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I dettagli di Napoli: Dante Alighieri al Mercatello

| 12 Febbraio 2020

La statua qui davante cosa l’ è? L’ Aligherio? No, dicette san Pietro, questo è Dante…Grand’ uomo!. E questa sulla mano destra è la famosa chiesa ‘e San Michele, quello è il Liceo Vittorio , più sopra c’ è il Museo. Questo, rimpetto, è il caffè Diodati. Ce vulimmo assettá diece minute?”. Gli immortali versi di Lassamme fa a Dio di Salvatore Di Giacomo descrivono in maniera superba piazza Dante e i luoghi che lo circondano. La statua è di Tito Angelini, realizzata nel 1871. Conosciuta da tutti i napoletani anche come Largo del Mercatello, nell’attuale piazza, dalla fine del ‘500 si svolgeva uno dei più importanti mercati della capitale del Viceregno. Luogo importante per il commercio di quelli che erano definiti i “commestibili” tanti che, in zona, i toponimi, ci ricordano ancor oggi  che lì c’erano le cisterne dell’olio e le fosse del grano. Nel secondo decennio del ‘600 è stata costruita Port’Alba ma è nel ‘700 che il popolare Mercatello si trasforma nel pomposo Foro Carolino. Luigi Vanvitelli, architetto della corte dell’illuminato Carlo III di Borbone venne incaricato di sistemare l’area e renderla un luogo che celebrasse la grandezza del sovrano. Vanvitelli in soli otto anni, dal 1757 al 1765, ha realizzato l’edificio semicircolare dalla chiesa di San Michele fino a Port’Alba. Con l’Unità d’Italia, il convitto gesuitico è stato trasformato in nazionale e intitolato a Vittorio Emanuele II e, dieci anni dopo, è arrivata la statua del poeta per eccellenza della lingua italiana: Dante Alighieri. La statua, imponente, è opera dello scultore partenopeo Tito Angelini. Il maestro ha studiato a Napoli e a Roma dove entra in contatto con la cifra stilistica di Antonio Canova e Bertel Thorvaldsen. Riesce, però, a sviluppare un suo proprio stile tanto che le commissioni reali e governative lo hanno gratificato a livello lavorativo ed economico Basti pensare alle decorazioni de La Clemenza e L’Immacolata per la scala e la cappella di Palazzo Reale, il sepolcro di Lucia Migliaccio, moglie morganatica del re, i monumenti a Saverio Mercadante e Paolo Emilio Imbriani , ed ancora: il monumento funebre del condottiero Matteo Wade a Civitella del Tronto, in Abruzzo. Anche la Reggia di Caserta ospita suoi capolavori. Oltre quelli a tema classico spicca, per bellezza, il gesso dorato di Partenope come personificazione del regno delle due Sicilie, incorona il genio delle arti.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 12 Febbraio 2020 e modificato l'ultima volta il 12 Febbraio 2020

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