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I dettagli di Napoli: Fergola pittore del Re

| 27 Febbraio 2019

La bellezza dei suoi dipinti gli è valsa la nomina di pittore di Corte con un compenso di trenta ducati mensili: una cifra molto alta per l’epoca. Salvatore Fergola è stato esponente di spicco della “scuola di Posillipo”, nato nel 1796, la sua bravura lo ha portato addirittura in Spagna e Francia. Famosi i suoi quadri relativi alle opere del regno borbonico come la “Inaugurazione della strada ferrata Napoli-Portici”, il varo di navi e i primi ponti in metallo anche se il suo nome è collegato alle vedute. Tra queste, un’opera importantissima per l’alto valore documentaristico: “Veduta del lago di Celano, volgarmente detto Fucino, presa dal Monte Salviati” del 1837. E’ una delle poche testimonianze visive, assieme a quella di Jean Joseph Xavier Bidauld nel 1789 oggi al Louvre, di quello che era il primo lago per grandezza del regno, unico nell’appennino e terzo in Italia per estensione. La tela di Fergola passa dai toni caldi dell’azzurro del cielo a quelli più densi delle acque del lago, incorniciato dal paesaggio verde scuro ed aspro della Marsica, arricchito da uno spiraglio caravaggesco che illumina un gruppo di contadini che ritornavano da una fiera, altra preziosa nota sugli abiti del tempo. Il Fucino non c’è più, prosciugato dai Torlonia, la sua memoria resiste nella splendida opera di Fergola che può essere ammirata nelle sale di Palazzo Reale in piazza del Plebiscito.

 

A cura di Luciano Troiano

Un articolo di Luciano Troiano pubblicato il 27 Febbraio 2019 e modificato l'ultima volta il 27 Febbraio 2019
#Fergola   #Fucino  

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