e la classificazione delle specie vegetative perse.

“Le immagini satellitari – ha aggiunto Pomposo – ci hanno permesso di seguire l’escalation degli incendi: il 19 agosto, nell’abitato di Pacentro, alle ore 12, spuntano due inneschi, due inizi di focolai piazzati a mezza costa sul versante estremamente ripido della montagna, molto distanti dalla strada, in una posizione tale che il fuoco si sarebbe visto solo quando ormai l’incendio era già divampato. Dal 31 maggio al 29 agosto abbiamo avuto 90 eventi incendiari, sul Morrone un terzo di quelli calcolati, con la distruzione di decine di specie vegetative, conifere, faggete, aree di pascolo: è chiaro che la distruzione di quei boschi determinerà gravi problemi di resistenza idrogeologica nel prossimo inverno”. Wwf e Legambiente, invece, terranno un sit in a piazza Sacro Cuore a Pescara, il prossimo 2 settembre.

Luciano Troiano

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 31 Agosto 2017 e modificato l'ultima volta il 31 Agosto 2017

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