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Auguri a James Senese, il “nero a metà” della musica partenopea

Musica | 6 Gennaio 2021

Oggi compie 76 anni, in un giorno, quello dell’Epifania, che è un po’ stregato, magico, proprio come la sua musica, che ha un qualcosa di ipnotico. Perchè James Senese è una sorta di “sciamano metropolitano”, o come l’ha definito il suo amico Pino Daniele “un animale da palcoscenico”.  Le sue performance live sono un rituale volto ad evocare le sue radici afro-napoletane, quelle radici che in 60 anni di carriera non ha mai tradito e che ci aveva raccontato in un’intervista, in occasione dell’uscita del doppio album live e antologico, “Aspettanno ’o Tiempo”.

Jamese Senese, uno “sciamano” afro-napoletano

Senese è un diamante puro, uno dei più grandi geni napoletani, perché ha avuto per nascita il dono del sangue africano misto a quello partenopeo, in pratica è musica fatta carne.

Chi ha avuto il privilegio di vederlo suonare dal vivo può confermare che durante i concerti James Senese è praticamente posseduto dalla musica. Suona anche quando non suona. Le sue pause sono musica allo stato puro, lo si capisce osservandolo attentamente, guardando gli occhi chiusi, i suoi movimenti che lasciano fluire le vibrazioni e che un attimo dopo diventano note del suo sassofono. Sembra connesso con un qualche spirito ancestrale, che sembra dettare il ritmo dei suoi assoli di sax. Nella sua musica possiamo riconoscere istintivamente i rumori assordanti della città, del caos metropolitano, l’urlo di un popolo violentato. Altre volte con le note disegna dei paesaggi sonori armoniosi, limpidi e infiniti, che arrivano dritti all’anima. E poi ancora ci sono i ritmi tribali e sincopati della tamurriata, così come la sublime astrazione del jazz.

L’incontro e la collaborazione con Pino Daniele

Il destino ha voluto che incrociasse il suo percorso musicale ed umano con l’altro grande genio della musica partenopea, Pino Daniele. Da quell’incontro, da quella fusione di talenti, non potevano che nascere dei gioielli musicali che ancora oggi sono capaci di emozionare le nuove generazioni, figli e nipoti di quei giovani che accorsero in 100 mila per assistere a quello che è rimasto alla storia come “il concerto di piazza del Plebiscito” del 1981, tappa napoletana del “Vai mo’ Tour”. Da allora sono passati quarant’anni eppure le sonorità, gli arrangiamenti e le armonie di quel concerto sembrano incisi oggi, perchè ci sono pezzi che non invecchiano mai e quando succede entrano di diritto nell’Olimpo della musica.

Per Pino Daniele James Senese, però,  non è stato solo uno straordinario musicista che lo ha accompagnato sul palco o in sala di registrazione, ma  ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del suo percorso artistico e musicale. Insieme a lui, un giovanissimo Pino Daniele ha mosso i primi passi nel mondo della musica e proprio nei brani di Senese ha potuto ascoltare un primo esempio di contaminazione tra musica americana e napoletana.

Si può dire che James è stata la scintilla che ha acceso il talento di Pino, mostrandogli come si potevano scrivere brani che fossero un groviglio di sonorità americane, africane e allo stesso tempo napoletane, una novità assoluta per quell’epoca. E anche la componente sociale dei pezzi di Pino, la voglia di riscatto di un popolo dai soprusi, dalla miseria, dalle ingiustizie, è innegabile che sia stata influenzata dall’incontro con Senese che già prima di lui si era fatto portatore di questo tipo di messaggio veicolato attraverso la musica, vista come un mezzo di ribellione, un grido per farsi ascoltare da una politica sorda, fatti di quei personaggi che “invece ‘e ce ajutá, ce abbóffano ‘e cafè”.

Un’amicizia durata 40 anni

Ed è per questo motivo, per la consapevolezza di quanta importanza avesse avuto nella sua vita e nella sua carriera artistica, che Pino Daniele Daniele considerava James Senese un vero amico, con cui si sentiva intimamente legato al di là della frequentazione, mantenedo con lui un rapporto rapporto indissolubile fino alla fine, come raramente capita nel mondo della musica.

Nel giorno del suo compleanno non possiamo che augurare a James Senese quello che sicuramente desidera più di ogni altra cosa, ovvero tornare a suonare dal vivo, diventare un tutt’uno con la musica e con il pubblico, proprio come in queste foto che lo ritraggono in un uno dei suoi ultimi concerti, tenutosi a Calabritto, in provincia di Avellino, nel 2019.

Sabrina Cozzolino   – Photographer Anna Santinelli

Un articolo di Sabrina Cozzolino pubblicato il 6 Gennaio 2021 e modificato l'ultima volta il 6 Gennaio 2021

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