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A mamm’ ‘e tutt’ ‘e mamm. A Ponticelli il nuovo murales di Inward firmato La Fille Bertha

Arte e artigianato, Periferie | 6 Settembre 2017

Nuovo social bigwall firmato da La Fille Bertha: “‘A Mamm’ ‘e Tutt’ ‘e Mamm’” prodotto da INWARD per Sillumina – SIAE – MiBACT al Parco dei Murales di Ponticelli.

Qui, nella periferia orientale di Napoli, è nata una rete di organizzazioni sociali, culturali e volontariali che sta cercando di riavvivare la comunità residente con la convinzione che insieme è possibile sviluppare un graduale riscatto socio-economico e culturale.

Qui sorge il Parco Merola, un complesso residenziale nato dopo il terremoto del 1980 e che ospita 160 famiglie.

All’interno del Parco, oramai conosciuto come Parco dei Murales, è iniziato nel 2015 un programma di riqualificazione artistica e rigenerazione sociale su iniziativa e a cura di INWARD Osservatorio sulla Creatività Urbana.

Una nuova considerazione della propria territorialità vuole essere riconquistata e dovrebbe essere così soprattutto a favore dei minori e dei più giovani, attraverso l’implementazione sia immateriale di laboratori di rigenerazione sociale sia materiale attraverso opere di riqualificazione pittorica. Due metà necessarie ad un programma di creatività urbana che in contesti come Napoli Est appare fortemente necessario.

Dopo aver attivato nei mesi scorsi laboratori creativi con bambini, adolescenti e mamme del Parco, i volontari del Servizio Civile Nazionale e il team di INWARD hanno trasformato le idee di una comunità in una coloratissima opera d’arte. Tramite attività di disegno, fotografia e lettura sono difatti emersi nuovi valori, passioni, coraggio e parità di diritti: questi gli input raccolti da La Fille Bertha durante uno degli incontri laboratoriali, che ha rielaborato gli stimoli dei residenti del Parco ed anche le relative suggestioni cromatiche da impiegare nel nuovo murale.

L’artista ha così sviluppato una coloratissima icona che protegge ed accoglie due minori, due suoi figli, nelle ali del suo ampio mantello. Si tratta di una rivisitazione della “Madonna della Misericordia”, notissima ai pittori quattrocenteschi e famosa nella versione dipinta da Piero della Francesca, che in tal caso vuole rappresentare la maternità come dono, mai come peso. Molti difatti sono i contesti in cui la maternità viene percepita più come ostacolo, incidente o trauma che come dono, valore o scelta; frequente l’alto tasso di giovani madri soprattutto in periferia (e non solo) e note le difficoltà che incontrano le donne impegnate nel mondo del lavoro. La maternità come espressione naturalissima della femminilità, semplice e nobile ad un tempo, viene invece celebrata e restituita da La Fille Bertha con l’intento di affermarne anche il valore sociale. Non sfuggirà infine la suggestione che i due minori siano forse due gemelline.

L’immaginario visivo dell’artista di origini sarde è da sempre popolato da presenze femminili fluttuanti in una dimensione che sembra non avere tempo, e così, anche in questo caso, l’immagine sembra stagliarsi su uno sfondo rarefatto che suggerisce ambiti silenziosi, quasi magici e surreali, puntando all’eternità del messaggio.Per la prima volta la Fille Bertha ha dipinto in Campania. I bambini del Parco hanno consegnato all’artista fogli colorati con il proprio colore preferito, comprese le tonalità di marrone. Durante l’ultimo incontro della prima fase dei laboratori creativi, i bambini hanno disegnato una personalissima visione dell’opera

L’intervento è stato curato da INWARD per concludere la prima parte del vasto programma avviato nell’ambito del bando “Sillumina” indetto dalla SIAE per la valorizzazione delle periferie urbane con il progetto “Il Parco dei Murales”.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 6 Settembre 2017 e modificato l'ultima volta il 6 Settembre 2017

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