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I dettagli di Napoli: Domenico Cotugno, padre dell’anatomia e chirurgia moderna

| 27 Marzo 2020

Pugliese di origine ma con la vita trascorsa nelle corti d’Italia e d’Europa. Si tratta di Domenico Cotugno, padre dell’anatomia e chirurgia moderna. Nato nel 1736 ad una umile famiglia di contadini a Ruvo di Puglia, nell’odierna provincia di Bari, dopo gli studi nel seminario di Molfetta ha iniziato a studiare da autodidatta. Adolescente si è trasferito a Napoli dove, grazie all’interessamento di Antonio Genovesi, letterato e sacerdote, è diventato medico nell’Ospedale degli Incurabili. La sorte aveva in serbo per lui un tiro benigno: la malattia del chirurgo titolare e la sua disponibilità a sostituirlo. Poco dopo ha iniziato a insegnare medicina, prima con lezioni private e, successivamente, all’università napoletana che oggi si chiama Federico II. Poco dopo ha visitato le università più famose dell’epoca fino alla sua ammissione alla prestigiosa Accademia dei Quaranta fondata, a Verona, dal matematico Antonio Maria Lorgna della Repubblica di Venezia. Lo studia e la bravura sono stati ulteriormente premiati con la nomina a medico personale di Ferdinando I di Borbone mentre, a Roma, è rimasta famosa la sua lunga udienza privata con il papa come è narrato nella Biografia di Domenico Cotugno di Antonio Borrelli, pubblicato per la casa editrice Olschki di Firenze nel 2000. I successi di Cotugno vanno di pari passo con la sua ascesa sociale che è culminata con l’unione con “Ippolita Ruffo, vedova del duca Francesco di Bagnara, un matrimonio che sembrava però rispondere più a esigenze sociali – ha specificato Borrelli nella sua opera – il suo ingresso a Corte, che ad altre necessità”. A lui si devono le prime misure di prevenzione della tubercolosi, l’introduzione dell’esame di fisica nella facoltà di medicina dell’università napoletana della quale, nel frattempo, è diventato rettore. Sempre lui ha disciplinato l’incompatibilità tra le professioni di farmacista e medico. A lui si deve una importante scoperta medica la cui teoria, contraria, risalva ad Aristotele. Si tratta degli acquedotti del vestibolo e della chiocciola dell’orecchio interno ovvero della dimostrazione che tali cavità erano pieni di liquido e che attraverso esso si propagassero rumori e suoni. Tra i suoi studi anche quelli sulla sciatica, la scoperta dell’albumina, una proteina del plasma prodotta dalle cellule epatiche. Ai suoi alunni ha lasciato il suo testamento spirituale che è anche un monito e uno sprone: “Ecco qual debba essere il vostro studio, la vostra applicazione, la vostra industria; non istancarvi mai di vederla, di conoscerla, d’ascoltarla. Le sue voci son mute, ma efficaci. Chi si familiarizza seco lei, diviene sacerdote suo vero”. Tanti sono stati i suoi meriti che nel 1884 la costruzione dell’ospedale, oggi specializzato nella cura delle malattie infettive, nel quartiere di Chiaiano, è intitolato proprio alla memoria dell’importante medico.

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 27 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 27 Marzo 2020

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