fbpx
sabato 24 ottobre 2020
Logo Identità Insorgenti

Cimitile, il mistero della Maddalena incoronata nelle basiliche paleocristiane

Beni Culturali | 22 Settembre 2020

Cimitile (Na), nelle basiliche paleocristiane, il fitto mistero della Maddalena incoronata, rovinata sì dal tempo e dall’incuria ma unica al mondo. Unica sì, perché la corona cinge il capo della madre di Gesù (e neanche dall’inizio del Cristianesimo, si dovrà aspettare l’alto Medioevo per vedere la Madonna incoronata), ed è anche l’attributo di alcune sante vergini.

Ma la Maddalena, ci dicono i Vangeli, era una peccatrice, diciamolo pure, una prostituta. Allora che significa la gigantesca corona a tre punte che sfoggia questa Maddalena cimitilese del 1313? E non c’è neanche l’ombra di un dubbio sull’identità della santa: sull’affresco in questione, nonostante il suo pessimo stato di conservazione, si legge chiaramente “Magdala” e, come se non bastasse, ella stringe in mano il suo attributo iconografico, il vaso degli unguenti.

Inoltre, è rappresentata una seconda volta per intero, vestita di un abito ricamato con perle e fili d’oro, un tessuto tipico di regine e principesse… Ad oggi le supposizioni sono tante, ma di certezze neanche una. Per esempio, nel Vangelo apocrifo di Filippo, ritrovato a Nag Hammadi nel 1945, si legge che Maria di Magdala era il primo degli apostoli e la compagna di Cristo. Quanto a Jacopo da Varazze, scrive ne “La leggenda aurea” che Maria da Magdala era di sangue reale.

Le leggende sono tante e vanno tutte più o meno nello stesso senso. Ci si mette pure San Paolino, fondatore della prima delle sette basiliche di Cimitile, uno dei siti paleocristiani più affascinanti d’Italia, il quale scrive: “Fortunata colei che provò il Cristo nella sua carne e ricevette il corpo nella sua realtà fisica… Fortunata colei che meritò di essere rappresentata come simbolo della Chiesa…” (epistole 23-32).

C’è da aggiungere che all’ingresso della piccola basilica dei Martiri, è affissa una targa antica, sulla quale si legge che lì c’era un pozzo pieno del sangue dei martiri e che si sentiva ribollire durante la settimana santa. Una donna incredula vi avrebbe gettato una corona, ripescandola grondante di sangue; una goccia macchiò pure una lastra di marmo, che tutti i fedeli allora cominciarono a toccare per devozione, tanto che ancora oggi sono visibili i segni d’usura.

E perché gettare proprio una corona per accertarsi che vi fosse davvero sangue in quel pozzo? Era forse una reliquia messa sull’altare dove è affrescata l’immagine di Maria Maddalena? La risposta, sono spiacente, per il momento nessuno l’ha trovata.

La rai gli hadedicato 52 minuti, tanto per farvi capire l’importanza del luogo.
https://www.youtube.com/watch?v=HY4YxR9aR4s

Maria Franchini

Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 22 Settembre 2020 e modificato l'ultima volta il 22 Settembre 2020

Articoli correlati

Beni Culturali | 23 Ottobre 2020

RIAPERTURE

Via libera agli accessi al Museo di San Martino: ma molte sezioni restano chiuse

Beni Culturali | 20 Ottobre 2020

LA GARA

Il Mibact lancia il Festival dei Borghi: finanziamenti per i più belli dello Stivale

Beni Culturali | 8 Ottobre 2020

MUSEI E VIRUS

Casi di covid alla Certosa di San Martino: su fb “problemi organizzativi”. Poi la correzione: “Sanifichiamo gli spazi”