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I dettagli di Napoli: a Chiaja, nel palazzo di Torquato Tasso

| 25 Giugno 2020

In via Crispi, nell’elegante quartiere di Chiaja sorge il nobile palazzo Balsorano voluto da Giambattista Manso, marchese di Villalago, titolo che gli è stato concesso, nel 1621, da Filippo IV di Spagna. Manso è ricordato per essere stato un mecenate che ha avuto l’onore di conoscere i grandi letterati del suo tempo. Il bisnonno Antonino è stato setaiolo della corte aragonese, il nonno Giovan Battista, invece, avvocato, che ha acquistato il feudo di Bisaccia. Marito di Costanza Belprato, figlia di Bernardino, secondo conte di Aversa, e di Virginia Orsini, con una oculata gestione della dote ha potuto trasformarsi in un vero e proprio mecenate. Membro dell’Accademia degli Svegliati, ha combattuto contro i turchi a Otranto con il grado di capitano ricevuto direttamente dal viceré. Nel 1588 ha conosciuto Torquato Tasso per poi diventarne amico intimo tanto che il poeta si è trasferito nella magione del Manso, allora in campagna. Le frequentazioni sono state rese immortali nel De Amicitia e in alcuni versi del capolavoro di Tasso: La Gerusalemme Liberata; lo stesso nobile è stato autore de La Vita di Torquato Tasso, un volume che ha mitizzato la figura del letterato oltre ad essere un caposaldo della cultura seicentesca. Di pari passo è proseguita l’attività militare tanto da combattere il banditismo in terra di Lavoro, Contado di Molise e Principato Ultra oltre che nella guerra contro la Francia di Carlo Emanuele di Savoia. Il mecenatismo di Manso è testimoniato dalla sua partecipazione in qualità di fondatore del Pio Monte della Misericordia e, nel 1608, nella istituzione del Real Monte Manso per l’educazione dei giovani nobili in difficoltà. Autore della Vita et miracoli di s. Patricia vergine sacra, con il compendio delle reliquie che si conservano nella chiesa del monasterio di detta santa pubblicato a Napoli nel 1611 la sua fama di mecenate è stata così estesa che è diventato il punto di riferimento degli intellettuali dell’epoca quali Basile, Capaccio, Pignatelli e altri tanto che, dopo poco, è nata l’Accademia degli Oziosi che, più tardi, ha ospitato anche John Milton che in onore del suo mecenate ha composto una Sylvae chiamata proprio Mansus. Tra i tanti impegni, agli inizi del ‘600, con le finanze che gli hanno arriso, ha voluto la costruzione dell’attuale Palazzo Balsorano che, dopo aver ospitato anche le suore, oggi è un lussuoso condominio che, tra le sua mura, ha avuto la fortuna di avere i più illustri letterati del ‘600 napoletano.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 25 Giugno 2020 e modificato l'ultima volta il 25 Giugno 2020

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