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A Palazzo Reale si aggira il commissario di De Giovanni

Cinema | 10 Settembre 2019

Un noto commissario si aggira di notte, misterioso, nei cortili del Palazzo Reale di Napoli per la risoluzione di un caso…

Sono le immagini che arrivano dalla pagina fb di Palazzo Reale di Napoli: in questi giorni nel glorioso spazio – dove tra qualche giorno inaugura la mostra dedicata a Bud Spencer – dove sno ufficialmente iniziate – si gira tra Taranto e Napoli – le riprese de “Il Commissario Ricciardi”, nuova serie Rai Fiction tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni, qui autore della sceneggiatura insieme a Salvatore Basile, Viola Rispoli e Doriana Leondeff. Protagonista della serie sarà Lino Guanciale nei panni del commissario Luigi Alfredo Ricciardi.

Oltre a lui, nel cast ci saranno anche Serena Iansiti (Livia), Maria Vera Ratti (Enrica), Antonio Milo (Maione), Enrico Ianniello (Dottor Bruno Modo), Fabrizia Sacchi (Lucia Maione), Nunzia Schiano (Rosa), Peppe Servillo (Don Pierino), Mario Pirrello (Garzo), Adriano Falivene (Bambinella), Massimo De Matteo (Padre Enrica), Susy Del Giudice (Madre Enrica) e Marco Palvetti (Falco).

La serie è ambientata nel 1932 e segue le indagini di Ricciardi, commissario della Mobile di Napoli dotato di poteri paranormali: è infatti in grado di vedere i fantasmi delle persone morte in maniera violenta. Anche se gli mancano gli strumenti tecnologicamente avanzati di oggi, l’intuito e la tenacia lo guidano verso la risoluzione dei casi più complessi.

La trama

1932. Luigi Alfredo Ricciardi ha trent’anni ed è commissario della Mobile di Napoli. Catturare gli assassini è la vocazione e l’ossessione di Ricciardi, che si porta dentro un terribile segreto, una maledizione ereditata dalla madre. Vede il fantasma delle persone morte in modo violento.

La madre, consapevole del carico di dolore che il piccolo Luigi Alfredo dovrà sopportare, lo ha avvertito prima di morire: “Non commettere il mio stesso errore, non avere figli, altrimenti li condannerai come ho io ho fatto con te”. Come si può invitare una donna a condividere la vita con un uomo tormentato dai fantasmi dei morti, che gli sussurrano per giorni e giorni il loro ultimo pensiero? Per questo Ricciardi si dedica in modo totalizzante al suo lavoro, indagando sui casi più spinosi e complicati.

Gli manca la maggior parte degli strumenti usati oggi per risolvere i delitti, ma è dotato di straordinarie doti intuitive, di un’ossessiva tenacia ed è come guidato dalle ultime parole delle vittime, che sembrano sollecitarlo a cercare giustizia. Ricciardi è circondato da un’aura di mistero, che allontana i suoi colleghi: sia il diretto superiore, Garzo, e sia i subordinati. Uniche eccezioni, il brigadiere Maione e il medico legale Modo, suoi stretti collaboratori: di loro si fida e li considera suoi amici. La sua solitudine, che divide con l’anziana tata Rosa, è scalfita dall’incontro con due donne, diverse ma ugualmente affascinanti. Una, Enrica, incarna la quieta normalità degli affetti familiari cui Ricciardi aspira; l’altra, Livia, rappresenta la sensualità e la passione, da cui si sente attratto. Quale delle due riuscirà a fare breccia nel cuore del commissario?

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 10 Settembre 2019 e modificato l'ultima volta il 10 Settembre 2019

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