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lunedì 30 novembre 2020
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Centro antico, il primo venerdì con la chiusura alle 18 di bar e ristoranti

| 31 Ottobre 2020

Decumano inferiore, Spaccanapoli, venerdì sera alle 19.30. Inizia il primo weekend senza bar e ristoranti. Passeggiando per via Benedetto Croce, attraversando piazza del Gesù verso San Domenico Maggiore, si avverte il vuoto lasciato dai locali chiusi ma c’è gente in strada, non tantissima, non da venerdì sera. C’è più silenzio e la litania di un’artista di strada sale alta verso i balconcini dei palazzi e riempie il vuoto delle voci che mancano. Alcuni gruppetti di adolescenti si aggirano per i vicoli, fermandosi a prendere un gelato da portare via. Alcuni giovani passeggiano alla ricerca di una meta, per svagarsi un po’. In diversi rientrano dal lavoro. I negozi sono ancora aperti, molti bar con le saracinesche abbassate – fra questi il 7Bello -, qualche gelateria e pasticceria è ancora aperta per asporto, da Leopoldo Infante hanno ammassato tavolini e sedie, Lombardi a Santa Chiara è aperto per asporto. Le luci della farmacia illuminano i locali vicini chiusi. Arrivato a San Domenico Maggiore avverto forte il contrasto con quel che sono abituato a trovarvi. Scaturchio è aperto per asporto, gli altri bar chiusi, palazzo Petrucci è chiuso ed il suo ingresso diventa appoggio su cui sedersi per fare una chiacchiera bevendo una birra. Un tizio beve una birra appoggiato ad una fioriera, da solo. Poco più avanti, invece, arrivano voci da piazzetta Nilo, deve esserci qualche locale ancora aperto per asporto e c’è un po’ di gente. Mi giro indietro, il contrasto fra le voci che arrivano da là e via Benedetto Croce è forte, enorme. Ho la sensazione che in pochi minuti la strada si sia svuotata. Non vado oltre, non oltrepasso il limite di Mezzocannone e torno indietro. Il mio obiettivo si ferma di nuovo su piazza del Gesù, sui gazebo vuoti e su un monopattino lasciato là, in mezzo alla strada. Scendendo per Calata Trinità Maggiore guardo verso piazzetta Monteoliveto. Non mi manca quella folla di gente ammassata sulla fontana, ho sempre ritenuto che fosse una violenza ad un pezzo della nostra storia, eppure vedere quelle pochissime persone appoggiate alla cancellata mi fa effetto, mi fermo, poggio il cavalletto a terra e scatto un’altra foto, l’ultima di una passeggiata surreale. Napoli non è deserta, c’è vita ancora fra i vicoli ma quanto manca il farsi portare dalla corrente del fiume di persone per le strade del centro antico.

Fabrizio Reale

Un articolo di Fabrizio Reale pubblicato il 31 Ottobre 2020 e modificato l'ultima volta il 31 Ottobre 2020

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