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I dettagli di Napoli: Cosimo Galilei alla Sanità

| 2 Marzo 2020

Un Galilei a Napoli. Si tratta di Cosimo, nipote del famosissimo Galileo che ha avuto guai con l’inquisizione per via della famosa teoria copernicana che era in antitesi a quella geogentrica, ufficiale, della Chiesa. Il giovane Cosimo è arrivato a Napoli esattamente il 2 marzo 1668 su disposizione del cardinale Innico Caracciolo, che riposa in Duomo, nella Missione dei padri Vincenziani nata per volontà di San Vincenzo nel 1626 a Borgo dei Vergini, nel cuore della Sanità. Cosimo, è nato a Firenze nel 1636, dottore in giurisprudenza è stato anche studioso di medicina e filosofia, è stato consacrato sacerdote nel 1659 e, otto anni dopo, è entrato nella congregazione missionaria per poi giungere a Napoli. L’attuale chiesa che è parte del Complesso Vincenziano, è uno dei tanti tesori architettonici che ospita la città. Realizzata da Luigi Vanvitelli, la caratteristica principale è la pianta centrale e le numerose opere d’arte che contiene realizzate da Severino galante, Giovanni d’Episcopo, Giovanni Sarnelli, con la pala d’altare di San Vincenzo de paoli in gloria di Francesco de Mura. Nel corso dei secoli, grazie alle generose donazioni di alcuni nobili, tra questi la duchessa di Sant’Elia, Maria Giuseppa de Brandis Staremberg, l’immobile si è ampliato nelle dimensioni attuali con una cappella che contiene la terza ampolla del sangue di San Gennaro. Sempre Galilei ha organizzato quella che è diventata, nel corso dei secoli, una delle più importanti biblioteche al mondo con oltre 60mila volumi tra cui incunaboli, cinquecentine, libri di letteratura, storia, teologia, filosofia, matematica, fisica, astronomia, medicina e un “consistente Fondo Manoscritti di grande valore storico e bibliografico, già oggetto di sudi, saggi e trattazioni”. Un luogo che merita di essere visitato nonostante sia fuori dai soliti percorsi affollati da decine di migliaia di turisti, un lavoro che da qualche tempo è svolto dall’associazione Getta la rete mentre gli studi su Cosimo Galilei sono frutto delle ricerche di Giovanna Moresco e Annamaria Corallo. Alla figura di Cosimo, però, è legato il mistero di alcuni carteggi dello zio infatti “nella città partenopea, portò con sé alcune carte e un ipotetico manoscritto di nonno Galileo, contenente le sue memorie – ha scritto Marco Perillo in I luoghi e i racconti più strani di Napoli, edito nel 2019 da Newton Compton –. Ne abbiamo notizia grazie a una testimonianza scritta di padre Antonio Grimaldi, missionario vincenziano dei primi del Novecento. Purtroppo l’esistenza terrena di Cosimo Galilei finì troppo presto, a soli trentasette anni. Egli infatti morì il 31 ottobre 1672 a Ercolano, per una tisi della quale si era gravemente ammalato a motivo delle difficili missioni popolari…Nella tomba, il giovane Galilei si è portato appresso il segreto dei documenti del nonno. Sulla fine che queste carte abbiano fatto aleggia tutt’oggi un fitto mistero. E anche sullo specifico contenuto delle stesse”.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 2 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 2 Marzo 2020

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