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Al Madre prorogata ad aprile la mostra sul designer Alessandro Mendini

Arte | 15 Febbraio 2021

“Alessandro Mendini: piccole fantasie quotidiane”, la prima mostra in un museo pubblico italiano dopo la sua scomparsa, avvenuta il 18 febbraio 2019, e la prima, nella storia del Madre, dedicata a una delle più importanti figure nel panorama internazionale del design e dell’architettura del secondo dopoguerra, è stata prorogata al 5 aprile.

Realizzata grazie a una collaborazione stretta con lo Studio Alessandro Mendini e curata da Gianluca Riccio e Arianna Rosica, la mostra indaga la multidisciplinarietà del lavoro di Mendini e il legame tra la sua poetica e la cultura artistica d’avanguardia, con un focus dedicato al suo rapporto con Napoli, città che ha ospitato alcuni suoi interventi di arte pubblica. Tre i principali progetti: l’ideazione delle fermate della metropolitana di Salvator Rosa e Materdei e la riprogettazione di alcuni elementi chiave nell’ambito dei lavori di rinnovo della Villa Comunale.

Si celebra dunque questa figura a partire da un’inedita lettura del lavoro del grande architetto milanese, condotta attraverso la ricostruzione della fitta trama di relazioni tra design, arte e architettura, che ha caratterizzato tutta la sua ricerca, il progetto indaga scambi e reciproche influenze tra la poetica mendiniana e la cultura artistica d’avanguardia – dal dialogo con l’Arte Povera al costante riferimento al Futurismo fino agli echi della cultura Divisionista e Metafisica e al confronto critico con l’estetica della Pop Art – sia nella progettazione di oggetti industriali che nella realizzazione di opere pubbliche e installazioni ambientali, offrendo un’ampia testimonianza della poliforme sperimentazione di Mendini.

Opere, prototipi, documentazioni di performance, oggetti industriali, elementi d’arredo, disegni e bozzetti, realizzati da Mendini nel corso di oltre cinquant’anni di attività, saranno organizzati in una sequenza di stanze tematiche restituendo allo spettatore tutta la mobilità del linguaggio mendiniano, segnato da un approccio ibrido e interdisciplinare al progetto costantemente in bilico tra espressività e funzionalismo, in cui il principio dell’assemblaggio e dell’accostamento improvviso e imprevisto di materiali, misure e forme storiche tende a prevalere sul principio della sintesi.

A partire da un’ampia rilettura del periodo Radical della prima metà degli anni Settanta, in cui Mendini, direttore della rivista “Casabella”, inizia una riflessione teorica e una sperimentazione orientata a un approccio emozionale e concettuale al progetto in chiave anti-funzionalista –attraverso l’uso di materiali naturali come la paglia e la terra e il ricorso alla performance – il percorso espositivo seguirà lo sviluppo della ricerca del designer milanese, dall’esperienza di Alchimia della seconda metà degli anni Settanta e dal periodo postmoderno sino alle esperienze più mature, segnate dal recupero della tradizione e della storia e da una forte componente letteraria nella progettazione.

Intrecciando in modo poroso linguaggi differenti a cavallo tra sperimentazione
concettuale e design e tra progettazione spaziale e produzione industriale, attraverso
le stanze del museo Madre i principali passaggi teorici e linguistici della ricerca di
Mendini saranno presentati seguendo un andamento trasversale e diacronico – dalla
decorazione concepita come tema autonomo di progettazione e come narrazione
intorno all’oggetto alla tensione a scavalcare gli steccati linguistici e le rigide
discipline di pittura, artigianato, design e architettura, sino alla necessità di creare un
dialogo costante tra l’alto e il basso, il passato e il presente, il linguaggio artistico e la
cultura popolare, il pezzo unico e la produzione in serie.

A testimonianza della poliforme ricerca dell’architetto milanese, la mostra ricostruisce
le diverse tappe del rapporto tra la sua ricerca e la città di Napoli, per la quale fin
dagli anni Ottanta Mendini ha realizzato diversi progetti.

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 15 Febbraio 2021 e modificato l'ultima volta il 15 Febbraio 2021

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