domenica 17 novembre 2019
Logo Identità Insorgenti

I dettagli di Napoli: Cristo alla colonna al Museo di Capodimonte

| 4 Novembre 2019

Nel Museo di Capodimonte c’è una parte dell’importante Collezione Farnese che riguarda i dipinti. Tra questi uno splendido Cristo alla Colonna, opera di Alessandro Bonvicino conosciuto come Moretto, grande studioso di Tiziano e artefice del rinascimento a Brescia. Siamo agli inizi del ‘500 e nonostante provenga da una famiglia di pittori,  scarsi in verità, sboccia in lui l’arte che un anziano maestro, il Foppa, riconosce. Iniziano le commesse, oggi conservate a Bergamo, Brescia, Londra e New York.  A lui si deve la nuova tipologia del ritratto a figura intera mentre, allo stesso tempo, diventa uno degli interpreti artistici più importanti della controriforma conciliare di Trento. La tela, facente parte del patrimonio di Elisabetta Farnese, madre di Carlo di Borbone, è nella collezione che ha originato il complesso museale di Capodimonte mentre la parte archeologica è sistemata nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. L’impianto scenico dell’opera è tipicamente cinquecentesca: in primo piano c’è l’immagine di Cristo appoggiato alla colonna con la corona di spine sul capo, la sua tunica buttata per terra mentre, tra le mani legate, c’è una canna appuntita e, di lato, un fascio di verghe. Si tratta della descrizione della nota scena evangelica in cui Gesù viene percosso prima di doversi avviare verso il Calvario. Alle sue palle la rappresentazione di due castelli fortificati, con tonalità dal marrone chiaro al rosso il primo, tra il grigio e il blu, il secondo e, ancora, una casa umile ai piedi di un roccioso monte delle pecore al pascolo con un pastore che ne porta una sulle spalle, altro rimando alla figura del Buon Pastore. Qualche albero colora il cielo carico di nuvole mentre il verde di pascoli e campi tende a diventare prima giallo-marrone e poi sempre più scuro quasi una metafora della vita umana che, a breve, si sarebbe spenta a seguito della crocifissione. L’impatto emotivo è enorme: la testa di Cristo è appoggiata sulla spalla destra ma lo sguardo è dritto e penetra chi si ferma ad ammirare la pala: segno che il Moretto è riuscito a trasmetterci, a cinquecento anni di distanza, la consapevolezza dell’imminente destino del Figlio di Dio!

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 4 Novembre 2019 e modificato l'ultima volta il 4 Novembre 2019

Articoli correlati

Beni Culturali | 12 Ottobre 2019

MUSEI

Franceschini conferma Bellenger alla direzione del Museo di Capodimonte

Beni Culturali | 16 Maggio 2019

LA NOTTE DEI MUSEI

Siti museali e archeologici aperti di sera a 1 euro sabato 18 maggio

Beni Culturali | 12 Aprile 2019

GRANDI MOSTRE

“Caravaggio Napoli” al Museo di Capodimonte: tutte le info

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi